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ERA
NOTTE A ROMA CITTÀ APERTA
ERA
NOTTE A ROMA CITTÀ APERTA
IT WAS NIGHT IN OPEN CITY
Italia, 2006, 16mm, 120', col.
progetto/project Fondazione
Roberto Rossellini, Istituto MetaCultura
ricerche, montaggio/research, film
editor Carlo Sciotti, Francesca Talamo
produzione/production
Comitato Nazionale per le Celebrazioni per il
Centenario dalla nascita di Roberto Rossellini MIBAC
Il
filmato racconta la Liberazione dell’Italia
dall’occupazione tedesca da punti di vista
complementari fra loro. I «fili» della trama sono
costituiti dalle storie dei personaggi di 4 film di
Roberto Rossellini – Roma città aperta,
1945, Paisà, 1946, Era notte a Roma,
1960, Anno Uno, 1974 – che, attraverso una
selezione di varie sequenze delle opere citate,
ri-raccontano polifonicamente un momento
fondamentale della storia del paese, compreso tra
l’inverno 1943 e l’inverno 1945. I due anni che
hanno cambiato l’Italia vengono così ricostruiti
attraverso i volti e i dialoghi dei personaggi più
noti dell’universo rosselliniano: da Don Pietro e
Pina di Roma città aperta a Francesca e
Fred di Paisà, ad Alcide De Gasperi di
Anno Uno. Con le stesse sequenze, inoltre, è
stato composto un unico testo che presenta, sotto
forma di racconto corale e lineare, il lavoro
enciclopedico svolto da Rossellini sulla storia
della civiltà occidentale.
ERA
NOTTE A ROMA CITTA’ APERTA
AL TORINO FILMFESTIVAL
Il 16 novembre la prima del Film di montaggio che
racconta Roma tra il 1943 e il 1944
attraverso quattro !lm di Roberto Rossellini
Il "Comitato per le Celebrazioni del Centenario
della nascita di Roberto Rossellini", la "Fondazione
Roberto Rossellini per lo sviluppo del pensiero
enciclopedico" e l'"Istituto MetaCultura" presentano
al Torino Film Festival il !lm di montaggio Era
notte a Roma Città aperta.
Il !lm verrà proiettato il 16 novembre alle ore 16
presso la sala 3 del cinema Greenwich Village (via
Po, 30); la proiezione verrà ripetuta il 17 novembre
alle ore 9 sempre presso la stessa sala.
Alla presentazione interverranno Renzo Rossellini
(Figlio e collaboratore del regista oltre che
presidente
onorario della Fondazione Rossellini), Adriano Aprà
(presidente della Fondazione), Alessandro Pamini
(direttore artistico e scienti!co della Fondazione e
ideatore del progetto Era notte a Roma città
aperta),
Francesca Talamo e Carlo Sciotti (curatori del
progetto Era notte a Roma città aperta).
Era notte a Roma città aperta raccoglie e interseca
le storie rosselliniane ambientate a Roma nel
periodo tra
l'occupazione tedesca e la liberazione da parte
degli Americani. I «!li» di questo nuovo intreccio
sono
costituiti dalle vicende dei personaggi di quattro
!lm di Rossellini -Roma città aperta, Paisà, Era
notte a Roma, Anno uno -che raccontano,
polifonicamente, un momento fondamentale della
storia del nostro paese.
Dai Film di Rossellini sono state selezionate le
sequenze ambientate a Roma tra l'inverno del 1943 e
l'inverno del 1944 e poi rimontate per comporre un
unico testo audiovisivo che presenta, sotto forma di
racconto corale, lineare e consecutivo, un esempio
sintetico (123') del lavoro reticolare enciclopedico
immaginato da Roberto Rossellini sulla storia della
civiltà occidentale.
Era notte a Roma città aperta è stato realizzato per
promuovere il progetto di riorganizzazione
enciclopedica dell'opera di Roberto Rossellini.
La "Fondazione Roberto Rossellini per lo sviluppo
del pensiero enciclopedico" è nata con l'intento
speci
fico di continuare il lavoro intrapreso dall'autore,
di svilupparlo in forma ipermediale e di renderlo
fruibile sotto forma di servizio di educazione
permanente come avrebbe voluto l'autore stesso.
L'esempio audiovisivo di Era notte a Roma città
aperta vuole mostrare come sia possibile far
emergere il
disegno polienciclopedico rosselliniano non appena
si seguano le correlazioni narrative che ogni
progetto
dell'autore contiene. E' la stessa opera di
Rossellini che invita il fruitore ideale a
riordinare i segmenti
dei lavori rosselliniani indipendentemente dalla
loro disposizione lineare e dalla cronologia
!lmogra!ca,
a seguire le deviazioni reticolari suggerite da ogni
segmento di ogni progetto, ad adottare una dopo
l'altra le molteplici prospettive enciclopediche
indicate dall'autore stesso per accostarsi alla sua
opera.
Era Notte a Roma Città Aperta si inserisce
nell'ambito delle iniziative con cui la Fondazione
Rossellini intende celebrare il Centenario della
nascita del grande autore italiano, proponendo una
ri
lettura di Rossellini come un umanista al tempo del
cinema e della televisione, erede, cantore e
continuatore di quella tradizione europea che
ricerca l'integrazione tra le arti, il dialogo tra
le arti e le scienze,
la realizzazione di grandi progetti formativi
enciclopedici.
L'evento, sotto l'Alto Patronato del Presidente
della Repubblica, è realizzato nell'ambito delle
iniziative
programmate per il Triennio 2006-08 dal Comitato
Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della
nascita
di Roberto Rossellini, dalla Fondazione Roberto
Rossellini per lo sviluppo del pensiero
enciclopedico e dall'Istituto
MetaCultura, con il contributo del Ministero per i
Beni e le attività culturali-Direzione Generale per
i Beni
librari e gli Istituti culturali.
Per ulteriori informazioni consultare il sito
www.robertorossellini.it
Uffcio Stampa:
Sara Picardo: 328
3792137-info@robertorossellini.it

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RETROSPETTIVA
MULTIPLA RETICOLARE: UN'EDIZIONE CRITICA
DELL'OPERA ROSSELLINIANA
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Attraverso il
cinema virtuale verrà presentata la
retrospettiva
in forma reticolare
che per la prima volta presenta l’opera
di Rossellini come lui stesso avrebbe
voluto mostrarla al suo pubblico e alle
generazioni future: organizzata cioè per
essere letta e riletta secondo le
quattro prospettive enciclopediche a cui
a cui egli ha dedicato la sua ricerca (enciclopedia
della storia,
enciclopedia
della culture,
enciclopedia
dei sentimenti,
enciclopedia
dei principi della stessa scrittura
enciclopedica multimediale)
sperimentata e applicata dallo stesso
Rossellini e da chi ne ha condiviso la
lezione di metodo.
Tali
prospettive non emergono ordinando la
sua opera cronologicamente, né tantomeno
isolandone la sola componente
cinematografica, né ancora selezionando
i soli progetti realizzati e neppure
isolando l’opera di Rossellini da quella
degli altri enciclopedisti e umanisti
che, nelle arti classiche e nel cinema,
hanno anticipato o continuato il suo
lavoro.
Una pecularietà
di questa iniziativa risiede nel
presentare insieme sia gli aspetti
formativi sia quelli spettacolari
dell’opera di Rossellini mirando, in
questo modo, a ottenere un forte
coinvolgimento sia intellettuale sia
emotivo dei fruitori.
In questi
ultimi decenni sono stati restaurati
molti film di Rossellini, mentre gli
studi sulla sua opera – a partire da
quelli di François Truffaut e degli
altri studiosi e autori francesi della
Nouvelle vague e dei “Cahiers du cinèma”
- hanno evidenziato da un lato gli
insegnamenti metodologici raccolti dal
cinema contemporaneo non solo italiano e
dall’altro le innumerevoli correlazioni
con le arti classiche e con la
tradizione della cultura umanistica e
enciclopedica non solo artistica ma
anche filosofica, scientifica e
didattica.
In questa
prospettiva l’iniziativa è concepita per
far scoprire agli spettatori le
correlazioni dell’opera rosselliniana
sia con quella dei grandi enciclopedisti
e umanisti sia con quella dei grandi
cineasti che come Rossellini hanno
raccolto aspetti di questa difficile e
complessa eredità interdisciplinare e
intermediale.
La
presentazione dell’opera di Rossellini
per «voci enciclopediche» permette da un
lato uno studio metodologico delle
correlazioni logiche ed estetiche
interne ed esterne all’opera stessa,
dall’altro un avvicinamento alle
ricerche di questo autore che sia più
rispettoso della concezione
enciclopedica che egli aveva elaborato;
in questo modo l’opera di Rossellini
viene mostrata come egli stesso avrebbe
voluto editarla e distribuirla.
Il progetto in
questo senso contiene anche una proposta
di metodo sul come presentare
«criticamente» l’opera di un autore e
favorirne lo studio, esplicitando e
rappresentando reticolarmente e
poliespressivamente le molteplici
correlazioni tra la sua opera e quella
dei suoi maestri ed eredi, non solo nel
cinema ma anche nelle altre arti.
L’iniziativa
prevede una serie di attività tra loro
complementari, tutte rivolte a
presentare al pubblico l’immagine
complessa di un Rossellini
artista-studioso, capace di riunire, con
la sua opera multimediale, la cultura
cinematografica del XX secolo e quella
della tradizione umanistica classica.
Queste attività
offrono infatti la possibilità di fruire
dell’opera di Rossellini (l’opera
televisiva oltre quella cinematografica,
i progetti solo elaborati oltre a quelli
realizzati, gli studi scientifici oltre
i progetti artistici) nel modo in cui
l’autore stesso avrebbe voluto
mostrarla: riorganizzata cioè
«enciclopedicamente», esplicitando e
valorizzando le correlazioni sia interne
all’opera sia tra essa e l’opera di
quegli autori con cui Rossellini ha
dialogato direttamente o indirettamente
per tutta la sua vita (i suoi maestri,
interlocutori ed eredi, non solo nel
cinema ma anche nelle altre arti, non
solo nell’arte ma anche nella scienza).
Con questa
iniziativa la Fondazione Roberto
Rossellini intende rivolgersi da un lato
agli ammiratori di Rossellini, dando
loro la possibilità di scoprire progetti
meno noti dell’autore nonché di scoprire
le correlazioni reticolari tra quei
progetti e quelli più noti, e ancora di
«navigare» tra i progetti di Rossellini
e quelli degli autori con cui egli ha
dialogato direttamente o indirettamente
attraverso la sua opera; dall’altro si
rivolge a coloro che ancora non
conoscono l’opera di questo autore,
dando loro la possibilità di poter
accedere ad essa nel modo più adeguato,
in quanto più rispettoso del piano
enciclopedico, espresso dall’autore
stesso, che si manifesta attraverso le
relazioni tra i suoi progetti e le sue
inedite o non più edite riflessioni sui
rapporti tra arte, scienza e didattica.
Lo sviluppo del
progetto
- si articola secondo le quattro diverse
prospettive enciclopediche (Enciclopedia
della Storia, delle Culture, dei
Sentimenti, dei Principi della scrittura
reticolare e multimediale) concepite
dallo stesso Roberto Rossellini,
- è accompagnato da «lezioni-spettacolo»
composte da: presentazioni delle
classificazioni enciclopediche e dei
principi di scrittura, viaggi
ipertestuali tra parti di film di
Rossellini e dei suoi interlocutori,
proiezioni dei film integrali di
Rossellini e dei suoi interlocutori.
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IL MUSEO
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MOSTRE TEMATICHE
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In ognuno dei
quattro anni di sviluppo di Laboratorio
Rossellini verrà resa fruibile una nuova
mostra tematica, dedicata a un diverso
aspetto delle ricerche rosselliniane.Nel
primo anno è in programma la mostra
“L’iconografia della guerra secondo
Roberto Rossellini, tra documentazione
storica e rappresentazione artistica”.
Questo primo percorso espositivo
ricostruisce i diversi modi in cui
Rossellini compone i suoi «racconti di
guerra» (dalle battaglie per la
liberazione dell’Italia dagli austriaci,
alle battaglie per la liberazione dai
tedeschi). L’attenzione è spostata
dall’oggetto dei racconti alle diverse
forme espressive e narrative che
Rossellini utilizza nei racconti
stessi.La mostra esplicita infatti le
relazioni e le differenze tra:
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- il documento
storico, che è realizzato attraverso la
selezione o la simulazione delle memorie
di testimoni di un evento, e che è
assunto ad oggetto delle riflessioni
saggistiche di studiosi,
-il testo artistico, che assume come
materia espressiva i documenti storici e
come materia narrativa le riflessioni
saggistiche, che rielabora i primi e
sintetizza le seconde. Infatti
Rossellini per comporre i suoi testi
insieme saggistici e narrativi, e nel
costruire gli sfondi e le cornici delle
storie in cui agiscono i suoi
personaggi, utilizza spesso -
rifunzionalizzandole - immagini di
repertorio, oppure, in alternativa,
realizza lui stesso delle scene
equivalenti. In questo percorso è
possibile scoprire l'utilizzo dei
medesimi principi di composizione nelle
opere di altri autori di testivisivi e
audiovisivi: da Robert Capa a Orson
Welles, da Alain Resnais a Jean Cocteau,
da Werner Herzog a Steven Spielberg.
Il secondo percorso espositivo è
dedicato all’iconografia di Francesco
d’Assisi e del Francescanesimo nella
tradizione pittorica delle arti
classiche e nel lm di Roberto Rossellini
più amato dall’autore; più in
particolare il percorso permette di
scoprire tutte quelle rappresentazioni
di Francesco e della comunità
francescana che hanno accompagnato le
revisioni biografiche della vita e
dell’opera del Santo attuate della
Chiesa, e che hanno ispirato la
composizione visiva del capolavoro di
Rossellini.Per offrire al fruitore un
complemento adeguato affinché egli possa
apprezzare maggiormente quanto offerto
nelle altre sezioni del Laboratorio,
questa mostra permette di viaggiare
nello spazio e nel tempo per conoscere
la quantità di presupposti che un
progetto insieme scientifico e artistico
come Francesco Giullare di Dio assume
come strumenti e come oggetti di
discorso, per rappresentarne e
valorizzarne le correlazioni.
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Le storie del
fraticello di Assisi e dei suoi compagni
attraversano infatti tutte le forme di
arte, permettono di ripercorrere la
tradizione umanistica fin dalle origini
e aiutano a comprendere meglio quella
ripresa che, con Rossellini, attraverso
il cinema e le nuove forme mediali, la
assume ad oggetto di
metarappresentazione e ne esplora le
interne ed esterne correlazioni. La
natura leggendaria di tali storie, la
pluralità delle fonti, la coralità dei
personaggi, la molteplicità delle
interpretazioni accumulate nel tempo, la
vastità delle risorse documentali di
archivio, sono tutte caratteristiche che
rendono tale oggetto particolarmente
adatto per un progetto rosselliniano. Se
il lfim di Rossellini è uno stimolo per
esplorare le relazioni tra la
letteratura delle origini, la pittura
delle origini, la musica delle origini,
il teatro delle origini, e per far
interagire tra loro tutte queste forme
attraverso la lezione autoriale del
cinema delle origini, la mostra vuol
essere uno stimolo a conoscere tutte
queste referenze testuali, ad
apprezzarle grazie alla rilettura
rosselliniana oppure a considerarle come
presupposti pertinenti per apprezzare
maggiormente l'operazione compiuta da
Roberto Rossellini.
Il terzo percorso espositivo è dedicato
all’iconografia del Racconto di viaggio
nella tradizione umanistica e nel cinema
di Roberto Rossellini. Il concetto di
viaggio viene riconsiderato nelle tante
accezioni in cui viene adoperato da
Rossellini: come percorso mentale, come
cammino a ritroso nella memoria, oltre
che come percorso conoscitivo di realtà
culturali nuove e sconvolgenti agli
occhi del viaggiatore. In questo senso
la mostra assume il valore antropologico
di percorso critico tra rappresentazioni
culturali, stereotipi, luoghi comuni e
visioni ideologiche. Seguendo la
concezione rosselliniana del viaggio è
possibile interpretare il tema da
diverse prospettive, correlando le
rappresentazioni rosselliniane a quelle
di altri autori - da Goethe a Stendhal
ad Antoine De Saint-Exupéry, da Orson
Welles a Pier Paolo Pasolini a David
Lean - che come lui hanno riettuto sul
rapporto tra viaggiare e narrare,
domandandosi quale delle due attività
sia la causa e quale l’effetto.
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Il quarto
percorso espositivo è dedicato
all’Iconografia della messa in scena
me un oggetto autoreferenziale che porta
lo spettatore a riflettere su come è
fatta la stessa mostra e, su un altro
piano, su come è fatto il cinema di
Rossellini. La «trappola per topi»
rosselliniana è esplorata nei momenti in
cui rende complice lo spettatore dei
suoi meccanismi: dalla messa in scena
dei riti processuali (da Socrate a
Giovanna d’Arco al rogo, al Messia) alla
messa in scena delle rappresentazioni
artistiche nei momenti della loro
costruzione o della loro fruizione.
Rossellini si presenta come l’ispiratore
di questi percorsi trasversali in quanto
studioso umanista che possiede
competenze insieme artistiche scientiche
e didattiche, in grado di usare la
scienza per studiare l’arte, l’arte per
parlare di scienza, e la didattica per
esplicitare le relazioni tra le due. Le
mostre multi e iper mediali, presentate
nello spazio museale virtuale, offrono
al fruitore di “Laboratorio Rossellini”
la possibilità di esplorare, con una
molteplicità di punti di vista
interpretativi e di risorse documentali,
quei temi metodologici e quegli oggetti
di discorso che attraversano le
tradizioni artistiche e scientiche della
cultura umanistica, rivelando così
inaspettate correlazioni tra autori,
testi, discipline. In accordo con la
connotazione rosselliniana che
caratterizza tutti i servizi del
“Laboratorio Rossellini”, anche le
mostre possiedono quella componente
esplicitamente didattica che avvicina le
arti e le scienze proprio nel modo in
cui le une assumono reciprocamente ad
oggetto le altre, nel modo in cui ne
studiano e ne rappresentano le regole.
Le mostre assolvono la loro funzione
didattica fissando, come in un esercizio
di stile iper-mediale, una serie di
oggetti tra loro non immediatamente
correlabili; associano quindi ad essi un
ricco apparato di studio
interdisciplinare e di rappresentazione
intermediale, in modo da far emergere le
correlazioni tra gli oggetti esposti e
da farle ricavare dagli stessi fruitori
in una continua retroazione tra
osservazione di esempi testuali e
riflessione metodologica sui principi di
costruzione e funzionamento che li
sostengono.
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