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Cabiria & Cabiria  
Il recente ritrovamento di documenti di eccezionale valore storico
ha consentito di realizzare il più completo e filologico restauro del
film Cabiria, capolavoro del cinema muto italiano.
Utilizzando tecnologie d’avanguardia, è stato ricostruito lo splendore
fotografico della pellicola originale, restituendo al pubblico
contemporaneo la possibilità di assistere alle due versioni del primo
kolossal della storia del cinema, ideato dal torinese Giovanni
Pastrone: la versione sonorizzata dallo stesso autore nel
1931 (per la quale sono state recuperate e restaurate le incisioni
originali su dischi di gommalacca, conservati al Museo Nazionale del
Cinema), e un’attendibile ricostruzione della prima versione del 1914,
andata perduta. I due film restaurati (che presentano numerose e
interessanti varianti) vengono presentati in due giornate al Teatro
Regio di Torino e al Cinema Massimo. La versione muta è accompagnata
dall’esecuzione dal vivo della partitura originale dei maestri
Pizzetti e Mazza, a opera della Filarmonica ’900.
DATE:
20 e 21 marzo 2006
TORINO, Teatro Regio e Cinema Massimo
ORARI:
20:00
BIGLIETTI:
Proiezioni a inviti
INFO: Teatro Regio
piazza Castello, 215 - Torino
Cinema Massimo
via Verdi, 18 - Torino
Museo Nazionale del Cinema
Tel. +39 011 8138511
www.museocinema.it
Il Museo Nazionale del Cinema
ospita
il primo omaggio italiano a Hiroshi
Shimizu
Il
Museo Nazionale del Cinema ospita al Cinema
Massimo il primo omaggio italiano a Hiroshi
Shimizu, uno dei maestri del cinema
giapponese.
Nato
nel 1903 e morto nel 1966, nel corso della sua carriera ha realizzato
ben 163 film, diventando così un regista di riferimento sia per il
grande pubblico che per gli addetti ai
lavori nel momento di grande fermento cinematografico che va dagli
anni ‘30 al secondo dopoguerra, periodo nel quale si concentra la sua
produzione, sempre attenta ai temi sociali.
L’omaggio a Hiroshi
Shimizu è un progetto dell’Istituto Giapponese di Cultura (Rie
Takauchi, Isabella
Lapalorcia) e della Japan
Foundation (Marie
Suzuki) realizzato con la collaborazione
di Dario Tomasi. Si ringraziano per il
prestito dei film: Shochiku,
Planet Bibliothèque
de Cinéma, International
Television Films,
Inc.,
Kawakita Memorial
Film Institute.
PROGRAMMA DELLE PROIEZIONI
Etica e società. Il cinema di Hiroshi
Shimizu.
9-10,
14-17 marzo
Hiroshi
Shimizu
Ragazzi nella bufera
Kaze
no naka no
kodomo
Giappone 1937, 88’, b/n, v.o.
sott. ingl.
Alla vigilia delle vacanze estive il padre di due fratellini,
Zenta e Sanpei,
viene arrestato con l’accusa di
appropriazione indebita. Il nucleo familiare è in crisi e i bambini
vengono mandati a casa dello zio. Alla
sofferenza per lo smembramento della famiglia di cui già sono vittime,
si aggiunge la dolorosa discriminazione da parte dei compagni di
gioco. Ragazzi nella bufera
è uno dei migliori film di Shimizu,
sicuramente il più conosciuto in Giappone. Nel 1938
viene presentato alla Mostra Internazionale
del Cinema di Venezia.
Int.:
Reikichi Kawamura,
Mitsuko Yoshikawa,
Masao Hayama.
GIO 9, h. 21.15 (ingresso euro 2,50), VEN 10, h.
18.15
Prima della proiezione, Dario Tomasi (Univ.
di Torino) introdurrà al pubblico il cinema
di Shimizu
Hiroshi
Shimizu
I bambini
dell'alveare
Hachi
no su no kodomotachi
Giappone 1948, 86’, b/n, v.o.
sott. ingl.
Un
gruppo di piccoli orfani di guerra provenienti da
varie città vaga in cerca di cibo e riparo. Di loro si prenderà
cura un giovane soldato in congedo, anche lui orfano di guerra, ora
rimpatriato e privo di casa e lavoro.
Interamente girato in esterno con attori non
professionisti, veri orfani di guerra trovati per la strada e accuditi
dal regista, da sempre attento alle realtà socialmente più
deboli e al popolo dei reietti. Senza mai cadere nel pietismo
Shimizu ha lasciato parlare lo sguardo dei
bambini di cui ha messo in luce tutto il
vigore e la straordinaria tenacia.
Sc.:
H. Shimizu;
Int.:
Shunsaku Shimamura,
Masako Natsuki,
Shoichi Gosho.
VEN 10 e MAR 14, h. 16.30
Hiroshi
Shimizu
Ragazze giapponesi al porto
Minato no nihon
musume
Giappone 1933, 72’, b/n, v.o.
sott. ingl.
Accompagnamento al pianoforte del Maestro Stefano
Maccagno
Due
studentesse di una scuola cristiana femminile di Yokohama incontrano
il giovane Henry e se ne invaghiscono.
Ma il triangolo tra
Sunako, Dora e il giovane mette a dura prova l’amicizia delle
ragazze e i continui tradimenti di Henry
provocano una violenta gelosia in Sunako,
che la condurrà a compiere azioni criminose. Accanto alla vicenda
melodrammatica Shimizu ha voluto
sottolineare, fin nella scelta dei nomi dei
personaggi, l’incontro tra Oriente e Occidente, operando scelte
stilistiche innovative.
Sc.:
Itsuma Kitabayashi,
Mitsu Suyama;
Fot.: Taro
Sasaki;
Int.:
Michiko Oikawa,
Yukiko Inoue,
Ureo Egawa.
VEN 10, h. 20.30
Hiroshi
Shimizu
Un eroe di Tokyo
Tokyo no eiyu
Giappone 1935, 61’, b/n, v.o.
sott. ingl.
Accompagnamento al pianoforte del Maestro Stefano
Maccagno
Ultimo
film muto di Shimizu,
eloquente condanna del sistema capitalista e dell’ipocrisia imperante
nella società giapponese dell’epoca. A farne le spese il protagonista
del film, Kanichi, figlio negletto di un
uomo rimasto vedovo che gli racconta di
essere un importante uomo d’affari mentre, in realtà, gestisce una
società fraudolenta che promette facili guadagni. L’uomo si risposa
con una donna, madre di altri due bambini,
ma ben presto i suoi loschi affari vengono scoperti ed è costretto a
fuggire lasciando il figlio e la nuova famiglia senza mezzi di
sostentamento. Povertà ed emarginazione femminile
si impongono come temi della critica sociale dominante nel
film.
Int.:
Yukichi Iwata,
Mitsuko Yoshikawa,
Mitsugu Fujii,
Michiko Kuwano.
VEN 10, h. 21.45
Hiroshi
Shimizu
Dimentica l’amore per adesso
Koi
mo wasurete
Giappone 1937, 73’, b/n, v.o.
sott. ingl.
Yuki
è una ragazza madre che per crescere suo figlio
Haru è costretta a lavorare in un bordello. La professione
della madre crea non pochi problemi al ragazzo, che a scuola subisce
invettive e percosse da parte dei compagni. Quasi interamente girato
in spazi chiusi, il film mette in luce le frequenti ingiustizie subite
e la delicata situazione delle madri lavoratrici nel Giappone
dell’epoca. Molto commovente la scena della danza interpretata da
Yuki dove, alla bellezza delle movenze, fa
eco il senso di solitudine che pervade il suo animo.
Int.:
Michiko Kuwano,
Shuji Sano,
Bakudan-Kozo.
MAR 14, h. 18.15
Hiroshi
Shimizu
Note di un’artista girovaga
Uta-jo
oboegaki
Giappone 1941, 98’, b/n, v.o.
sott. ingl.
Ambientato in epoca Meiji (1868-1912) è la
storia dell’incontro tra Uta, una
teatrante girovaga interpretata dalla famosa attrice
Yaeko Mizutani,
e Hiramatsu, un mercante di tè
proprietario di un negozio nella cittadina di
Hamamatsu. L’uomo, invaghitosi della donna, le propone di
trasferirsi come domestica nella sua dimora e Uta
accetta, lasciando la compagnia e fronteggiando l’ostilità del resto
della servitù, che non vede di buon occhio la nuova arrivata. Dopo la
morte di Hiramatsu, la sua attività
rischia la bancarotta ma sarà proprio
Uta a darsi da fare per risollevare le
sorti della famiglia.
Sc.:
Kihan Nagase,
Taketaka Yagisawa;
Fot.:
Suketaro Inokai;
Int.:
Yaeko Mizutani,
Ken Uehara,
Hideo Fujino.
MER 15, h. 16.30
Hiroshi
Shimizu
Il signor Grazie
Arigato-san
Giappone 1936, 75’, b/n, v.o.
sott. ingl.
Ambientato nella penisola di
Izu il film è uno splendido esempio di
road movie, interamente girato su un autobus guidato da un autista
molto cortese, che ha l’abitudine di ringraziare ogni passeggero che
sale a bordo, ed è per questo soprannominato “signor Grazie”. Ispirato
a una novella del premio nobel
Yasunari Kawabata,
il film stigmatizza il clima di preoccupazione avvertito dalla gente
comune, che nelle conversazioni quotidiane discute di depressione
economica, povertà e del lavoro degli immigrati.
Int.:
Ken Uehara,
Michiko Kuwano,
Mayumi Tsukiji.
MER 15, h. 18.15
Hiroshi
Shimizu
La scuola Shiinomi
Shiinomi
gakuen
Giappone 1955, 100’, b/n,
v.o. sott.ingl.
Discriminato dai compagni di classe perché affetto da poliomielite, al
protagonista viene negato anche l’ingresso
nella squadra di baseball, con conseguente delusione che si aggiunge
alla sofferenza fisica. Dopo aver lottato invano per una normale
integrazione scolastica del figlio, ai genitori sembra non restare
altra scelta se non quella di aprire una scuola per bambini disabili a
proprie spese, confermando l’inevitabilità di una dolorosa separazione
tra soggetti sani e malati. Basato su una storia
vera, Shimizu sceglie per questo ruolo un
bambino di 11 anni, convinto che la spontaneità di un attore non
professionista renda il cinema più reale della recitazione impostata
degli attori.
Int.:
Jukichi Uno, Ranko
Hanai, Kyoko
Kagaya, Kenzo
Kawarazaki.
MER 15, h. 20.30,
GIO 16, h. 16.30
Hiroshi
Shimizu
Il
signor Shosuke Ohara
Ohara
shosuke-san
Giappone 1949, 90’, b/n, v.o.
sott.ingl.
Commedia arguta che ha per protagonista Saheita,
ultimo erede di una ricca famiglia, incapace di rifiutare favori e
prestiti a coloro che bussano alla sua
porta, finendo per dare fondo a tutti suoi averi. L’appellativo con
cui è conosciuto in città è Shosuke
Ohara, nome di un noto cantante famoso per
aver sperperato tutto il denaro nel gioco e nell’alcool.
Al di là dei numerosi episodi divertenti,
Shimizu non ha trascurato di
stigmatizzare, oltre che la generosità, la forte determinazione e lo
spirito indipendente del protagonista, che lo rendono ancor più
amabile agli occhi del pubblico.
Int.:
Denjiro Okochi,
Akiko Kazami,
Reiko Miyagawa.
MER 15, h. 22.15, GIO 16, h. 18.15
Hiroshi
Shimizu
L’amore di una madre
Bojo
Giappone 1950, 82’, b/n, v.o.
sott.ingl.Toshiko,
madre di tre bambini avuti da tre diverse relazioni, cerca di trovare
parenti disposti ad adottarli o quanto meno
a prendersene cura. Il motivo sembra essere quello di volersi
nuovamente sposare ma, in realtà, desidera
avere più tempo libero per occuparsi di affari e assicurare il
successo al club che gestisce a Tokyo. A spingerla in tal senso è
Mitsuko, sua patner
in affari, che riduce ogni relazione ad un
mero tornaconto economico. Durante il viaggio che
Toshiko intraprende con il figlio maggiore per affidarlo alla
madre adottiva, la donna riscopre gli assopiti sentimenti materni e si
convince ad accettare il suo ruolo di madre con senso di
responsabilità. In particolare, l’incontro con un gruppo
di attori girovaghi e con l’anziana madre
adottiva, in evidente contrasto con le idee della donna, offrono a
Toshiko l’opportunità di rileggere in
chiave diversa la sua maternità.
Int.:
Nijiko Kiyokawa,
Musei Tokugawa,
Yataro Kurokawa.
VEN 17, h. 16.30
VERONICA GERACI
Resp.
Ufficio Stampa –
Head Press Officer - Attachée de Presse en Chef
Museo Nazionale del Cinema -
National Cinema Museum - Musée National du Cinéma
via Montebello 15 - 10124 Torino - Italy
phone +39 011 8138509 - fax +39 011 8394747
Email:
geraci@museocinema.it
Web:
www.museocinema.it
In occasione
dell’inaugurazione del nuovo allestimento
Il Museo Nazionale del Cinema presenta la mostra fotografica
IMMAGINI DEL SILENZIO
L’avventurosa storia del cinema muto torinese
8 febbraio – 26 marzo 2006
Mole Antonelliana

Inaugurazione
Mercoledì 8 febbraio, ore 17.00
Apertura straordinaria
fino alle ore 23.00 ad ingresso libero
Un omaggio alla grande stagione del
muto torinese, ai registi, agli attori, ai tecnici che contribuirono
con il loro talento all’affermazione di Torino come capitale della
cinematografia italiana dell’epoca. La mostra è articolata secondo un
duplice percorso che documenta l’ampiezza della produzione del periodo
e, nel contempo, la ricchezza della collezione fotografica conservata
dal Museo Nazionale del Cinema. Sulla cancellata esterna della Mole
Antonelliana, un primo nucleo di immagini svela l’attività dei set,
fornendo preziosi indizi sul lavoro sommerso del cinema muto e la sua
messa in scena. Oltre agli attori, l’obiettivo riprende lo spazio
delle scene, ricavato per lo più all’interno dei teatri di posa,
rivelando gli elementi architettonici, i fondali dipinti, le
attrezzature, la troupe. Altre istantanee ritraggono i registi, gli
attori, i tecnici fotografati durante una pausa di lavoro o, in veste
più ufficiale, di fronte agli stabilimenti. Il percorso prosegue
all’interno della Mole Antonelliana: lungo la rampa interna,
affacciata sulla spettacolare Aula del Tempio, viene presentata una
significativa selezione delle foto di scena, vale a dire dalle
immagini realizzate per essere riprodotte sui materiali pubblicitari
(brochure, programmi di sala, etc.), esposte nei cinema e distribuite
al pubblico, soprattutto sotto forma di cartolina postale. Accanto
alle fotografie di alcune celebri comiche, vi sono quelle di film
storici come Gli ultimi giorni di Pompei, Spartaco, Salambò e,
naturalmente, Cabiria, il celebre kolossal di Giovanni Pastrone, che
più di ogni altro rappresenta la maturità espressiva e tecnologica del
cinema muto torinese. Sono immagini di grande effetto in cui le scene
di massa, le imponenti scenografie, l’architettura dello spazio,
contribuiscono a restituire la dimensione spettacolare e l’impegno
produttivo dei film dell’epoca. Altre fotografie, relative a drammi
contemporanei e sentimentali (L’olocausto, Il fuoco, Tigris, Rose
vermiglie) e a film tratti da soggetti letterari (Amleto, I promessi
sposi, La figlia di Jorio) testimoniano l’articolata produzione del
cinema muto torinese. Queste “immagini del silenzio” non sono solo
preziose testimonianze storiche, rappresentazioni sostitutive di opere
filmiche spesso perdute, ma anche documenti di forte valenza estetica
che rivelano la ricchezza espressiva dell’arte cinematografica e
fotografica delle origini.
Museo Nazionale del Cinema
Fondazione Maria Adriana Prolo
Archivi di cinema,
fotografia e immagine
PRESIDENZA E DIREZIONE
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Città di
Torino
Regione
Piemonte
Provincia di Torino
Fondazione C.R.T.
Compagnia di San Paolo
Istituto
Luce
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COMITATO DI
GESTIONE
Presidente
Alessandro Casazza
Associazione Museo Nazionale del Cinema
Amici della Fondazione Maria Adriana Prolo
Franco Prono
Città di
Torino
Stefano Della Casa
Domenico Gargale
Regione
Piemonte
Paolo Morandi
Provincia di Torino
Massimo Rostagno
Fondazione
CRT
Alide Lupo
Compagnia
di San Paolo
Giovanni Zanetti
Istituto
Luce
Luciano Sovena
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cabiria tpa093
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