Chi ha paura dei documentari in
Italia?

presenta
venerdi' 14 marzo ore
21:00
Aula Magna Itis
Galilei - Via Conte Verde, 51 - Roma
IMPROVVISAMENTE
L'INVERNO SCORSO
Menzione speciale Festival di Berlino 2008
sezione Panorama - Selezione Ufficiale
HotDocs 2008
Intervengono Gustav Hofer, Luca
Ragazzi e Veronica Pivetti. Invitati
Franco Grillini, Vladimir Luxuria,
Barbara Pollastrini e Cesare Salvi.
"un piccolo capolavoro di sagacia
politica e cinematografica" - Cristina
Piccino, Il Manifesto
"un cinediario allarmato e pungente"
- Fabio Ferzetti, Il Messaggero
"una commedia sofisticata alla George
Cukor" - Alberto Crespi,
"Ne' commedia ne' tragedia, signori di
Berlino: e' una farsa all'italiana" -
Concita de Gregorio, La
Repubblica
IMPROVVISAMENTE L'INVERNO SCORSO
racconta la storia
di Luca e Gustav, una coppia che sta insieme
da otto anni, e di quello che gli e'
successo improvvisamente l'inverno scorso,
quando un'ondata inaspettata di omofobia ha
sconvolto la loro quotidianita'. A Febbraio,
dopo mesi di discussioni, il governo Prodi –
come da programma - ha presentato una
proposta di legge per le unioni civili
estesa anche alle coppie omosessuali, e da
li' e' partita un'offensiva mediatica e
politica di proporzioni inaspettate. Il
paese si e' cosi' diviso tra chi era a
favore dei DiCo (il nome del disegno di
legge) e chi gli sparava contro. Dai pulpiti
delle chiese e dai salotti televisivi, si e'
arrivati a livelli parossistici di
intolleranza. Gustav ha cercato di
convincere Luca a realizzare un documentario
sull'argomento sentendo l'opinione della
gente comune, delle associazioni religiose,
dei politici di destra e di sinistra (tra
gli altri Rocco Buttiglione, Paola Binetti,
Barbara Pollastrini, Franco Grillini, Cesare
Salvi, etc.) in occasione di manifestazioni
e contromanifestazioni varie, e
contemporaneamente per mesi e mesi hanno
seguito la discussione generale al Senato.
Con un disagio crescente nei due
protagonisti, il film registra, non senza
ironia, mesi di polemiche sterili,
strumentali e attacchi gratuiti. Quello che
ne viene fuori e' un quadro poco edificante,
e alquanto contraddittorio, del Belpaese.
Regia: Gustav Hofer e
Luca Ragazzi - Montaggio:
Desideria Rayner - Montaggio del
suono: Silvia Moraes -
Prodotto da: hiq productions -
Produttore esecutivo: Maria Teresa
Tringali - Produttore associato:
Jacqueline Lustig - Supporto
tecnica: Scarfilm - Voce
narrante: Veronica Pivetti
(versione italiana) - Frank Dabell
(versione inglese)
Italia 2008, hdv, 80'.
Gustav Hofer: Nato a Sarentino (BZ),
dopo la laurea in Scienze della
Comunicazione a Vienna e in cinema a Londra
si e' trasferito a Roma. Dal 2001 lavora per
la televisione franco-tedesca "Arte" in
qualita' di corrispondente per la cultura
dall'Italia. Da Gennaio 2005 conduce sulla
stessa emittente il programma quotidiano di
cultura, "Journal de la Culture – Arte
Kultur".
Filmografia: Uomini per tutte le stagioni,
2005 (50', per Medici senza Frontiere) -
Torna a casa, Bush, 2004 (26') - Il
sangue dell'Impero, 2004 (52', per Rai
Tre con Giovanni Sparo) - Korea
Prioritaria (2002) (45') (menzione
speciale al Genova Film Festival).
Luca Ragazzi: Nato a Roma, laureato
in Lettere e Filosofia all’Università' La
Sapienza, esercita da anni la professione di
giornalista - critico cinematografico
fotografo. E' alla sua prima esperienza in
qualità di regista.
Improvvisamente un tour - Il
film comincerà, dopo la proiezione
all'Apollo, un vero e proprio tour
pre-elettorale in tutta Italia, dal Nord al
Sud dello stivale, toccando circa 20 citta'.
Tra le date gia in programma, il 20 marzo a
Bari, il 25 a Trieste, il 26 a Pordenone, il
27 a Udine, il 28 a Lecco, il 3 aprile a
Padova, il 5 a Campobasso, il 7 a Torino,
l'8 aprile a Mantova, il 9 a Reggio Emilia,
il 10 a Bergamo, il 16 e il 20 a Bolzano. In
piu' Improvvisamente l’inverno scorso
sarà proiettato a Napoli, Catania, Palermo,
Milano, Brescia, Firenze (le date sono
ancora da definire).
Apollo 11, dalla nascita del
progetto Racconti dal vero, col proprio impegno basato
soprattutto sul lavoro volontaristico dei propri soci, ha fatto
il possibile per promuovere e rilanciare un genere
cinematografico, il cinema della realta', che in Italia e' stato
penalizzato soprattutto dalle istituzioni che avrebbero invece
il dovere di sostenerlo.
A dispetto di cio', alcuni produttori e distributori coraggiosi,
spesso senza il sostegno di finanziamenti ministeriali e
televisivi hanno investito di tasca propria realizzando
documentari che hanno sfidato il mercato di fatto monopolizzato
da ben altro genere di film. Questi documentari, pur senza
poter contare sul richiamo commerciale di attori di fama e su
conseguenti budget promozionali competitivi sono spesso riusciti
a portare a casa discreti risultati di “box office” ma
soprattutto hanno raccolto ottime critiche, premi prestigiosi e
inviti ai festival di tutto il mondo.
Molte altre realta', da prima di Apollo 11, hanno dedicato il
proprio lavoro al sostegno e alla promozione di questi titoli.
Tra le altre ricordiamo la Doc/it Associazione
Documentaristi Italiani, il portale
www.ildocumentario.it, Documè, e di
recente il prestigioso Premio Solinas che ha
indetto un bando per premiare le migliori sceneggiature di
documentari che aspirano alla distribuzione nelle sale.
La battaglia comune e' contribuire al riconoscimento del valore
artistico, culturale e spettacolare di un cinema che trae
origine dall’ascolto, dall’osservazione e dalla composizione
della “realta'”.
Una battaglia che non si limita alla difesa corporativistica di
una categoria professionale - autori, produttori, distributori
di documentari - ma che sollecita le Istituzioni competenti a
prendersi la responsabilita' di fare qualcosa per curare le
ferite di una apocalissi culturale - nel nostro caso, la
progressiva scomparsa dell’idea documentaria dagli immaginari
nazionali - che personalita' come Ernesto De Martino o
Pier Paolo Pasolini evocavano per illustrare la nostra
difficile, rapidissima e incompiuta modernita'.
In questi giorni sono in sala due documentari Vogliamo anche
le rose e Biutiful Cauntri che andrebbero visti e
sostenuti per la loro bellezza e per la loro importanza.
Negli anni scorsi, tralasciando titoli stranieri che hanno vinto
Premi Oscar, Palme d’Oro ecc, in Italia hanno coraggiosamente
tentato l’uscita in sala, molti titoli di qualita' tra cui
Latina/ Littoria di Gianfranco Pannone, Cuore napoletano
di Paolo Santoni, Un silenzio particolare di Stefano
Rulli, Un’ora sola ti vorrei di Alina Marazzi, Pesci
combattenti Andrea d’Ambrosio e Roberto Di Biase, Italian
Sud Est dei Fluid Video Crue, Sogni di cuoio di
Caesar Meneghetti e Elisabetta Pandimiglio, Il sibilo lungo
della taranta di Paolo Pisanelli, Viva Zapatero di
Sabina Guzzanti, Il Fantasma di Corleone di Marco Amenta,
In un altro paese di Marco Turco, Estranei alla massa
e L’udienza e' aperta di Vincenzo Marra, La strada di
Levi di Davide Ferrario, Sessantotto - L’utopia della
realta' di Ferdinando Vicentini Orniani, Vedi Napoli e
poi muori di Enrico Caria, Pasolini prossimo venturo
di Giuseppe Bertolucci, Le ferie di Licu di Vittorio
Moroni, Il mio paese di Daniele Vicari, e, perdonateci
l’auto-citazione, L’Orchestra di Piazza Vittorio di
Agostino Ferrente, un film che ci riguarda da molto vicino
perché racconta la nostra storia, una storia applaudita dagli
spettatori di tutto il mondo ma considerata scomoda dalle nostre
istituzioni sia locali (basti pensare alla mai conclusa vicenda
del Cinema Apollo) che nazionali (basta dire che la Rai non
ritiene opportuno acquistarlo…) Ma siamo in buona compagnia,
perche' tutti i titoli sopraccitati, e ce ne saremo forse
dimenticato qualcuno, in un paese normale sarebbero trasmessi in
prima serata dalla Televisione pubblica.
L’anno scorso il bello e controverso Feltrinelli di
Alessandro Rossetto, un altro socio di Apollo 11,
raccolse consensi all’estero ma non riuscì ad essere distribuito
in sala in Italia, paese di produzione del film. Ne parlammo con
l’autore in uno degli scorsi appuntamenti di Racconti dal
vero.
Venerdì 14 mostreremo in anteprima nazionale all’Apollo 11 il
film italiano (un documentario di Gustav Hofer e Luca Ragazzi,
altri soci di Apollo 11) che ha riscosso al recente Festival di
Berlino i maggiori consensi di critica e pubblico, ma in Italia,
forse visto il tema scomodissimo affrontato (i “Dico”) e vista
la mancanza di garanzie per i distributori che investono nel
“cinema del reale”, non ha ancora trovato un’uscita in sala,
figuriamoci alla televisione…
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