Alberto
Castagna maestro di cinema che per 30 anni mi ha insegnato a
raccogliere montagne di immagini stamane in silenzio se ne è
andato...27 settembre 2009
"PRIME VISIONI�
La Regione
Lazio
a sostegno del CINEMA INDIPENDENTE
Istituzioni,
produttori, esercenti
insieme per dare visibilità al cinema indipendente
nell'ambito del Progetto "PRIME VISIONI", presentato da Giulia Rodano,
Assessore alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio.
Giovedì 27 novembre ore 11.00 Filmstudio
Via Orti d'Alibert 1- Roma
Seguirà incontro conla regista La
storia vera di Maria Palligiano,
giovane pittrice napoletana, protagonista dellasperimentazione
artistica degli anni Sessanta chenonesita a vivere la propria vita aderendo agli ideali di ricerca e di
amore, per lei il contenuto stesso dell'arte. Dopo il matrimonio con Emilio
Notte, uno dei protagonisti delle avanguardie artistiche e direttore dell�Accademia
di Belle Arti di Napoli,Maria cerca di conciliare i ruoli di moglie, madre ed artista in
un'alchimia volta a realizzare quello che dentro di sé anela a ad esprimere.
Tuttavia, schiacciata dalpregiudizio,
più volte è costretta a subire torture psichiatriche che hanno l'intento di
una normalizzazione per lei inaccettabile.
L'ossidiana è un
vetro
vulcanico la cui formazione è dovuta al rapido
raffreddamento delle
lave.
All'interno dei vulcani le temperature e le
pressioni sono così elevate da fondere i
silicati dando origine alla
lava. La lava a contatto dell'aria, si raffredda
rapidamente dando origine all'ossidiana. Il veloce
raffreddamento non consente agli
atomi di ordinarsi per formare un cristallo. L'ossidiana
è un vetro naturale, del tutto simile a quello di produzione
umana.
È utilizzata per fabbricare collane preziose e punte delle
armi.
Sinossi
Napoli 1957 - 1969
Maria, giovane pittrice napoletana, vive la sperimentazione
artistica degli anni sessanta. E’ una donna che non esita a
vivere la propria vita aderendo agli ideali di ricerca e di
amore, che sono per lei il contenuto stesso dell'arte. Sposa
Emilio Notte, uno dei protagonisti delle avanguardie artistiche
e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli poiché ha
avuto da lui un figlio, Riccardo. Maria cerca in questi anni di
conciliare i ruoli di moglie, madre ed artista in un'alchimia
volta a non rendere la sua vita una sequenza di fatti nudi e
crudi. Tuttavia,stretta dalla morsa del pregiudizio, più volte è
costretta a subire torture psichiatriche che hanno l'intento di
una normalizzazione per lei inaccettabile. Ciò che per gli altri
è inquietudine, per lei è desiderio di perseguire la struggente
utopia della perfezione, del rigore e della giovinezza.
Nella sua breve stagione, Maria Palliggiano ha cercato di
essere quella che dentro di sé anelava a svilupparsi pienamente.
Muore suicida nel 1969.
Maria Palliggiano
(Napoli, 1933-1969). Figlia d'arte (il nonno paterno fu un noto
decoratore e il padre Giovanni uno scultore), si diploma
all'accademia di Belle Arti di Napoli nel 1954. Negli anni
dell'Accademia è nel gruppo degli allievi del futurista Emilio
Notte, che rappresentano la giovane avanguardia partenopea (Lucio
del Pezzo, Guido Biasi, Carlo Alfano, Gianni Pisani, Mario Persico
etc.). Nel '58, dall'unione con Emilio Notte (che poi sposerà nel
'64) nasce il figlio Riccardo. Muore a Napoli, suicida, il 19
novembre 1969. Scarse le notizie riguardanti la sua attività, del
resto interrotta negli ultimi cinque anni da frequenti ricoveri
presso la clinica psichiatrica Colucci di Napoli. In parte,
l'assenza di dati deriva da un gesto di autocancellazione:
l'artista, prima del gesto estremo, distrusse di sua mano buona
parte dei cataloghi, degli articoli di giornale, delle riviste,
delle foto, dei propri scritti e dei documenti che la riguardavano
in prima persona. Nel 1996, Jean-No묠Schifano, direttore
dell'Istituto Grenoble di Napoli, ha organizzato nell'Istituto di
Cultura Francese un'ampia retrospettiva dell'artista.
Come nasce
la storia
Nel 1997 Jean Noel Schifano, il
direttore del Grenoble, l’Istituto
di cultura francese di Napoli,
organizzò una grande retrospettiva
di MARIA PALLIGGIANO, un’ artista di
cui pochi avevano sentito parlare.
La mostra fu sorprendente,
esaltante, di grande impatto visivo.
Chi era questa donna capace di tali
visioni?
Il critico Riccardo Notte,
incontrato nelle sale espositive,
raccontò che Maria Palliggiano era
sua madre, morta da anni.
Dopo una prima esitazione fornì a
Silvana Maja una lista di persone
che l’avevano conosciuta e le
consegnò i diari di Maria da lei
stessa ridotti in brandelli durante
la sua ultima notte di vita.
Ossidiana, come
libro, iniziò nelle sale del
Grenoble.
Alcuni momenti di svolta degli
ultimi 12 anni della vita
dell’artista napoletana sono stati
raccontati in una formula che fonde
la documentazione con l’intuizione e
l’immaginazione.
Il romanzo è stato pubblicato prima
dall’editore Tracce, poi dalla
Voland.
Maria Palliggiano Maria
Palliggiano viene raccontata dai
superstiti come una figura complessa,
piuttosto osteggiata come artista,
seppure, e forse proprio per questo,
allieva e moglie giovanissima del
maestro Notte.
Tuttavia c’è concordanza, tra chi
l’aveva conosciuta, sul suo singolare
fervore e sulla sua necessità artistica
indiscutibile. La sua pittura, dopo
alcune fasi di espressionismo informale,
tra gli esempi più interessanti del
tempo, passa ad una figurazione surreale
e grottesca a cui non manca, verso la
fine della sua breve esistenza, il segno
autoironico e beffardo, quasi uno
sberleffo, lo stesso che, durante le
esperienze della Galleria Inesistente,
si esprimerà con interventi sulla città.
La vita di Maria è un incrocio
di possibilità umane ed artistiche che
non sbocciano, di energie smorzate, di
rinunce a dare al mondo la propria
intuizione, la propria veggenza.
Gli
avvenimenti di quegli anni segnarono
profondamente la vita di Maria,
L'assassinio dei Kennedy, la guerra in
Vietnam, le stragi, i conflitti sociali.
Si buttò a capofitto nell'arte, si
dedicò alla composizione delle sue opere
sardoniche ed amare. Quando la pittura
non bastò più, cercò altro: è il momento
di performances ed “azioni artistiche”
che appartengono ad una scena di grande
sperimentazione che attraversarono
Napoli veloci come una meteora. Un
periodo felice e breve, subito represso
dall'ordine sociale incombente e
soffocato da un diffuso sentimento di
compatimento – e non di amore – che la
società colta, ancora oggi, esprime nei
confronti dell'arte e degli artisti.
Fu
proprio il compatimento della sua
singolarità, considerata come
“stranezza”, a determinare la sua
esclusione.
Maria
Palliggiano lascia a noi una cinquantina
di tele ancora tutte da “scoprire”, e
pagine di diario in cui si possono
leggere considerazioni sull'arte e sul
tempo.
Il film
Il Film, girato interamente a Napoli e dintorni,
ha visto il coinvolgimento di molti
professionisti e giovani artisti anche
volontari. Una sfida forte e appassionata di
moltissime persone, cast artistico compreso, che
hanno voluto la realizzazione di questo film
sulla “vicenda” umana di Maria Palliggiano,
donna singolare negli anni sessanta, ma plurale
in questi anni, specchio e metafora del
farraginoso percorso per poter realizzare la
propria vita di artisti.
La
sceneggiatura, scritta da Silvana Maja e Rolando
Stefanelli e tratta dal romanzo, è stata
presentata dalla ARTIMAGICHE – società di
produzione cinematografica con sede a Napoli -
al concorso per le Opere Prime bandito dal
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
nel 2003, ottenendo il finanziamento.
In seguito, con l’entrata in vigore della nuova
legge sul Cinema del 2004 e con ambigui
spostamenti di risorse finanziarie, la
realizzazione del film è stata bloccata insieme
a diversi altri progetti.
Gli autori
delle opere prime e seconde colpite da questo
ingiusto blocco si sono riuniti ed hanno fondato
il Gruppo 16-12 che ha organizzato e coinvolto
moltissimi nomi del cinema per riaprire il
dibattito sui finanziamenti pubblici.
Sit-in e riunioni hanno aperto discussioni con
politici ed esponenti del mondo culturale
italiano. La Artimagiche ha deciso poi di
intentare ricorso avverso la decisione della
Direzione Generale per il Cinema .
Dopo circa 3 anni dal riconoscimento di
Interesse Culturale si è conclusa una
transazione grazie alla quale la Artimagiche per
il film OSSIDIANA, è riuscita ad ottenere parte
del finanziamento legalmente già assegnato nel
2003.
Oggi, nel 2007, abbiamo vinto la nostra
battaglia ed il film è finito e pronto ad uscire
nelle sale cinematografiche di tutta Italia.