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no smoking
Charles Spencer Chaplin
Mi dispiace, ma io non
voglio fare l'imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare ne
conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se è possibile, ebrei ariani, uomini
neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere
soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci tra di noi, in
questo mondo 'è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi,
la vita può essere felice è magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato, l'avidità
ha avvelenato i nostri cuori, ha trascinato il mondo nell'odio, ci ha travolti a
passo d'oca tra le cose incredibili, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo
chiusi in noi stessi, la macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza
ci ha trasformato in cinici, l'abilità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo
troppo e sentiamo poco, più che macchinari, ci serve bontà e gentilezza, senza
queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto.
Bibliografia
-
Charlie Chaplin, My
Trip Abroad, New York 1922
-
Eisenstein, Bleiman,
Kosinzev, Iutkevič, La figura e l'arte di Charlie Chaplin, Torino 1949
-
Georges Sadoul, Vita di
Charlot, Torino 1952
-
Glauco Viazzi, Chaplin
e la critica, Bari 1955
-
Charlie Chaplin, La mia
autobiografia , Milano 1964
-
Giorgio Cremonini,
Charles Chaplin, Firenze 1977
-
Frederick Sands,
Charlie e Oona Chaplin, Varese 1980
-
Guido Oldrini, Il
realismo di Chaplin, Bari 1981
-
Carlo Tagliabue,
Charlie Chaplin, un cinema per l'uomo, Roma 1981
-
David Robinson, Chaplin,
la vita e l'arte, Venezia 1987
-
Jerry Epstein, Charlie
Chaplin, ritratto inedito di un poeta vagabondo, Roma, 1992
-
David Robinson, Chaplin,
un uomo chiamato Charlot, Trieste 1995
-
Camillo Moscati,
Charlie Chaplin, il grande dittatore, Genova 2001
-
Christian Delage-Cecilia
Cenciarelli, Modern Times, Bologna 2004
-
Sergej M. Ejzenstejn,
Charlie Chaplin, Milano 2005
-
Kevin Brownlow, Alla
ricerca di Charlie Chaplin, Bologna 2005
http://www.charliechaplinarchive.org/
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La Cineteca del Comune
di Bologna ha da diversi anni il delicato compito di ricostruire l’intera
opera di Charlie Chaplin. Oltre alla digitalizzazione e catalogazione
dell’archivio cartaceo del cineasta, vi è il complesso restauro della sua
opera cinematografica. Questo lavoro minuzioso, voluto dagli eredi, è
interamente eseguito a Bologna sotto il diretto controllo del nostro
personale specializzato e del laboratorio L’Immagine Ritrovata.
La missione primaria del Progetto Chaplin è quella di creare un terreno
internazionalmente |
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fertile per la ricerca
e il confronto tra studiosi, ricercatori e cinefili. I documenti d’archivio,
commentati dai maggiori esperti su Chaplin, costituiranno il nucleo di una
serie di pubblicazioni monografiche che ripercorrà le varie fasi dei film,
dalla loro ideazione all’uscita nelle sale. |
Quello fino a Bologna non è
l’unico viaggio che le carte del fondo Chaplin hanno intrapreso: non potendo
tornare di persona negli Stati Uniti a causa del mancato rinnovo del suo visto
di soggiorno, nel 1952 Chaplin delega ai fratelli Wheeler Dryden e Sydney
Chaplin il compito di inventariare e riorganizzare i suoi documenti ed effetti
personali. In una lettera al fratello Sydney del 20 ottobre 1953, Chaplin
scrive: "Vorrei che mi spedissi tutti i documenti che riguardano questioni
autobiografiche, le fotografie dei primi anni e la corrispondenza più
interessante come le lettere di Einstein etc., ma sono sicuro che ci sia molto
da eliminare. Comunque le foto e le illustrazioni sono sicuramente più
importanti delle lettere". Apparentemente molte carte personali furono
sacrificate in quell’occasione e non arrivarono mai in Europa. Mentre i film
furono imbarcati verso la Gran Bretagna, i documenti cartacei e le fotografie
vennero spediti in Svizzera e conservati negli scantinati della casa di Manoir
de Ban (gelosamente custoditi dalla storica segretaria e amministratrice Rachel
Ford) dove solo un ristrettissimo numero di studiosi e registi tra cui David
Robinson, Kevin Brownlow e David Gill, Richard Attenborough, hanno avuto
occasione di consultarli. Alla morte di Oona Chaplin, nel 1991, le carte sono
state in parte trasferite a Ginevra in appositi ambienti climatizzati e in parte
a Parigi per essere studiate e inventariate. Una volta terminato il lavoro
svolto a Bologna, gli originali torneranno una volta per tutte 'a casa ', nel
Canton de Vaud.
L’Association Chaplin
è stata fondata nel 1996 dai membri della famiglia Chaplin con lo scopo di
proteggere il nome, l’immagine e i diritti morali di Charles Chaplin e delle sue
opere, in nome della Roy Export Company Establishment, detentore di tutti
i diritti dei film realizzati da Chaplin a partire dal 1918 e degli archivi
riguardanti la sua vita e il suo lavoro.
La conservazione e la preservazione di questi archivi rappresentano da sempre
una delle preoccupazioni principali dell’Associazione Chaplin, ed è per questo
che con enorme piacere abbiamo affidato alla Cineteca di Bologna il compito di
digitalizzare e catalogare l’intero fondo dei documenti cartacei. Gli originali
saranno depositati e conservati presso gli Archivi di Montreux in Svizzera.
Siamo estremamente grati alla Cineteca di Bologna e agli Archivi di Montreux per
il loro sostegno, aiuto e per l’enorme lavoro compiuto.
L’archivio Chaplin contiene un vero e proprio tesoro e le sue carte ripercorrono
un periodo di tempo così esteso che ci è parso importante poterli condividere
con ricercatori, studenti e cinefili. Ci auguriamo che in futuro questo database
si costituisca come filo diretto con altri database e archivi cinematografici
internazionali, dando così vita a un vero e proprio centro di documentazione su
Chaplin.
Tutti i documenti catalogati e digitalizzati sono consultabili nella loro
interezza presso la biblioteca della Cineteca di Bologna dove due postazioni
sono state riservate a questo scopo. Maggiori informazioni circa gli orari, le
procedure e le modalità di consultazione dell’archivio Chaplin sono fornite
all’interno della pagina ‘contatti’ di questo sito.
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