
LO SCEICCO BIANCO
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ERNESTO ALMIRANTE (REGISTA DI
FUMETTI)
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PIERO ANTONUCCI
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UGO ATTANASIO
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NINO BILLI
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BRUNELLA BOVO (WANDA GIARDINO)
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LILIA LANDI (FELGA)
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ARMANDO LIBIANCHI
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ENZO MAGGIO (PORTIERE D'ALBERGO)
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FANNY MARCHIO' (MARILENA VELLARDI)
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ETTORE N. MARGADONNA (LO ZIO DI
IVAN)
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GINA MASCETTI (MOGLIE DI FERNANDO)
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GIULIETTA MASINA (CABIRIA)
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GIULIO MORESCHI
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ANNA PRIMULA
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JOLE SILVANI
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ALBERTO SORDI (FERNANDO RIVOLI)
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LEOPOLDO TRIESTE (IVAN CAVALLI)
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ELETTRA ZAGO
Soggetto
Sceneggiatura
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FEDERICO FELLINI
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ENNIO FLAJANO
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TULLIO PINELLI
Fotografia
Musica
Montaggio
Genere
Nazionalità
Anno
Durata
Produzione
Distribuzione
LO SCEICCO BIANCO
- trama -
Due sposini meridionali, Wanda ed
Ivan, in viaggio di nozze, arrivano a Roma una mattina. Mentre Ivan si riposa
all'albergo, Wanda, appassionata lettrice di romanzi a fumetti, si reca alla
redazione del suo giornaletto preferito. Poiché dà prova di uno straordinario
entusiasmo per il protagonista del cine-romanzo "Lo sceicco bianco",
l'invitano ad unirsi alla troupe, che va a Fregene a girarne alcuni episodi.
Cosí Wanda conosce lo Sceicco, che le fa una corte spietata e l'induce a
partecipare con lui ad una scena. Fanno insieme una gita in barca, che il
vento fa durare più del previsto, mentre Wanda respinge vittoriosamente le
effusioni dello Sceicco. Raggiungono tardi la spiaggia: tornata a Roma, dopo
un'altra spiacevole avventura, Wanda non osa presentarsi al marito e decide di
suicidarsi; ma viene agevolmente salvata e condotta all'ospedale. Da quando
s'è accorto della scomparsa della moglie, Ivan ha vissuto ore di agitazione e
d'angoscia, tra le ricerche e gli sforzi di nascondere ai parenti la scomparsa
di Wanda. Fuggito dalla polizia, dove l'avevano preso per pazzo, passa la
notte con una donna di malaffare, alla quale però chiede soltanto pietà. La
mattina dopo i due sposini si ritrovano, si perdonano reciprocamente e vanno
uniti e rappacificati all'udienza papale.
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La mia vocazione più
autentica
mi sembra il rappresentare
quanto vedo, quanto mi colpisce,
mi affascina, mi sorprende...
Federico Fellini |
Giulietta Masina
Attrice. Nata a San Giorgio di
Piano, Bologna, nel 1921.
Trasferitasi a Roma giovanissima, dopo aver frequentato l'Università, si
lanciò nel mondo dello spettacolo battendo molte strade: come cantante,
ballerina, attrice di teatro, violinista. Ma si affermò grazie alla radio,
protagonista nel 1942 della trasmissione Cico e Pallina, curata, fra gli
altri, da Federico Fellini. L'anno successivo la Masina e Fellini si
sposarono. Il primo ruolo importante nel cinema, l'attrice lo ottenne nel 1948
in Senza pietà, del regista Alberto Lattuada, ma a darle la notorietà
internazionale fu il sodalizio, anche artistico, con Fellini. La Masina fu
presente fin dal primo film del marito, Luci del varietà (1951), codiretto con
Lattuada, e
poi anche ne Lo sceicco bianco (1952), e ne La strada (1954) dove, finalmente
protagonista, si impose nel ruolo della candida e ingenua Gelsomina. Gli altri
grandi incontri con Fellini furono: Le notti di Cabiria (1957), nel ruolo
della prostituta protagonista, altra anima candida ma volitiva, Giulietta
degli spiriti (1965) e Ginger e Fred (1985), film con cui, dopo un periodo di
appannamento, tornò a conquistare l'interesse della critica e le simpatie del
pubblico. Lontano da Fellini vanno citati Fortunella (1958) di Eduardo
De Filippo, in versione brillante accanto a Sordi, e Nella città d'inferno
(1958) di Castellani, in versione drammatica accanto alla Magnani. Da
ricordare anche alcune esperienze televisive, come Eleonora (1972), di
grande successo. Favorita anche dal fisico minuto e dall'espressione
naturalmente timida, la Masina ha impersonato magistralmente un tipo di donna
remissiva e un po' triste: davvero l'immagine femminile di un'epoca.
Altri film: -1950 Persiane
chiuse. -1952 Europa '51. -1955 Donne proibite. -1967 Non
stuzzicate la zanzara. -1969 La pazza di Chaillot. -1985 La
signora della neve (Frau Holle).
Alberto Sordi
Attore e regista. Nato a Roma nel
1920.
Figlio di un direttore d'orchestra, il trasteverino Sordi affrontò sin dal
1936 diversi campi dello spettacolo: fantasista, comparsa in alcuni film,
imitatore da avanspettacolo, boy di rivista, doppiatore (aveva vinto il
concorso della MGM come doppiatore di Oliver Hardy). Nel 1942 diventò, per un
vero colpo di fortuna, il protagonista de I tre aquilotti, di Mario
Mattoli, a fianco di Leonardo Cortese. Affermatosi definitivamente nel mondo,
allora fulgido, del teatro leggero proprio nei duri anni della guerra,
intrattenne serrati rapporti con il cinema, ma ancora poveri di soddisfazioni.
Nel 1947 esordì alla radio, dove in soli tre anni si impose all'interesse
entusiastico degli ascoltatori; i personaggi-guida delle sue trasmissioni (dal
Signor Dice a Mario Pio, dal Compagnuccio della parrocchietta al Conte Claro),
delinearono il primo abbozzo di quello che rimarrà per anni un marchio di
fabbrica: un giovanotto petulante, catastrofico, ingenuo nella sostanza, ma
involontariamente maligno nella forma, che da un lato recupera i toni lunari
di un certo giornalismo umoristico, e dall'altro esercita un'acutissima
capacità di percezione deformante sulla realtà romanesco-italiota che lo
circonda. Il suo primo film da vero protagonista fu diretto da Roberto
Savarese con il titolo Mamma mia, che impressione!, e fu accolto
freddamente (alla sua uscita, nel 1951) dalla critica e dal pubblico. Nello
stesso anno, però, Fellini -che lo conosceva da tempo e ne aveva intuito le
straordinarie potenzialità-, lo scelse per la parte del gaglioffo divo di
fotoromanzi de Lo sceicco bianco. Nel 1953 uscirono altri due film destinati a
esercitare un influsso importantissimo nella carriera dell'attore: I
vitelloni, di Fellini, e Un giorno in pretura di Steno, il cui
personaggio Moriconi Fernando, detto l"americano", segnò una svolta decisiva
nel cinema italiano di costume. A metà del decennio, Sordi divenne un
mattatore del box-office e la critica iniziò a occuparsi della dimensione
insieme tragica e ridicola della sua maschera. Dal 1954, inoltre, Rodolfo
Sonego divenne suo sceneggiatore di fiducia: un sodalizio di incredibile
affiatamento, che continuerà a funzionare negli oltre 100 film segnati dalla
presenza di Albertone, tutt'ora capofila (insieme a Gassmann e prima di
Tognazzi e Manfredi) dei cosiddetti Mostri della commedia all'italiana. Un
genere che conobbe il suo apogeo nella metà degli anni '60, quando inventiva
degli sceneggiatori, tempestività e "occhio" dei registi e versatilità
scatenata -appunto- dei divi comici, produssero un repertorio di eroi
piccolo-borghesi di emblematica negatività, e una serie di congegni
caricaturali d'inimitabile forza satirica. Sordi firmò con il suo
professionismo addirittura pedante (oltre che col travolgente carisma
fisiognomico) quasi tutti gli esiti più graffianti e grotteschi di quella
stagione: da La Grande guerra (1959) a Tutti a casa (1960), da
Il vigile (1960) a Una vita difficile (1961), da Mafioso
(1962) a I complessi (1965), da Detenuto in attesa di giudizio
(1971) a Lo scopone scientifico (1972). Nel 1966 licenziò il suo primo
film da regista, l'ottimo Fumo di Londra, in cui riusciva a limare
l'esuberanza del proprio personaggio e a "circoscriverla" in un alone di
inedito struggimento esistenzial-generazionale. Negli altri film
successivamente -e abbastanza regolarmente- diretti, non è invece riuscito a
rinnovare il macchiettismo del clichè e ad andare al di là di un umorismo di
routine. Un problema che si è riproposto più spesso negli ultimi anni della
sua più che trionfale carriera (punteggiata, tra l'alòtro, da un'infinità di
riconoscimenti nazionali e internazionali), dai Nuovi mostri (1977) in
poi: sin troppo padrone di uno smisurato talento, Sordi ha perso via via le
rappresentative "doti" di fondo -la vigliaccheria e il cinismo, il
provincialismo e l'utopismo, la cialtroneria e il patetismo-, per rifugiarsi
in un equivoco, e poco divertente, pedagogismo benpensante. Considerazione
doverosa che oscura solo marginalmente la figura più colossale di un'epoca
d'oro del nostro cinema. Come ha ampiamente riaffermato Storia di un
italiano, realizzato da Sordi per la RAI a partire dal 1980, il collage di
sequenze tratte dai film da lui interpretati, che ricostituisce un'ideale
storia dei valori e dei costumi dell'italiano medio dall'inizio del Novecento
ad oggi.
Altri film: -1954 Il seduttore.
-1956 Mi permette babbo! -1957 Il conte Max. -1959 I
magliari; Brevi amori a Palma di Maiorca. -1960 Gastone. -1961
Il giudizio universale. -1968 Il medico della mutua. -1969
Nell'anno del Signore. -1973 Polvere di stelle. -1977 Un
borghese piccolo piccolo. -1978 Dove vai in vacanza? -1981 Il
marnchese del Grillo. -1984 Il tassinaro; Tutti dentro. -1986
Troppo forte.