|
personaggi di cinema a Roma dagli anni settanta a oggi Roberto SILVESTRI. Nel 1965 al ginnasio dell'Augusto di Roma frequenta un gruppo di amici (Bruno Restuccia, Giancarlo Guastini, Francesco Petrone, i fratelli Fasoli, Ottavio Fatica), con i quali fonderà in seguito il Politecnico Cinema. Leader degli studenti medi del movimento studentesco, gira numerosi film in super 8, tra cui Angeli catatonici col quale partecipa al concorso del Centro sperimentale. Critico del manifesto e direttore di festival, oggi è tra gli animatori di Alias. Massimo SARCHIELLI. Nel 1972 incontra casualmente in piazza Navona una sedicenne scappata di casa, incinta e tossico dipendente, decide di ospitarla in casa e di raccontarne la storia in un film da realizzare assieme ad Alberto Grifi; la sceneggiatura lascia ben presto spazio a un cinema-diretto. Le undici ore girare in videotape vengono poi trasposte in con un sincronizzatore elettronico, il vidigrafo, messo a punto da Grifi. Anna viene presentato al Forum di Berlino nel 1972 ben accolto dalla critica, non ha mai un'adeguata distribuzione. Stefano SATTA FLORES. Attore teatrale e drammaturgo, nasce a Napoli nel 1937. Debutta in compagnie universitarie e nel 1960 si diploma al Centro sperimentale di cinematografia. Il suo esordio sul grande schermo è con I basilischi (1962) di Lina Wert-muller. Tra il 1966 e il 1968 recita Enrico V di Shakespeare, II fattaccio di giugno di Sbragia , Vita immaginaria dello spazzino Augusto G. di Gatti, al Piccolo Teatro di Milano che lascerà per far parte della cooperativa teatrale I compagni di scena, con Cristiano Censi e Isabella Del Bianco. Il gruppo segue la politica del decentramento che portava alla ricerca di un pubblico diverso. Dopo aver recitato nei film C'eravamo tanto amati e La terrazza di Ettore Scola, torna al teatro nel 1479-80 anche nelle vesti di autore con Dai, proviamo diretto da Gregoretti (Premio (baiano 1980). Indimenticabili le sue interpretazioni in Quanto è bello lo munir ut-fiso di Ennio Lorenzini e L'Agnese \va a amorire di Giuliano Montaldo come le sue preziose apparizioni in tv. Muore Roma nel 1985. Maurizio PONZI . Nasce a Roma nel 1939. Gira Stefano Junior, il primo film degli sperimentali Rai a essere realizzato e ad andare in onda, nel 1969. La lavorazione dura dodici giorni, la storia è quella di un dodicenne che dalla periferia di Roma raggiunge in tram largo Chigi dove si guadagna la giornata come venditore di giornali, e pagato quasi come un adulto ritiene di esserlo. Formatosi nelle redazioni di Filmcritica e Cinema e Film, Ponzi tra il 1966 e il 1967 aveva già realizzato tre filmati di analisi critica dedicati a Pasolini, Rossellini e Visconti, per il cinema successivamente realizza film centrati su problemi sociologici e psichiatrici e poi, negli anni Ottanta, alcune commedie con Francesco Nuti Gian Maria VOLONTÉ «Essere attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso lecomponenti progressiste di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario tra l'arte e la vita...». Diplomatosi all'Accademia d'arte drammatica, Volente lavora in palcoscenico e portare il teatro in strada, fonda una compagnia assime al fratello (Teatro Scelta) che ne cura l'organizzazione e diventa il più attento interprete delle contraddizioni politico-sociali. In teatro, fra l'altro, allestiscevicario di Rolf Hochhuth, censurato a Roma nel febbraio 1965. Prende parte alla realizzazione dei film militanti girati in 16 mm come La tenda in piazza — a piazza di Spagna a Roma in solidarietà agli operai - e assieme a Giancarlo Dettori e Renzo Montagnani alla ricostruzione della morte di Pinelli. Al cinema è il protagonista dei film più belli di Petri, ma lavora anche con Sergio Leone, CarloLizzani, Giuliano Montaldo , Damiano Damiani, Francesco Rosi; all'estero Jean-Lue Godard lo dirige in Vent d'est, un western politico del 1969; Yves Boisset ne L'attentai del 1972.; Miguel Littin, ricercato dalla polizia di Pinochet, lo fa recitare in Messico in Actas de Marusia (1976), storia di un massacro di minatori. È morto a Florina, in Grecia, nel 1994 sul set di Lo sguardo d'Ulisse di Theo Ange-lopoulos. Paola PITAGORA. All'anagrafe Paola Gargaloni, nasce a Parma nel 1941. Nel 1965 partecipa alla dissoluzione della famiglia borghese in I pugni in tasca di Marco Bellocchio, due anni dopo porta una nota di anticonformismo nei classici diventando Lucia nei Promessi sposi televisivi di Sandro Bolchi. Per il piccolo schermo onora il passato e guarda al futuro insieme a Vittorio Cottafavi che la dirige in Cristoforo Colombo (1968) e A come Andromeda (1972), ma soprattutto partecipa alla felice stagione dell'avanguardia artistica nota come Scuola romana: Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Pino Pascali, Giosetta Fioroni e Renato Mambor. Con quest'ultimo, suo fidanzato dell'epoca, elabora il cognome anagrafico, passando per il grado intermedio di Paola Pitagorica. Oggi è sempre una star delle produzioni tv (Passioni e Incantesimo) e ricorda quel tempo nei libri autobiografici Fiato d'artista e Antigone e l'onorevole. Nanni LOY Il 19 novembre 1964 la Rai manda in onda Specchio segreto, un programma di Nanni Loy, Giorgio Arlorio e Fernando Morandi. Dall'originale americano di Allen Funt trasmesso dalla Cbs nel 1960, il primo esempio italiano di Can-did Camera se ne discosta nell'impianto, infatti pur essendo un prodotto televisivo possiede un struttura cinematografica. Dal cinema provengono il regista, il montatore Ruggero Mastroianni, i direttori della fotografia Giuseppe Ruzzolini (che aveva lavorato con Pasolini) e Marcelle Gatti (La battaglia di Algeri). Analogamente gli intenti di Specchio segreto non sono soltanto comici, ma le provocazioni di Loy vogliono anche documentare il carattere degli italiani attraverso le reazioni delle persone coinvolte. Nel 1971 per il grande schermo Loy gira Detenuto in attesa di giudizio che oggi risulta un affresco su procedure d'altri tempi. Muore a Roma nel 1995. |
|