L’arte di recitare. Il cinema di Eduardo De Filippo Cinema Trevi: "". Prima partePoeta della povera gente, straordinario indagatore dell’animo umano, capace come pochi di passare con semplice nonchalance dal dramma alla farsa, Eduardo De Filippo è autore e interprete teatrale fra i maggiori del Novecento.25.03.2009
Figlio naturale del commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa
De Filippo, calca i palcoscenici sin da bambino, recitando nella
compagnia del padre. Successivamente passa da una compagnia
all'altra fino al 1931 quando, con i fratelli Peppino e Titina,
ne forma una propria. Nel 1945 la compagnia si scioglie. Artista
ineguagliabile che ha contribuito a diffondere il napoletano in
quanto lingua e non dialetto, Eduardo ci ha lasciato dei copioni
immortali come: Uomo e galantuomo, Chi è più felice di
me?, Natale in casa Cupiello, Non ti pago,
Napoli milionaria, Filumena Marturano, Questi
fantasmi, Le voci dentro, Il sindaco del rione
Sanità, Gli esami non finiscono mai. Eduardo
predilige il teatro, ma si dedica volentieri anche al cinema sia
come attore di molti film, sia come sceneggiatore e regista. Il
suo esordio sul set avviene con Il cappello a tre punte
di Mario Camerini(1935) mentre la sua prima regia risale al 1939
con In campagna è caduta una stella, di cui fu anche
interprete. Amico e collaboratore di Vittorio De Sica, Eduardo è
protagonista di uno degli episodi de L'oro di Napoli
(1954), mentre dalla sua commedia Filumena Marturano è
tratto Matrimonio all'italiana (1964), remake del film
diretto da Eduardo nel 1951 con lui e la sorella Titina
protagonisti. Nel 1950 dirige e interpreta con Totò Napoli
milionaria!, al quale fanno seguiti altri film, fino a
Spara forte, più forte... non capisco! (1966), con il quale
si chiude la sua carriera di regista cinematografico.
Successivamente si dedica sempre più alla televisione
riproponendo le sue commedie. La sua ultima interpretazione è
nello sceneggiato televisivo Cuore (1984) di Luigi
Comencini nel ruolo del vecchio maestro. Nominato senatore a
vita nel 1981, Eduardo dichiara: «Io sarò al Senato quello che
sono stato sia nella vita, sia nelle commedie. È per quello che
ho scritto che mi lusingo abbiano voluto compensarmi con la
nomina a senatore. Quindi lo sapevano e lo sanno che io sono per
il popolo». Lo scrittore Andrea Camilleri, che ebbe la fortuna
di conoscerlo e di lavorare con lui, ricorda questo episodio:
«L'immagine che uno aveva di Eduardo era di un uomo corazzato,
un uomo che si difendeva anche recitando la parte che si era
assegnata lui stesso nella vita. Non so come nel 1960 ero
preoccupato perché una delle mie figlie aveva la febbre alta;
non pensai all'incidente della bambina di Eduardo e gli dissi
che ero un po' preoccupato per mia figlia. Rispose: "Io l'ho
persa una figlia". E mi raccontò minutamente come lui aveva
vissuto la cosa e si mise a piangere. Non è una cosa che si
sopportava facilmente veder piangere Eduardo. È stata una cosa
inenarrabile, penosa. Mi dispiace anche di averla rammentata».
Il cinema di Eduardo De Filippo, che la Cineteca Nazionale
intende omaggiare in diversi appuntamenti, non si riduce a
semplice teatro filmato ma a corpi, volti, sguardi, dettagli
anche apparentemente insignificanti, capaci però di regalarci
un'emozione, dandoci infine l'illusione di veder scorrere la
vita di ognuno noi piuttosto che essere muti spettatori passivi
di fronte a uno spettacolo che il giorno dopo è presto
dimenticato. L'arte di Eduardo De Filippo... come la vita.
ore 17.00
In campagna è caduta una stella (1939)
Regia: Eduardo De Filippo; soggetto: dalla commedia A
Coperchia è caduta una stella di Peppino De Filippo;
sceneggiatura: E. De Filippo, P. De Filippo, Riccardo Freda,
Ernesto Grassi; fotografia: Mario Albertelli; musica: Cesare A.
Bixio; montaggio: Guido Ricci; interpreti: Eduardo De Filippo,
Peppino De Filippo, Rosina Lawrence, Oretta Fiume[Claudia
Scrobogna], Guido Notari, Elena Altieri; origine: Italia;
produzione: Defilm S. A.; durata: 84'
L'arrivo di una bella ragazza americana, giunta in Italia per sposare un nobile visto solo in fotografia, sconvolge la vita di un paesino, in particolare quella di due fratelli, completamente diversi l'uno dall'altro, ma entrambi innamorati della nuova arrivata. Esordio alla regia di Eduardo De Filippo. «La trama di questo film appartiene al repertorio dei due ottimi fratelli. Eduardo ha dato aria ai fatti, pur mantenendo inalterata la linea dell'azione teatrale. Eppure le note più comiche di questo raccontino sono proprio quelle che sono rimaste aderenti, e quasi simili, alla commedia» (Fabrizio Sarazani). ore 19.00
Ti conosco, mascherina! (1943)
Regia: Eduardo De Filippo; soggetto: tratto dalla commedia di
Eduardo Scarpetta Il romanzo di un farmacista povero
adattata da E. De Filippo; sceneggiatura: Alessandro De Stefani;
fotografia: Vincenzo Seratrice, musica: Umberto Galassi;
montaggio: Mario Serandrei; interpreti: Eduardo De Filippo,
Peppino De Filippo, Lida Baarova, Titina De Filippo, Enzo
Gainotti, Enrico Viarisio; origine: Italia; produzione:
Cines-Juventus; durata: 83'
Un furbo manager cerca in ogni modo di trarre vantaggio dalla
bellezza della sua assistita, una fatua attrice, approfittando
dell'ingenuità delle persone che s'innamorano di lei.«È l'ultimo
film girato insieme dai due fratelli napoletani. Il ruolo
principale è per Eduardo, ma la commedia prende vivacità quando
è in scena Peppino: divertente quando si finge medico […], è
straordinario quando viene assunto come "cliente soddisfatto" da
un dentista: nella sala d'aspetto, per rassicurare gli altri
pazienti, continua a dire "Non c'è che lui" e un ragazzino
scatta nel saluto fascista (probabilmente il primo sberleffo a
Mussolini in un film italiano)» (Mereghetti). «Lida Baarova in
molte scene è doppiata da Lidia Simoneschi, mentre in altre
parla con la propria voce» (Chiti-Lancia)!
Immagini che migrano: Ditegli sempre di sì
Ditegli sempre di sì (1927) - uno tra i titoli più
importanti della drammaturgia eduardiana - è testimonianza del
genio esilarante, amaro e grottesco di Eduardo De Filippo.
Michele Murri, il protagonista, è un pazzo vero, fissato sulle
parole, che va sentenziando che la gente non parla con vocaboli
appropriati, creando così equivoci e fraintendimenti. Una volta
fuori dal manicomio sembra perfettamente a posto, anche se
prende tutto troppo sul serio: se la sorella zitella afferma che
le piacerebbe sposare il vicino di casa, subito diffonde la voce
del matrimonio; se un amico di famiglia giura che farà pace col
fratello solo da morto, ecco che si affretta a mandare un
telegramma con la dolorosa notizia; se qualcuno dà del matto a
Luigino, lo spasimante della figlia, Michele tenta di tagliargli
la testa, perché è lì, dice lui, che s'annida la pazzia.
L'allucinata coerenza del povero matto, finisce inevitabilmente
per riportarlo in manicomio, a scontare una pazzia senza furore,
candida e pietosa insieme. Una follia che si impenna e diventa
estrema quando arriva ad ipotizzare di decapitare il diverso,
l'emarginato, che non trova collocazione in una società troppo
caotica, con una non certo velata allusione al clima politico di
quel periodo.
Geppy Gleijeses, Gennaro Cannavacciuolo, Lorenzo Gleijeses,
protagonisti del nuovo allestimento di Ditegli sempre di sì,
in scena al Teatro Quirino Vittorio Gassman dal 24 marzo al 9
aprile, illustrano i meccanismi drammaturgici della commedia
eduardiana più segnata dalla lezione scarpettiana incontrando il
pubblico al Cinema Trevi.
A seguire la proiezione di Ditegli sempre di sì(messa in
onda: 8 gennaio 1962), nella celebre versione televisiva con
Eduardo protagonista.
ore 21.00
Incontro con Geppy Glejeses, Gennaro Cannavacciuolo,
Lorenzo Gleijeses
a seguire
Ditegli sempre di sì (1962)
Regia: Eduardo De Filippo; collaborazione alla regia: Stefano De
Stefani; collaborazione alla sceneggiatura: Aldo Nicolaj; scene:
Emilio Voglino; interpreti: E. De Filippo, Maria Hilde Renzi,
Regina Bianchi, Antonio Casagrande, Gennarino Palumbo, Enzo
Cannavale; durata: 95'
Per gentile concessione di Rai Teche - Ingresso gratuito Si ringrazia Elledieffe
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