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ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
ARTICOLAZIONE
I RACCONTI DI UN UMANISTA Un viaggio, attraverso le immagini del fotografo Gianni Assenza, nelluniverso umanistico rappresentato e ricreato da Roberto Rossellini. Le scoperte e le invenzioni, i laboratori di ricerca e le storie leggendarie dei protagonisti della tradizione umanistica, gli oggetti reali e immaginari che hanno costituito la materia privilegiata, di studio e di rappresentazione, dell'opera e della ricerca rosselliniana. Il laboratorio rosselliniano riletto come una bottega rinascimentale.Lesposizione fotografica articolata lungo i corridoi del piano terra del museo. LINGEGNO DI UN UMANISTA Otto sentieri esplorativi multimediali per confrontare, in modo sistematico, il punto di vista di Rossellini con quello dei suoi interlocutori storici, a distanza di tempo, intorno ai medesimi temi scientifici, artistici e didattici. Un sussidio metodologico e tecnologico per impadronirsi dei principi di studio e composizione sperimentati e utilizzati da Rossellini nelle sue ricerche e nei suoi progetti sulla tradizione umanistica. Una navigazione guidata nel sistema polienciclopedico per lo studio della tradizione umanistica immaginato da Roberto Rossellini e sviluppato dallIstituto MetaCultura in forma ipermediale. I sentieri esplorativi sono fruibili a ciclo continuo nelle postazioni collocate lungo i corridoi del piano terra del museo.LO STUDIO DI UN UMANISTA La ricostruzione dell ambiente ideale di ricerca e progettazione di un umanista classico e di un neoumanista che vuol esserne lerede: gli strumenti e i materiali di studio. I documenti di lavoro di Roberto Rossellini, dalle fonti ai progetti, dai libri annotati alle rubriche enciclopediche. Gli studi di Rossellini accostati a quelli dei grandi umanisti sui medesimi temi. Una videogalleria dei profili dei protagonisti dellumanesimo elaborati e messi in scena da Roberto Rossellini. Lo studio, la biblioteca e la videogalleria sono allestiti in una sala dedicata al piano terra del museo.LE INVENZIONI DI UN UMANISTA I progetti, i modelli e la documentazione visiva delle soluzioni tecnologiche ideate e sperimentate da Roberto Rossellini, neoumanista capace di costruire e reinventare gli strumenti del proprio lavoro. La simulazione, in scala ridotta, del trucco ottico degli specchi messo a punto da Rossellini per creare sui set gli sfondi storici e artistici delle sue storie umanistiche. I materiali esplicativi e la ricostruzione in scala sono fruibili in una sala dedicata al piano terra del museo.GLI INSEGNAMENTI DI UN UMANISTA Le lezioni metodologiche di Rossellini e degli umanisti suoi interlocutori presentate e discusse in incontri seminariali interdisciplinari tenuti dai curatori delliniziativa insieme a esperti e a eminenti personalit dell'ambiente della ricerca scientifica e artistica internazionale. Le lezioni-spettacolo sono supportate sia da estratti audiovisivi dallopera di Rossellini sia da programmi e documenti su lopera di Rossellini.Il ciclo di incontri organizzato in collaborazione con le Biblioteche di Roma proprio per far conoscere i numerosi testi, letterari e audiovisivi, che hanno composto la biblioteca ideale su cui si formato e intorno a cui ha lavorato un umanista contemporaneo come Roberto Rossellini. In ognuno degli incontri, in relazione al tema trattato, vengono presentati estratti dal sistema polienciclopedico rosselliniano. Gli incontri si tengono al gioved, dalle 16,00 alle 19, presso la sala multimediale del museo. STORIE DELLUMANESIMO Retrospettiva tematica dei film di Rossellini dedicati alle storie dei protagonisti della tradizione umanistica: Francesco Giullare di Dio, Giovanna dArco al rogo, Il potere di Cosimo, Leon Battista Alberti, Blaise Pascal, Cartesius, episodi da Let del Ferro, episodi da La Lotta delluomo per la sua sopravvivenza, Socrate, Agostino dIppona, Il Messia, episodi da Gli atti degli apostoli. Le proiezioni sono previste tutti i marted, e in replica al sabato e alla domenica, dalle 10, 30 e dalle 15 presso la sala multimediale del museo.ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
PRESENTAZIONE (COMUNICATO STAMPA)
Questo evento composito, nato nellambito delle celebrazioni del Centenario della nascita di Roberto Rossellini, e stato pensato per promuovere la conoscenza di aspetti tanto importanti quanto ancora poco conosciutidelle ricerche e dell'opera del grande autore e studioso italiano. A cento anni dalla sua nascita, infatti, Rossellini e noto al grande pubblico quasi esclusivamente per la cosiddetta "trilogia della guerra" ( Roma citta aperta, Paisa, Germania anno zero). Rimane invece per lo piu sconosciuto il suo progetto enciclopedico per rappresentare, attraverso il racconto audiovisivo e multimediale, le interrelazioni tra le ricerche dei protagonisti della tradizione umanistica del passato e del presente.Assumendo tali premesse si e cercato di spostare lattenzione sul legame di continuita tra il lavoro svolto dai maestri dell'umanesimo classico e quello svolto da Roberto Rossellini per mantenere vivo - attraverso lo studio interdisciplinare e la continua riorganizzazione enciclopedica delle conoscenze - il dialogo tra la ricerca scientifica, la ricerca artistica e la ricerca tecnologica fino al secolo del cinema e dei nuovi media. Liniziativa si configura quindi come un viaggio ideale tra l'opera di Rossellini e quella dei grandi umanisti suoi maestri e ispiratori; un viaggio che si articola in diverse parti tra loro complementari: I. una serie di sentieri multimediali per inseguire le correlazioni tra le ricerche di Roberto Rossellini e quelle dei maestri della tradizione umanistica classica, II. una mostra del fotografo di scena Gianni Assenza, che ha seguito Rossellini per gran parte del suo lungo viaggio attraverso la tradizione umanistica, III. una retrospettiva tematica dedicata alle storie leggendarie dei protagonisti della tradizione umanistica raccontate da Roberto Rossellini, IV. un ciclo di incontri seminariali sui temi della tradizione umanistica cari a Rossellini, V. un ambiente di studio interdisciplinare in cui si raccolgono e si integrano progetti di umanisti del presente e del passato accompagnati da presentazioni audiovisive e letterarie di Roberto Rossellini. Per raggiungere questo scopo, attraverso le diverse sezioni del progetto, vengono accostati tra loro documenti letterari, visivi e audiovisivi che rappresentano: - il punto di vista di Rossellini: i suoi pensieri espressi direttamente in ogni forma mediale (saggi, interviste, annotazioni a libri, presentazioni televisive in saggi e interviste), - il punto di vista degli umanisti classici: i pensieri direttamente espressi dagli autori e studiosi umanisti del passato e del presente interlocutori di Roberto Rossellini; tali pensieri sono manifestati attraverso i loro progetti, saggi, disegni, bozzetti, nelle loro opere, per lo piu letterarie, e nell'iconografia che le accompagna, - il punto di vista dei personaggi creati da Rossellini per rappresentare una sintesi tra il suo pensiero e quello degli autori classici suoi interlocutori indiretti; tali affinita sono espresse attraverso clip dai film, estratti da sceneggiature, foto di scena e di set.. Limpianto interdisciplinare del progetto e strettamente legato allobiettivo di rappresentare il dialogo virtuale tra Roberto Rossellini, neoumanista multimediale, e i maestri della tradizione umanistica classica; quegli artisti, scienziati ed enciclopedisti di cui Rossellini, con la sua opera, ha voluto sia diffondere sia continuare le ricerche. La struttura dellevento e quella di un labirinto conoscitivo che esplicita i legami tra le riflessioni di Rossellini e quelle dei suoi interlocutori storici sulla scienza, sullarte e sulla didattica. Una delle finalita dellevento e quella di ricreare un ambiente di studio umanistico (tra ricerca e progettazione, tra arte e scienza, tra didattica e spettacolo) che per alcuni aspetti e contestualizzato nel Rinascimento di Leon Battista Alberti e per altri nella contemporaneita di Rossellini. In tale ambiente si vuole introdurre lo spettatore, allo stesso tempo, sia nel laboratorio di un umanista classico ideale, come Pascal, Cartesio, Agostino di Ippona, sia nel laboratorio di Rossellini stesso considerato come artista intermediale e come studioso interdisciplinare. I fili che uniscono questi universi cronologicamente distanti tra loro sono i temi di ricerca artistica, scientifica e didattica che attraversano il tempo, le epoche, le discipline e che collegano il lavoro dei grandi umanisti a quello di un autore polivalente come Rossellini, che vuole esserne il continuatore, oltre che il cantore nel nostro tempo. Lo stile e quello dell'accostamento ragionato e del collage multimediale tra documenti di diversa provenienza e tipologia. Sul piano visivo si vuole riprodurre la bacheca di appunti e studi preparatori di uno studioso umanista che sviluppa contemporaneamente piu ricerche e progetti allinterno della sua opera. Lambiente si compone sia di documenti relativi alle ricerche, agli studi e alle letture di Roberto Rossellini (lettere, rubriche di appunti, biblioteca annotata), sia di documenti relativi alla progettazione e realizzazione dei suoi film (foto di scena, foto di set, foto promozionali, sceneggiature, copioni, soggetti, note di regia, bozzetti) sia, infine, di documenti testuali, esempi tratti dalla sua opera (immagini, filmati, musiche) che acquistano informativita ancora maggiore nel momento in cui vengono accostati, in base a criteri metodologici, a quelli di altri autori e studiosi. Il legame profondo tra la ricerca rosselliniana e quella dei maestri delle arti classiche viene rappresentato attraverso accostamenti visivi che esplicitano i criteri di correlazione tra le soluzioni espressive e narrative elaborate da Rossellini e quelle elaborate dai suoi interlocutori reali e ideali, diretti e indiretti; un legame non sempre immediatamente percepibile nella fruizione continua e lineare dei testi rosselliniani. Per questo vengono isolate e collegate parti di progetti di Rossellini e parti di progetti dei suoi interlocutori, evidenziando come, al di la delle distanze di spazio e di tempo, i testi risultino molto vicini nei modi in cui sono composti e nelle idee che esprimono. Manoscritti, lettere, rubriche, libri annotati, foto di scena, foto di set, foto promozionali, locandine, sceneggiature, copioni, soggetti, note di regia, bozzetti, immagini e filmati di Rossellini acquistano in questo contesto un valore formativo oltre che informativo nel momento in cui vengono correlati, in base ai medesimi principi di narrazione, ai documenti degli autori e studiosi, artisti, scienziati ed enciclopedisti di cui Rossellini, con la sua opera, ha voluto sia diffondere sia continuare le ricerche. In questa prospettiva l'iniziativa va dunque considerata per le potenzialita, insieme formative e informative, che mette a disposizione di un pubblico interessato alla totalita dell'opera e della ricerca rosselliniana. In sintesi la specificita di questo progetto risiede non solo nella ricchezza e varieta dei materiali che presenta al pubblico, ma anche, o forse soprattutto, nella pluralita di correlazioni che propone, tra i documenti rosselliniani e quelli di altri autori, del passato e del presente, per viaggiare nel tempo e nello spazio e per esplorare quell'universo di insegnamenti classici che Rossellini ha ereditato e sviluppato con la sua opera. ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
CREDITS
progetto a cura di: Istituto MetaCulturadirezione artistica e struttura cognitiva delle articolazioni: Alessandro Paminicuratori dei sentieri esplorativi: Massimo Basile, Barbara Ferraro, Alessandro Pamini, Francesca Talamo, Valeria Vitalecollaboratori allo sviluppo : Massimo Barison, Marco Capitelli, Alberto Castagna, Luca Di Bello, Carola Moscatelli, Sara Picardo, Carlo Sciotti, Simone Staraceorganizzazione : Comune di Roma Assessorato alle Politiche Culturali, Sovraintendenza ai Beni Culturali Ufficio Mostre e Attivit Espositive Culturali, Comitato per le Celebrazioni del Centenario della nascita di Roberto Rossellini MIBAC, Biblioteche di Roma, Regione Lazio Assessorato alla Cultura, Provincia di Roma Assessorato alle Politiche Culturaliin partnership con Il Museo Nazionale del Cinema di Torino per la mostra fotograficacon la collaborazione di: SDR per la realizzazione scenotecnica, Photos per il restauro e la stampa delle immagini, Archivio Immagini Cinema per la ricerca delle fonti iconografiche, Gianni Assenza per la gentile concessione del proprio archivio fotograficoe con il sostegno di Apple Educational Bagnetti srl per le attrezzature tecnologiche, Fondo Carlo Fioretti, Fondo Adriano Apra', Fondi Istituto MetaCultura e Fondazione Rossellini per la ricerca delle risorse documentali correlate, PMC Consulting per il contributo promozionale, Sapori e Sapori per il servizio cateringServizi museali e supporto organizzativo a cura di Ztema Progetto Cultura.Ufficio Stampa Fondazione Roberto Rossellini Claudia Russo info@robertorossellini.it +39 335 6790735 Ufficio Stampa Ztema Progetto Cultura Patrizia Bracci p.bracci@zetema.it +39 06 82077337 Giusi Alessio g.alessio@zetema.it +39 06 82077327 ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
INFORMAZIONI
Evento "Roberto Rossellini. Arte e scienza dellumanesimo." L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini Inaugurazione Venerd 9 febbraio ore 18.00 Quando 10 febbraio - 1 aprile 2007 Dove Roma - Museo di Roma in Trastevere - Piazza SantEgidio 1b Orari marted - domenica ore 10.00 - 20.00 la biglietteria chiude unora prima luned chiuso Biglietti biglietto integrato Mostra+Museo: intero 5,50 - ridotto 4,00 gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente Info Museo tel. 06 82059127 (tutti i giorni ore 9.00 -19.30) www2.comune.roma.it/museodiroma.trastevere/home.htm www.zetema.it Info Progetto www.metacultura.org e-mail: metacultura@gmail.com www.robertorossellini.it e-mail: fondazionerossellini@gmail.com ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
SCHEDA BIOGRAFICA DI ROBERTO ROSSELLINI
La vita di Roberto Rossellini ha attraversato gran parte del ventesimo secolo. Dall8 maggio 1906, data in cui nacque a Roma, fino al 3 giugno 1977, giorno in cui scomparve a causa di un arresto cardiaco, Rossellini affront, sempre con grande passione ed intensit, la vita, la societ e la storia. Visse sia la ricchezza e il successo che le difficolt e gli impedimenti, affront tre matrimoni e numerose relazioni ed ebbe sette figli; visse, osserv e pat (e raccont) i due conflitti mondiali. Conobbe alcuni fra i pi importanti uomini del novecento (fra cui probabilmente anchegli pu essere annoverato), come Ghandi, Chaplin e Allende; fu appassionato di arte ma anche di scienza e di tecnica, fu studioso, inventore, narratore, pilota. Fu un uomo moderno, sempre orientato al futuro, ma profondamente interessato ed attento alla storia e alla tradizione; come uomo di cinema conobbe la settima arte ai suoi albori, ne impar il funzionamento e divenne uno dei suoi pi grandi autori, influenzandone profondamente la storia e rimanendo sempre un innovatore; fu un artista libero e vulcanico, anche allinizio della sua carriera, sotto il regime fascista. Si mostr sempre molto rispettoso del cristianesimo e affront spesso temi e personaggi cristiani nella sua carriera artistica, ma afferm in diverse occasioni la propria laicit; studi ed ammir moltissimo Marx e fu sempre molto vicino alle classi popolari e ai lavoratori, pur prendendo le distanze dal partito comunista; cerc di essere sempre il pi possibile indipendente ed aperto. Attravers il pianeta in lungo e in largo alla ricerca delle cose utili e formative, e, bench sia rimasto sempre profondamente italiano (e romano) e abbia spesso rappresentato il nostro paese e la nostra cultura allestero, fu realmente cittadino del mondo. Dopo il suo viaggio in India concep un progetto geografico-antropologico di portata globale, collabor con lUNESCO, tenne delle lezioni presso ununiversit di Houston, si interess alle questioni politiche dellAmerica Latina, tent con il suo progetto enciclopedico di coinvolgere i paesi del Terzo Mondo distribuendo gratuitamente i suoi film didattici. Soprattutto Roberto Rossellini fu un umanista, appassionato degli uomini, ammirato dagli sforzi e dallingegno dei singoli e pienamente fiducioso nelle potenzialit e nelle capacit dellumanit. Il suo cinema riflette il suo amore per gli esseri umani e il suo immenso talento di regista risiede probabilmente nella sua capacit di osservare e capire, con estrema intelligenza e tenerezza, tutti gli uomini, dal pi umile a Luigi XIV. Truffaut lo descrisse come luomo pi intelligente che avesse mai conosciuto, Rivette defin il suo sguardo come il pi attivo del cinema, tanti lo ammirarono e tanti altri lo disprezzarono, soprattutto per la sua ostinazione a non prendere parte in una societ spaccata fra cultura cristiana e marxista (non a caso il suo ultimo film fu Il Messia e quando mor stava preparando un film su Marx, entrambi molto poco ortodossi).Ripetutamente Rossellini prese le distanze dalla sua figura di regista e cineasta rivendicando il suo essere soprattutto uomo: Il cinema non il mio mestiere. Il mio un mestiere che bisogna apprendere quotidianamente e che non si finisce mai di descrivere: il mestiere di uomo. E che cos͏ un uomo? un essere eretto che si alza sulla punta dei piedi per guardare luniverso. Raggiunta la maturit, artistica e umana, Roberto Rossellini inizi a formalizzare il suo pi ambizioso progetto: mettere le sue capacit, la sua sensibilit e la sua intelligenza al servizio della societ umana attraverso un complesso progetto enciclopedico, ben strutturato, esteso ed articolato, ma allo stesso tempo estremamente semplice e comprensibile. Rossellini, unendo la vocazione enciclopedica e didattico-maieutica con la sapienza e il talento registico, auspicava la realizzazione di ununica opera poli-enciclopedica e multi-mediale - che mostrasse agli uomini levoluzione storica delle idee e del pensiero nella civilt occidentale, - che analizzasse le implicazioni etnologiche e antropologiche negli incontri-scontri tra universi culturali, - che scavasse nelle sfumature etiche, morali e sentimentali della tradizione narrativa. In pi la sua stessa vastissima opera rappresenta un ulteriore sforzo, meta-enciclopedico, sui principi di composizione testuale e messa in scena. Tutto questo partendo dalla stessa posizione morale che aveva caratterizzato tutta la sua carriera: quella di mostrare e non dimostrare. ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
L'INGEGNO DI UN UMANISTA i sentieri esplorativi della sezione multimediale Otto sentieri esplorativi multimediali per confrontare, in modo sistematico, il punto di vista di Rossellini con quello dei suoi interlocutori storici, a distanza di tempo, intorno ai medesimi temi scientifici, artistici e didattici. Un sussidio metodologico e tecnologico per impadronirsi dei principi di studio e composizione sperimentati e utilizzati da Rossellini nelle sue ricerche e nei suoi progetti sulla tradizione umanistica. Una navigazione guidata nel sistema polienciclopedico per lo studio della tradizione umanistica immaginato da Roberto Rossellini e sviluppato dallIstituto MetaCultura in forma ipermediale. I sentieri esplorativi sono fruibili a ciclo continuo nelle postazioni collocate lungo i corridoi del piano terra del museo.
I temi dei sentieri
I. Rileggere e riscrivere i Classici Il sentiero esplorativo aiuta a immaginare la biblioteca ideale di Rossellini e invita a compiere una serie di viaggi dallo studio di un umanista classico a quello di un neo-umanista del presente, proponendo un dialogo virtuale allargato tra i testi dei grandi autori e studiosi del passato e quelli degli autori e studiosi contemporanei che hanno assunto i primi come modelli ispiratori. Da questa prospettiva la tradizione umanistica stessa vista come un dialogo a distanza tra studiosi e autori, tra classici e contemporanei; un dialogo che sembra ripetersi senza soluzione di continuit tra i classici latini e greci e gli umanisti rinascimentali, e tra questi ultimi e quei neoumanisti che mantengono viva la tradizione anche al tempo del cinema e dellinformazione digitale. Questo dialogo, che rende esplicite le innumerevoli correlazioni tra lopera di un autore-studioso come Rossellini e le opere dei maestri che compongono la sua biblioteca ideale, si manifesta come rapporto tra ripetizione e variazione e come interazione tra memoria elaborativa e memoria depositata in ogni ricerca e in ogni progetto che nasce dalla frequentazione dei classici. In questo rapporto, fatto di riletture e riscritture, i maestri diventano personaggi, alterego dell'autore, presupposti espliciti delle sue ricerche e delle sue elaborazioni intellettuali. Cos come Galileo si era rivolto ai suoi interlocutori contemporanei attraverso le Lettere copernicane e, al contempo, aveva continuato un dialogo ideale con lo stesso Copernico, allo stesso modo in molti testi rosselliniani i protagonisti, autori-studiosi, si rivolgono agli autori e studiosi che li hanno preceduti o che li seguiranno. In questo senso, ad esempio, le teorie di Galileo Galilei possono essere rilette anche come presupposto per un confronto tra i suoi seguaci e i suoi critici, o tra il suo allievo Cartesio e il nuovo filosofo Pascal. Rossellini, drammatizzando i relativi punti di vista teorici dei due personaggi-autori e facendoli diventare voci di un dialogo in prima persona, mette in scena audiovisivamente il rapporto indiretto tra il maturo Cartesio e il giovane Pascal. Sempre in quest'ottica, i testi di Pascal sembrano, infatti, rispondere implicitamente alle questioni poste da Cartesio come se i due studiosi si fossero parlati, pur senza mai incontrarsi fisicamente. II. Lingegno polivalente Il sentiero esplorativo propone un viaggio tra le multi-competenze che compongono il bagaglio interdisciplinare ideale di un intellettuale umanista, autore e studioso, esperto di arti, scienze e tecnologie, capace di padroneggiare diversi campi del sapere e di coglierne e sfruttarne le interrelazioni. Lintelligenza polivalente dell'intellettuale umanista analizzata inseguendo i punti di vista dei protagonisti della tradizione classica fino a Roberto Rossellini. In questo viaggio viene studiato il legame profondo tra scoperta e invenzione, tra studio analitico e studio progettuale, tra conoscenza e comunicazione. Cos, se da un lato il ricercatore viene visto nelle sue competenze di studioso interdisciplinare capace di esaminare da pi punti di vista e a pi livelli il medesimo oggetto, se linventore viene visto nelle sue competenze di autore insieme ingegnere e architetto, capace di elaborare dati e di trarne un nuovo ordinamento utile o significativo, lartista viene visto nelle sue competenze intermediali di autore capace di trasformare documenti poco informativi e testi di linguaggio comune in sintesi informative inesauribili. Come i suoi maestri, infatti, Rossellini non solo riteneva che un artista dovesse essere capace di esprimersi attraverso ogni forma artistica e di farle dialogare tra loro (egli stesso infatti era cineasta, regista teatrale e televisivo, scrittore e saggista), ma anche che dovesse essere, al contempo, esperto sia nelle arti che nelle scienze. Lintegrazione delle competenze artistiche e scientifiche, propria della visione umanistica classica, qui riletta anche alla luce della convinzione rosselliniana che tanto le arti abbiano bisogno delle scienze, per svilupparsi, quanto le scienze delle arti, per diffondersi. Quella tratteggiata dagli umanisti classici e da Rossellini la figura di un artista-studioso capace di comporre i propri testi facendosi guidare dal rispetto di regole propriamente scientifiche e capace di illustrare concetti teorici avvalendosi di forme artistiche che ne facilitino la comprensione e la diffusione. Questo tipo di competenza multi- e inter-disciplinare, che permette di padroneggiare altrettanto agevolmente le competenze artistiche e quelle scientifiche, appare quasi utopistica nella societ contemporanea, caratterizzata viceversa da una tendenza acritica alla settorializzazione e alla specializzazione della conoscenza. Tuttavia questo ideale formativo, che il senso comune attribuirebbe oggi a poche eccezioni geniali, viene riletto, attraverso la riflessione rosselliniana, come un fondamento su cui si sviluppata la cultura occidentale dalla classicit greca all'epoca dei lumi. III. La firma dellautore In questo sentiero, attraverso documenti storici, rappresentazioni documentarie e racconti audiovisivi, viene esplorato il complesso concetto di identit autoriale. A tale scopo sono rappresentati diversi viaggi ideali dalle botteghe medioevali e rinascimentali alle factory contemporanee degli autori di testi audiovisivi e multimediali. Dallo studio delle componenti della bottega di un maestro medioevale o rinascimentale fino allo studio dei diversi mestieri compresi nella figura dell auteur audiovisivo sono indagati i complessi rapporti tra lartista-scienziato e i suoi collaboratori. Dalla classicit al rinascimento, al nome o, meglio, alla firma di ognuno dei sommi artisti era associata non una singola persona ma unintera bottega, ovvero una scuola in cui da un lato il maestro formava giovani allievi, dall'altro questi ultimi contribuivano alla realizzazione dellopera del maestro, sotto la sua supervisione, rendendo cos possibili i pi sorprendenti e complessi progetti artistici. Allo stesso modo Roberto Rossellini si pone esplicitamente come il formatore e l'ispiratore dei giovani registi italiani e francesi che coinvolge, direttamente e indirettamente, nella realizzazione del suo progetto enciclopedico. Inoltre, inserendosi in quella tradizione cinematografica che Franois Truffaut definisce politique des auteurs, Roberto Rossellini, come i maestri di bottega rinascimentali, pur non eseguendo materialmente e in prima persona ogni fase del lungo processo di realizzazione di un film, ne controlla pienamente lo sviluppo, affidandosi a collaboratori che comprendano e condividano i suoi progetti. In questo modo il maestro Rossellini supervisiona ogni fase dell'elaborazione del testo, garantendo, per ognuna di esse, quella qualit artistica e scientifica promessa dalla firma di un grande autore. IV. Inventare per ricercare In questo sentiero si propone una serie di viaggi tra le macchine ideate da Rossellini e gli antecedenti tecnologici ideati dai grandi umanisti per condurre le loro ricerche e sviluppare i loro progetti. Questi viaggi permettono di evidenziare: - nuove idee per l'utilizzo delle tecnologie, - nuove tecnologie per lo sviluppo delle idee, - ricerche e sviluppi di nuovi strumenti come condizione per lelaborazione e realizzazione di nuovi progetti. Come gli intellettuali umanisti, Roberto Rossellini non si dedica solo all'arte ma anche allo studio delle scienze e delle tecnologie, al punto di essere in grado, come i suoi maestri, di progettare e realizzare egli stesso gli strumenti pi adatti per svolgere il proprio lavoro di artista e di studioso. Questo sentiero presenta, attraverso disegni e documentazioni audiovisive, l'aspetto forse meno conosciuto del lavoro di Rossellini: la capacit di inventare nuove tecnologie e di scoprire nuovi utilizzi delle tecnologie esistenti. Dai documenti correlati emergono, quindi, non solo la curiosit scientifica e l'ingegno tecnico messi a disposizione della creativit artistica, ma anche la capacit di riflettere e di individuare le potenzialit inespresse dei mezzi a disposizione. Il sentiero documenta, ad esempio, l'entusiasmo di Rossellini (condiviso dagli altri intellettuali del suo tempo come Italo Calvino o Pier Paolo Pasolini) per le potenzialit possedute dal medium televisivo che, negli anni 50, iniziava la sua veloce diffusione. Rossellini vedeva, nellaffermarsi di questa nuova tecnologia comunicativa, un potenziale strumento educativo di grande efficacia, che avrebbe contribuito ad elevare la qualit della vita anche delle persone che non avevano avuto accesso a forme adeguate di istruzione. V. Educare allarte, educare con larte Il sentiero propone una serie di viaggi dai cenacoli greci alle aule delle universit seicentesche ai progetti di spettacoli didattici di Brecht e Rossellini. Durante questi viaggi lattenzione si concentra su: - la formazione del pubblico: l'arte vista come come strumento complesso capace di stimolare lo sviluppo delle capacit cognitive, analitiche e critiche, dei fruitori, - la formazione dell'autore: l'arte vista come come strumento complesso capace di stimolare lo sviluppo delle capacit progettuali, interpretative e sintetiche, dei nuovi artisti, - la metarappresentazione ovvero la riflessione attraverso larte sui principi della scrittura e della messa in scena, - la maieutica: la possibilit di fare formazione con i mezzi d'informazione, di mostrare anzich dimostrare. L'aggettivo didattico viene associato frequentemente allopera di Roberto Rossellini, anche se pi spesso per tentare di definire un periodo cronologico piuttosto che per esplicitare una funzione assolta da ogni suo film. Viceversa, nella chiave di lettura offerta da questo sentiero, tutti i progetti di Rossellini possono essere considerati didattici da almeno due punti di vista. Innanzitutto la sua intera opera - non solo quella televisiva e pi esplicitamente educativa - sembra orientata alla formazione del proprio pubblico ideale. Essa invita implicitamente lo spettatore a raccogliere gli stimoli contenuti nel testo artistico e a sviluppare le proprie capacit cognitive. I progetti rosselliniani offrono, infatti, allo spettatore la possibilit di osservare una situazione da molteplici punti di vista, di confrontare diverse interpretazioni, di cogliere le ragioni intrinseche di ciascuna di esse e di giungere a elaborare autonomamente un proprio giudizio con la consapevolezza del suo valore non assoluto. I film di Roberto Rossellini, quindi, sono didattici non solo in quanto assumono come oggetto di discorso le ricerche e le opere che hanno segnato il cammino del nostro universo culturale (basti pensare ai film sui grandi filosofi, da Socrate a Cartesio) ma sono didattici anche nel modo stesso in cui sono composti. La complessit strutturale che li caratterizza, infatti, si rivela il modo pi efficace per rappresentare la complessit del reale assunto ad oggetto di conoscenza e di comunicazione, e per mostrare come qualunque ideologia risulti insufficiente e inadeguata nel tentativo di sostituire le articolazioni dell'intelligenza e della sensibilit umane. Ad un ulteriore livello i film di Rossellini si rivolgono ad un pubblico ideale di nuovi autori e studiosi di cinema e delle altre arti. Attraverso i progetti di Rossellini i giovani autori sono invitati ad affinare le proprie abilit interpretative sia dal punto di vista artistico che scientifico. In questa chiave di lettura ogni testo diventa, anche, una lezione di metodo su come si costruiscono i testi. Lideale didattico rosselliniano confluisce in un utilizzo etico del cinema e della televisione, in un progetto di educazione permanente che preveda limpiego dei mezzi di comunicazione di massa non solo come i pi adeguati diffusori delle conoscenze ma anche come i pi efficaci stimoli per lo sviluppo dellintelligenza critica. Per Rossellini larte ha il compito di formare il pubblico, non di indottrinarlo demagogicamente ma di invitarlo a riflettere e di insegnargli a diffidare di chi presenta soluzioni facili e definitive. La didattica di Rossellini non vuole dimostrare nessuna teoria o ideologia, ma solo mostrare, nel modo pi onesto possibile, i diversi aspetti pertinenti di una questione e le ragioni dei diversi punti di vista coinvolti nella sua interpretazione. Seguendo questo percorso maieutico lo spettatore stesso a maturare le proprie convinzioni autonomamente, soppesando criticamente i diversi punti di vista possibili drammatizzati e portati in scena dai personaggi protagonisti della rappresentazione. VI. Lorganizzazione enciclopedica della conoscenza Il sentiero propone una serie di viaggi tra i musei e le opere di sistematizzazione enciclopedica delle conoscenze, dalle prime raccolte museali alle tavole dell Encyclopedie al progetto di polienciclopedia multimediale rosselliniana alle reti ipermediali digitali e online. In questi viaggi ci si interroga su: - come classificare, valorizzare e rendere fruibili i giacimenti di dati della tradizione artistica e scientifica umanistica. - come elaborare architetture enciclopediche accentrate, centrifughe e implementabili (non-finite) che stimolino interessi verso testi residenti al di fuori di esse. Questo sentiero mostra come lopera di Rossellini sia concepita secondo una struttura intrinsecamente ma anche esplicitamente enciclopedica. Ogni progetto di questo autore, infatti, sembra concepito come se sviluppasse pi voci di ununica grande enciclopedia ideale. Pi precisamente possibile individuare nellopera rosselliniana, seguendo le indicazioni dell'autore stesso, almeno tre grandi prospettive enciclopediche che si intersecano e si completano a vicenda. Quella pi facilmente riconoscibile l'enciclopedia della Storia, di cui fanno parte sia i film rosselliniani che cercano di rappresentare realisticamente la situazione di un popolo in un determinato momento storico (Europa 51, Germania anno zero) sia quelli dedicati alle grandi personalit che hanno influito in maniera decisiva sullo sviluppo della civilt occidentale (da Let di Cosimo de' Medici a Il Messia). Una seconda prospettiva enciclopedica quella dedicata ai rapporti tra le grandi civilt e alle loro possibilit di incontro e dialogo. A questa prospettiva appartengono sia i progetti dedicati alle civilt lontane, come India o Islam, sia quelli che raccontano, anche in luoghi a noi familiari, la difficile convivenza tra diversi gruppi sociali: poveri e ricchi, vincitori e vinti, liberatori e liberati. Infine l'ultima prospettiva enciclopedica presentata nella mostra quella dedicata ai sentimenti universali delluomo, comuni, pur con diverse sfumature, denominazioni e classificazioni, alle storie raccontate dagli individui di ogni luogo e tempo. I nodi di questa enciclopedia (film come L'amore, La paura, L'invidia, Dov' la libert) sono concepiti come favole morali e sviluppati come teoremi intorno alle trasformazioni e ridefinizioni di un sentimento. Ogni film di Rossellini non appartiene ad un'unica enciclopedia; piuttosto il valore aggiunto di questa chiave di lettura proprio quello di favorire riletture dei testi rosselliniani da molteplici prospettive, mettendo ogni volta un film in relazione ad altri secondo diversi criteri. L'intento enciclopedico di Roberto Rossellini si esprime anche attraverso il suo impegno affinch il patrimonio di conoscenze della tradizione umanistica non vada perso o dimenticato, dal momento che esso conserva un valore universale e sempre attuale. VII. La tradizione del racconto filosofico Il sentiero propone una serie di viaggi tra sacre rappresentazioni, parabole, racconti morali e film-saggi. In questi viaggi ci si interroga su come gli artisti-scienziati umanisti riescano a: - drammatizzare materiali saggistico-scientifici dando ad essi uninedita forma artistico-narrativa, - trasformare un conflitto teorico scientifico in un conflitto dialogico morale tra personaggi, - utilizzare il racconto morale come percorso di crescita del personaggio e dello spettatore. In questo sentiero viene indagato il legame tra l'opera di Rossellini e la tradizione del racconto morale, dalle favole di Esopo ai romanzi filosofici degli illuministi francesi. Come nelle opere di questi intellettuali, insieme saggistiche e narrative, anche nel cinema rosselliniano spesso i conflitti tra diverse concezioni culturali o tra diverse teorie scientifiche vengono drammatizzati, messi in scena attraverso i rapporti tra i personaggi e, quindi, attraverso i loro dialoghi. Di conseguenza molti film di Rossellini possiedono almeno due livelli di lettura: su di un piano il film raccontata la storia delle relazioni tra alcuni personaggi; su un altro illustra gli incontri e gli scontri tra interpretazioni del mondo che entrano in crisi, si trasformano, si ridefiniscono. In questo senso molti film di Roberto Rossellini ricostruiscono il percorso di crescita morale e spirituale di un personaggio; un percorso in cui lo spettatore pu riflettersi, avvertendo la medesima crisi e la conseguente esigenza di miglioramento che caratterizza il suo doppio nel testo, indotto dagli incontri con gli altri personaggi a ripensare criticamente le proprie scelte. VIII. La Natura ispiratrice Il sentiero propone una serie di viaggi tra le ricerche e i progetti dei grandi umanisti che da studi scientifici intorno alla complessit strutturale degli organismi biologici hanno saputo trarre ispirazione per rappresentare la molteplicit della natura umana. In questi viaggi lattenzione concentrata su: - il neorealismo rosselliniano come reazione alla rappresentazione riduttiva e ideologica dei comportamenti individuali e sociali delluomo, ovvero allimpossibilit di cogliere le ragioni conflittuali di unazione attraverso la rappresentazione univoca di uno solo tra i diversi punti di vista in gioco; lattenzione alla complessit e alla molteplicit delle ragioni dei soggetti che concorrono a creare e a spiegare una storia, - il rapporto tra microcosmi e macrocosmi; il microscopio e il macroscopio, le relazioni tra il livello di organizzazione biologico e quello psico- e socio- logico. In questo sentiero sono presi in esame i rapporti tra i modi di organizzazione delle informazioni a livello del funzionamento degli organismi biologici e quelli che concernono il funzionamento della mente umana e i modelli di organizzazione sociale. Al contempo in questo sentiero viene esaminato il modo in cui Rossellini intende la sua concezione realistica sia della rappresentazione della realt interiore dellanimo umano sia della realt sociale costituita dalle costumanze, concezioni e regole culturali che sopravvivono e preesistono agli individui, che ne condizionano il comportamento e che, di conseguenza, costituiscono lo sfondo morale e ideologico con cui commisurare le azioni dei personaggi delle storie narrate dallautore. ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
I RACCONTI DI UN UMANISTA la mostra fotografica Un viaggio, attraverso le immagini del fotografo Gianni Assenza, nelluniverso umanistico rappresentato e ricreato da Roberto Rossellini. Le scoperte e le invenzioni, i laboratori di ricerca e le storie leggendarie dei protagonisti della tradizione umanistica, gli oggetti reali e immaginari che hanno costituito la materia privilegiata, di studio e di rappresentazione, dell'opera e della ricerca rosselliniana. Il laboratorio rosselliniano riletto come una bottega rinascimentale.Lesposizione fotografica articolata lungo i corridoi del piano terra del museo. A complemento della sezione multimediale, viene presentata per la prima volta al pubblico la pi grande mostra fotografica sulla sperimentazione audiovisiva enciclopedica di Roberto Rossellini.
La mostra raccoglie i lavori del fotografo Gianni Assenza da L'et del ferro a Il Messia e propone un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso le scoperte e le invenzioni, i laboratori di ricerca e le storie leggendarie dei protagonisti della tradizione umanistica classica; tutti quegli oggetti, cio, che hanno costituito la materia privilegiata, di studio e di rappresentazione, dell'opera e della ricerca rosselliniana.Si tratta della piu grande esposizione di foto di scena e di set sul lavoro cinematografico di Rossellini. Essa costituisce inoltre unoccasione unica per scoprire una parte rilevante della produzione rosselliniana, meno nota al grande pubblico e tuttavia pi cara allautore stesso. Il materiale esposto rappresenta anche una rilettura dei temi della tradizione umanistica lontana da quelle interpretazioni riduttive e divulgative che promettono un facile avvicinamento ai testi e sostituiscono lillusione della conoscenza al desiderio stesso di continuare a conoscere. Attraverso queste immagini, viceversa, il pubblico invitato ad appassionarsi ai modelli narrativi e iconografici della classicit fonte dispirazione insostituibile per ogni grande autore. Infine la mostra costituisce un opportunit per osservare da vicino Roberto Rossellini al lavoro sui set dei suoi film, insieme ai collaboratori e alle prese con le invenzioni tecnologiche e le soluzioni espressive che hanno caratterizzato il suo cinema. Se la mostra dedicata a Roberto Rossellini, essa costituisce anche indirettamente un omaggio al fotografo che ha saputo interpretare per oltre un decennio il pensiero pi maturo di Rossellini sul cinema, inteso come strumento di conoscenza, formazione e narrazione multimediale. Le foto di Gianni Assenza infatti possono anche essere considerate come applicazioni rigorose e riuscite dell'idea rosselliniana di coniugare la scrittura narrativa e quella saggistica, il documento e l'invenzione, rendendo coinvolgenti le immagini documentarie, e scientifiche persino quelle totalmente immaginarie.
ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
STORIE DELL'UMANESIMO retrospettiva tematica dedicata alle storie dei protagonisti della tradizione umanistica raccontate da Rosselliniingresso gratuito dal primo marzo ogni marted presso la sala multimediale Orari delle proiezioni: mattina dalle 10,30 / pomeriggio dalle 15,00Repliche al sabato e alla domenica negli stessi orari
Programma: Prima serata - 13 Febbraio - Francesco giullare di Dio - Giovanna dArco al rogo Seconda serata - 20 Febbraio - Il potere di Cosimo- Leon Battista Alberti Terza serata - 27 Febbraio - Blaise Pascal - Cartesius Quarta serata - 6 Marzo - episodio da Leta del Ferro,- episodio da La lotta delluomo per la sua sopravvivenza,- La presa del potere da parte di Luigi XIVQuinta serata - 13 Marzo - Socrate,- Agostino dIpponaSesta serata - 20 Marzo - Il Messia,- episodio da Gli atti degli apostoli
Schede sui film: Francesco giullare di Dio1950 Soggetto: ispirato ai Fioretti di San Francesco e a Vita di frate Ginepro. Sceneggiatura e dialoghi: Roberto Rossellini, Federico Fellini, Felix Morlion, Antonio Lisandrini, Brunello Rondi. Fotografia: Otello Martelli. Scenografia: Virgilio Marchi. Musica: Renzo Rossellini. Montaggio: Jolanda Benvenuti. Assistente alla regia: Brunello Rondi.Produzione: Rizzoli Amato Origine: Italia. Durata: 75 minuti. INTERPRETI: Aldo Fabrizi, Arabella Lemaitre, Fra Nazario. Rossellini sul film: Se, come vogliono alcuni, si pu parlare di un mio cinematografico itinerario spirituale, direi che Germania anno zero il mondo arrivato ai limiti della disperazione per la perdita della fede, mentre Stromboli Terra di Dio il ritrovamento della fede. Andando oltre, veniva spontanea la ricerca della forma pi compiuta dell'ideale di Cristo; e io l'ho trovata nell'ideale francescano. Ma, accostandomi alla figura di Francesco, non ho preteso di dare una vita del Santo. In Francesco giullare di Dio, io non racconto n la sua nascita n la sua morte; n ho preteso di raggiungere l'esposizione completa del messaggio e dello spirito francescano o di accostarmi direttamente alla formidabile e complessa personalit di Francesco. Ho creduto invece opportuno mostrarne i riflessi sui suoi seguaci, fra i quali, pertanto, hanno acquistato grande rilievo frate Ginepro e frate Giovanni il semplice, che rivelano fino al paradosso lo spirito di semplicit, di innocenza, di letizia che dallo spirito di Francesco promanano. In sostanza, come gi dice il titolo, il mio film vuoi essere l'esposizione dell'aspetto giullaresco del francescanesimo, di quella giocosit, di quella perfetta letizia", della liberazione che lo spirito trova nella povert, nell'assoluto distacco dalle cose materiali. E questo aspetto particolare del grande spirito francescano io ho pensato di ridarlo sulla falsariga dei Fioretti dove, secondo me, si conserva intatto il profumo del francescanesimo primitivo.... In un momento particolare della mia vita, pieno di amarezze e di delusioni, ho trovato nella lavorazione ed attuazione del film su San Francesco un modello, chiaro e precise, per superarmi. Attraverso questo film, giudicato da critica e da pubblico nelle maniere pi contrastanti e pi strane, ho cercato di far conoscere il francescanesimo, cosi come l'ho sentito in autentica freschezza e purezza. Giovanna d'Arco al rogo 1955 Soggetto: ispirato al lavoro drammatico di Paul Claudel. Sceneggiatura: Roberto Rossellini. Fotografia (Gevacolor): Gabor Pogany. Musica: Arthur Honegger. Montaggio: Jolanda Benvenuti. Produzione: Produzioni Cinematografiche Associate Origine: Italia. Durata: 76 minuti. INTERPRETI E PERSONAGGI: Ingrid Bergman, Tullio Carminati, Giacinto Prandelli, Saturno Meletti, Augusto Romani, Agnese Dubbini, Plinio Clabassi, Pietro Di Palma, Aldo Terrosi, Silvio Sanatrelli, Geraldo Gaudioso, Anna Tarallo, Luigi Paolillo. Rossellini sul film: Lidea base della mia messa in scena la seguente: appena morta, Giovanna dArco entra nel regno dei defunti, sentendosi sorpresa e persa. San Domenico scende dal cielo per confortarla e guidarla, ma anche per stabilire se debba entrare in Paradiso come vittima innocente o come Santa. Nel prologo, altamente drammatico, il coro canta: "Tenebre, tenebre, tenebre, e la Francia era inane e vuota e le tenebre coprivano la faccia del reame". Quando si alza il sipario, si vede il cielo, un cielo nero e drammatico nel quale appare una legione di angeli che guardano in lontananza la terra piena di tenebre; tra queste c͏ una giovane fedele, una vergine chiamata Giovanna dArco, e questa fanciulla lunica luce in mezzo alle tenebre della terra, ma Giovanna viene bruciata nel rogo e la terra ricade nelloscurit. allora che Giovanna inizia il suo viaggio verso il cielo, ed questo il momento in cui San Domenico discende dal Paradiso per incontrarla e ripercorrere insieme le tappe della sua vita gloriosa. ... Giovanna al rogo si distacca da tutte le opere precedenti, sull'argomento, essendo un lavoro di pura autentica fantasia. Il film, pu rappresentare una grossa novit sia dal punto di vista della, tecnica che dello stile, quasi quanto Io fu ai suoi tempi Roma citt aperta. Presto partir per Parigi, dove sar rappresentata all'Opra la Giovanna al rogo, dopo le felici accoglienze tributate a questo lavoro dal pubblico italiano.... l'oratorio di Honegger e Claudel filmato. Ho avuto occasione di metterlo in scena a teatro a Napoli, poi alla Scala di Milano, poi in Inghilterra, poi all'Opra di Parigi, poi in Spagna, poi in Svezia. Ho fatto tante rappresentazioni un po' ovunque in Europa di quest'oratorio che amavo moltissimo e avevo pensato di realizzarlo come film perch ho sempre avuto la mania di cercare nuove tecniche nel cinema. Questa era una buona occasione per poter fare un tentativo, per usare certe tecniche che rendessero l'aspetto favolistico pur restando molto fedelmente attaccato all'oratorio cos com'era, come l'avevo fatto a teatro, senza tradurlo in qualcosa di cinematografico. L'et di Cosimo de' Medici 1972 Soggetto: ispirato dalle Cronache del Consiglio di Firenze dalle opere di Niccol Machiavelli e Francesco Guicciardini. Sceneggiatura e dialoghi: Roberto Rossellini, Marcella Mariani, Luciano Scaffa. Fotografia (Eastmancolor): Mario Montuori. Scenografia: Franco Velchi. Arredamento: Ezio Di Monte. Costumi: Marcella De Marchis. Musica: Manuel De Sica. Suono: Carlo Tarchi. Montaggio: Jolanda Benvenuti. Assistenti alla regia: Claudio Bondi, Giuseppe Cino, Claudio Amati. Direttore di produzione: Francesco Orefici. Produzione: Roberto Rossellini per Orizzonte 2000l, RAI (Roma), Origine: Italia. Durata: 250 minuti. Prima trasmissione: Rai-Radiotelevisione italiana, Primo Canale, 26 dicembre 1972, 2 e 9 gennaio 1973, in tre episodi con i seguenti titoli: L'esilio di Cosimo, Il potere di Cosimo, Leon Battista Alberti.INTERPRETI E PERSONAGGI: Marcello Di Falco (Cosimo de' Medici), Virginio Gazzolo (Leon Battista Alberti), Tom Pelleghi (Rinaldo degli AlDizzl), Mario Erpichini (Totto Machiavelli), Adriano Amidei Migliano (Carlo degli Alberti), John Stacy (llarione de' Bardi) Sergio Nicolai (Francesco Soderim), Michel Bardinet (Ciriaco d'Arpaso), Piero Gerlini (Poggio Bracciolini), Mario Demo (Sigismondo Malatesta), Duccio Dugoni (Bernardo Rossellino), lanti Sommer (contessina de' Bardi, sposa di Cosimo), Ugo Cardea (Niccol Cusano), Marino Mas (Francesco Filelfo), Lincoln Tate (Thomas Wadding), Roberto Bisacco (Niccol Di Cocco Donati), Bruno Cattaneo (Toscanelli), Sergio Serafini (Lorenzo), Dario Micaelis (Carlo Marsuppim), Giuliano Disperati (il nuovo gonfaloniere), Goffredo Matassi (Bernardo Guadagni, gonfalonieri di Firenze), Fred Ward (Niccol de' Conti), Giuseppe Addobbati, Roberto Bruni, Livio Galassi, Maurizio Manetti, Valentino Macchi, John Bartha, Ernesto Colli, Rita Forzano, Nazzareno Natale, Cario Reali, Giuseppe Pertile, Attilio Dottavio, Senia Fridman, Franco Moraldi, Bepy Mannajuolo, Giacinto Ferro, Bernard Rigal, Enzo Spitaleri, Francesco Vairano, Emanuele Vacchetto, Howard Nelson Rubien, G. De Michelis. Rossellini sul film: L'et dei Medici tocca un altro momento saliente della storia dell'uomo, rappresentative figure della societ: Cosimo de' Medici e Leon Battista Alberti. Il Medioevo era entrato in crisi; proprio l'Umanesimo che matura in questa et una nuova crescita dell'uomo, un orientamento nuovo, un nuovo ordine. L'uomo di questa et vuole riassumere la propria responsabilit e proiettarsi nel futuro, andare avanti facendosi forte della riscoperta dei valori del suo mondo passato. Questo risulta particolarmente evidente in Leon Battista Alberti. In Cosimo de' Medici invece c' soprattutto l'altro aspetto che caratterizza questa et, lo slancio della nuova classe sociale, la borghesia artigiana e mercantile che esplode e conquista una nuova ricchezza. Questa conquista porr pi avanti all'uomo nuovi problemi e nuove crisi. Quando l'uomo scopre di essere importante, lo si pu osservare nel corso di tutta la storia, agisce con slancio vitale, con entusiasmo, ma la sua nuova conquista diventa presto per l'uomo il tutto o per lo meno il segno prevalente di un tempo, il principio prevalente di tutta la sua attenzione. Ed questo lerrore che gli uomini periodicamente compiono. Perch facendo cos perdono il contatto con la realt. Credo che sia importante aiutarci reciprocamente a comprendere questo all'interno della storia e della nostra societ, lanciare messaggi senza imporre orientamenti. Bisogna che ci si renda conto che la verit come un punto in un vastissimo spazio e le vie per arrivare ad essa sono infinite e convergenti. ... L'uomo di questa et vuole riassumere la propria responsabilit e proiettarsi nel futuro, andare avanti facendosi forte della riscoperta dei valori del suo mondo passato. Questo risulta particolarmente evidente in Leon Battista Alberti. In Cosimo de' Medici invece c' soprattutto l'altro aspetto che caratterizza questa et, lo slancio della nuova classe sociale, la borghesia artigiana e mercantile che esplode e conquista una nuova ricchezza. Questa conquista porr pi avanti all'uomo nuovi problemi e nuove crisi. Blaise Pascal 1972 Sceneggiatura e dialoghi: Roberto Rossellini, Marcella Mariani, Luciano Scaffa, Jean-Dominique de la Rochefoucault. Fotografia (Eastmancolor): Mario Fioretti. Scenografia: Franco Velchi. Arredamento: Ezio Di Monte. Costumi: Marcella De Marchis. Musica: Mario Nascimbene. Produzione: Roberto Rossellini per Orizzonte 2000, RAI (Roma), ORTF Origine: Italia. Durata: 120 minuti. INTERPRETI E PERSONAGGI: Pierre Arditi, Giuseppe Addobbati, Cristian Alegnj, Claude Barks, Mario Bardella, Marco Bonetti, Anne Caprile, Bruno Cattaneo, Christian De Sica, Livio Galassi, Bepy Mannjuolo, Lucio Rama, Teresa Ricci, Bernard Rigal, Edda Soligo, Meta Valente Rossellini sul film: Pascal era un uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosit, di interessi, di slanci, di timori. Un uomo, in fondo, come tanti altri, ma al quale il caso ha affidato il compito di rappresentare il conflitto fra scienza e religione. Un conflitto che si svolgeva, ogni giorno drammaticamente, nel suo animo di scienziato e di cristiano. ... Credo sia importante per poter informare su un'epoca storica, vederla, rappresentarla nelle sue idee e nei suoi uomini, e Pascal uno di quegli uomini, uno che gioca un ruolo molto importante nella sua epoca. Vedere un personaggio in chiave apologetica significa non rispettarne la personalit umana, nei suoi aspetti pi intimi e contraddittori. Significa voler mandare dei messaggi e io non voglio mandare messaggi, a nessuno, n tanto meno andare alla ricerca dell'arte o dell'estetica. Io racconto le cose come si sono svolte, e lo faccio perch credo sia molto importante far conoscere certi snodi della storia della nostra civilt, certi snodi che non si possono non conoscere se vogliamo conoscere il mondo in cui viviamo, la societ in cui viviamo. ... Ho scelto Pierre Arditi per la parte di Pascal perch, secondo i documenti che ho consultato, quello che gli assomiglia di pi. E ad un viso uguale corrispondono anche sentimenti simili. E poi, perch obbligare gli spettatori ad uno sforzo per mettere il viso di un attore al posto dell'immagine che si erano costruiti di un certo personaggio? Qualcuno, per Socrate, mi ha accusato per la scelta di Jean Sylvere di preziosismo, ma non si tratta di preziosismo, ma solo di fedelt, di fedelt storica e di rispetto del personaggio. Cartesius 1973 Soggetto e sceneggiatura: Roberto Rossellini, Marcella Mariani, Luciano Scaffa. Consulenza: Ferdinand Alqui. Fotografia (Eastmancolor): Mario Montuori. Scenografia: Giuseppe Mangano. Costumi: Marcella De Marchis. Musica: Mario Nascimbene. Suono: Tommaso Quattrini Montaggio: Jolanda Benvenuti. Aiuto-regia: Giuseppe Cino. Assistente alla regia: Claudio Amati. Direttore di produzione: Francesco Orefici. Produzione: Roberto Rossellini per Orizzonte 2000l, RAI (Roma), O.R.T.F. (Parigi) Origine: Italia-Francia. Durata: 150 minuti. Prima trasmissione: Rai-Radiotelevisione italiana, Primo Canale 20 e 27 febbraio 1974. INTERPRETI E PERSONAGGI: Ugo Cardea (Ren Descanes), Anne Pouchie (Elena), Claude Berthy (Guez de Balzac), Gabriele Banchero (il servo Bretagne), John Stacy (Levasseur d 'Etioles) , Charles Borromel (I 'abate Marin Marsenne), Kenneth Belton (Isaak Beeckman), Renato Montalbano (Constantin Huygens), Vernon Dobtcheff (astronomo Ciprus), Bruno Corazzari (un ufficiale olandese), Camillo Autore, Bruno Cattaneo, Beppe Colombo, Giancarlo Sisti, Maurizio Manetti, Jack Giliin, Bruno Rosa, Cesare Di Vito. Raffaele Tecce, Cristiano Camponelli, Antonio Guerra, Stavros ,Tornes, Carlo Monni, Marcello Carlini, Matilde Antonelli, Penny Ashton, Angelo Bassi, Gianni Loffredo, Franco Calogero. Dante Biagioni, Mario Danieli, Marcello Di Falco, Sergio Doria, Miguel, Maria Grazia Piani, Soko, Duccio Dugoni, Nicolas Ladenius, Enzo Spitaleri, Anthony Berner, Dan Tesdahl, Fred Ward. Rossellini sul film: Cartesio dice: - I selvaggi dicono che le scimmie sarebbero capaci di avere un linguaggio, se lo volessero, ma se ne astengono per paura di essere messe a lavorare. - Ci sono persone che pensano di sapere perfettamente una cosa appena di essa vedono una luce minima. - Ci sono 4 tipi di spirito 1) quelli che son capaci di scoprire la verit; 2) quelli che la riconoscono quando si presenta loro; 3) quelli che sono solo capaci di seguire gli altri per deferenza verso lautorit; 4) quelli che agiscono per imitare (senza pensare) L'et del ferro 1964 Regia: Renzo Rossellini jr. Soggetto, sceneggiatura e supervisione: Roberto Rossellini. Fotografia: Carlo Carlini. Scenografia: Gepy Mariani. Costumi: Marcella De Marchis. Musica: Camille Rizzo. Montaggio: Daniele Alabiso. Produzione: 22 Dicembre, Istituto Luce Origine: Italia. Durata: 266 minuti. La lotta dell'uomo per la sua sopravvivenza 1967-1971 Regia: Renzo Rossellini jr. Soggetto, sceneggiatura e supervisione: Roberto Rossellini Fotografia: Mario Fioretti. Scenografia: Gepy Mariani, Virgil Moise. Costumi: Marcella De Marchis. Musica: Mario Nascimbene. Montaggio: Daniele Alabiso. Produzione: Roberto Rossellini per Orizzonte 2000l, RAI (Roma), Logos Film, Romania Film, Copro Film Origine: Italia-Francia. Durata: 647 minuti. Rossellini sul film: Sono angolazioni diverse da cui si pu guardare la storia. La lotta dell'uomo per la sua sopravvivenza parla delle idee, che sono sempre legate alla tecnica. Una grande conquista umana, la prima grande rivoluzione che l'uomo ha fatto, la rivoluzione agricola, perch a partire da allora l'uomo non pi alla merc della natura ma comincia a servirsene e a farsi ogni volta pi forte. Non ha pi paura della natura e, a poco a poco, parte decisamente alla sua conquista. L'et del ferro tratta invece lo sviluppo della tecnica. La tecnica del ferro fece fare un passo avanti all'uomo, cambi il suo modo di vedere le cose. Cominci con gli Etruschi. La civilt etrusca si svilupp nella zona che va dal nord del Tevere fino alla Toscana e attraversava l'Italia trasversalmente fino a Venezia. In quell'epoca, l'era dei metalli, circa nel 1200 a.C., i grandi centri metalliferi erano l'Etruria e la Spagna. Questa Etruria metallifera era, all'interno dell'Italia, un possibile centro di sviluppo. I greci, che si erano installati nell'Italia meridionale, salivano verso l'Italia centrale a cercare ferro, perch di esso gi non si poteva fare a meno. Si cominciarono perci a costruire strade, che si incrociavano preferibilmente a Roma, dato che era situata in un punto da cui si poteva guadare il Tevere. Ad un dato momento, tutti coloro che l si incontravano, avventurieri, prostitute, cominciarono a riscuotere un pedaggio. E una visione della storia un po' diversa, molto pi concreta. ... Alla base c' una ricostruzione ambientale fedelissima, parto sempre dalla vita quotidiana. Per esempio, in Grecia cominciavano a circolare le monete ma le tuniche non avevano tasche. Allora se le mettevano in bocca e, quando dovevano parlare, sputavano le monete nella mano, parlava no e, quando avevano finito, se le rimettevano in bocca. Tutto ci molto concreto, ma anche carico di significato. In questo modo si fa spettacolo e si raccontano cose inedite e al tempo stesso si danno informazioni valide. ... E importantissimo fare spettacolo, perch la gente bisogna anzitutto divertirla. Questi film non debbono essere diretti solo agli intellettuali ma a tutti, perch altrimenti sarebbe stupido farli. Occorre perci che siano molto spettacolari e per far ci occorre molto denaro, cosa impossibile in TV. Poich si tratta di programmi culturali, sono valutati al prezzo pi basso delle tariffe televisive. E se uno vuole lottare per cambiare le cose, finisce che non gli fanno fare pi nulla, e l'importante invece proprio fare. Cos si prendono certi spezzoni da altri film e si montano di nuovo in un contesto differente. In questo modo si ottiene la spettacolarit a un prezzo abbastanza ridotto. ... La serie che sto preparando sulla Rivoluzione Industriale un poco come La lotta dell'uomo per la sua sopravvivenza. Anch'essa durer dodici ore, perch una serie molto ampia, molto estesa. Si tratta proprio dell'inizio di un cambiamento totale del mondo, la nascita del mondo moderno. Comincia con brevi scene del Medio Evo, perch bisogna partire sempre da un punto molto preciso. Nel Medio Evo si svilupp un tipo di civilt completamente verticalizzata, con valori molto ben definiti e una forma di pensiero chiaramente stabilita.Bisogna spiegare qual era la vita quotidiana degli artigiani, delle arti e delle corporazioni. Da queste brevissime scene si passa alla scoperta della tecnica, che fu l'origine della Rivoluzione Industriale e che, pertanto, legata a una serie di fenomeni come la colonizzazione, la nuova organizzazione sociale e tutte le idee politiche nuove. ... Dalla serie sulla Rivoluzione Industriale nascono un certo numero di punti chiave, per esempio il periodo dell'Enciclopedia francese. E poi i comportamenti nel mondo moderno: ci sono cose straordinarie, come i movimenti giovanili che nascono da una intuizione molto forte ma poi si disgregano subito per tutti gli ostacoli che incontrano. Un altro aspetto quello dell'uomo che deve decidersi ad assumere maggiori responsabilit, che deve farsi ogni volta pi uomo. Pi in l vorrei realizzare una storia delle colonizzazioni, che un fatto molto importante e nasce direttamente dalla Rivoluzione Industriale. Mi piacerebbe anche fare, per i paesi occidentali, una storia del Giappone, che potrebbe essere molto interessante poich un paese estremamente sviluppato, una delle quattro grandi potenze del mondo odierno da un punto di vista tecnico-scientifico, che per situato in una zona molto meno avanzata. Mi sembra molto importante studiare da vicino questo fenomeno. Questi progetti coprono tre o quattro anni di lavoro. La presa del potere da parte di Luigi XIV 1966 Soggetto: Philippe Erlanger. Sceneggiatura: Jean Gruault, Jean-Dominique de la Rochefoucauld. Fotografia: Georges Leclerc. Scenografia: Maurice Valay. Costumi: Christiane Coste. Musica: Betty Willemets. Produzione: O.R.T.F. (Parigi) Origine: Francia. Durata: 100 minuti. INTERPRETI: Jean-Marie Patte, Raymond Jourdan, Silvagni, Katharine Renn, Dominique Vincent, Pierre Barrat, Fernand Fabre, Francoise Ponty, Joelle Langelois, Jacqueline Corot, Maurice Barrier, Francoise Mirante, Andre Dumas, Pierre Spadoni, Roger Guillo, Louis Raymond. Rossellini sul film: Bisogna sempre tentare di fare, come dicono i francesi, la levure, far "lievitare" le cose che ci sono in un soggetto. Non detto che si possano far lievitare solo dei rapporti passionali o sessuali. Il mio film ne un esempio. Ha un rigore storico assoluto: un saggio sulla tecnica del colpo di Stato. Si pu far "lievitare" l'emozione su un soggetto del genere perch si tratta di un'impresa umana. ... Se si ha un'idea preconcetta, si fa la dimostrazione di una tesi, che la violazione della verit e anche la violazione dell'insegnamento. ... Il mio un cinema dell'attenzione, della constatazione. Quando guardiamo un essere umano, che abbiamo? La sua intelligenza, il suo desiderio di agire e poi le sue immense debolezze, la sua povert. In fin dei conti, proprio per questo le cose diventano grandiose. Fui molto colpito da ragazzo quando appresi che Napoleone all'assedio di Tolone tremava come una foglia. Un ufficiale che era presso di lui gli disse: "Ma tu tremi di paura!". E Napoleone gli rispose: "Se tu avessi la paura che provo io, te la saresti data a gambe". E questa doppia misura che mi commuove nell'uomo. Questa gamma estremamente estesa. E piccolo, perduto, idiota, ingenuo. E fa delle grandi cose. ... Mi sono avvicinato a Luigi XIV come un tempo si era avvicinato a San Francesco. la debolezza umana che commovente, non la sua forza. Nella vita moderna l'uomo ha perduto ogni sentimento eroico della vita. Bisogna restituirglielo, perch l'uomo un eroe. Ogni uomo un eroe. La lotta quotidiana una lotta eroica. Per poterla ritrarre, occorre partire dal basso. Socrate 1970 Soggetto: ispirato ai Dialoghi di Platone. Sceneggiatura: Roberto Rossellini, Marcella Mariani, Jean-Dominique de la Rochefoucault. Fotografia: Jorge Herrero Martin. Scenografia: Giusto Puri Purini, Bernardo Ballester. Costumi: Marcella De Marchis. Musica: Mario Nascimbene. Montaggio: Alfredo Muschietti.Produzione: Roberto Rossellini per Orizzonte 2000l, RAI (Roma), O.R.T.F. (Parigi), TVE Origine: Italia-Francia-Spagna. Durata: 120 minuti. INTERPRETI: Jean Sylvre, Anne Caprile, Ricardo Palacios, Bepy Mannajuolo, Manuel Angel Egea, Julio Morales, Jesus Fernandes, Eduardo Puceiro, Jos Renovales, Antonio Medina, Emilio Hernandez, Ponzalo Tejel Rossellini sul film: Il fllm comincia con la guerra del Peloponneso e l'instaurazione del governo dei Trenta Tiranni, vede il ripristino della democrazia di Atene, racconta il processo e la morte di Socrate, un uomo che cerca di capire, che cerca di sviluppare in se stesso come negli altri la coscienza di s e del mondo. All'inizio del film, Socrate ruzzola nella polvere, preso a calci dalla gente nell'agor di Atene. Lo si vede dunque subito immesso nell'ambiente in cui visse. Una collettivit che disprezzava i suoi discepoli, giudicandoli ricchi intellettuali rammolliti: perch non erano atletici e non si dedicavano alla ginnastica o alle armi. Una collettivit che disprezzava lui, considerandolo un mezzo matto, un acchiappanuvole, uno scocciatore verboso e scomodo: capita spesso, a coloro che non la pensano come gli altri. Certo, Socrate era un eccentrico. La sua eccentricit era la ricerca del nuovo. La sua eccentricit consisteva nella ricerca della verit e della sapienza, nel desiderio che gli uomini imparassero ad adoperare la propria intelligenza e a sviluppare le proprie facolt critiche per poter fare coscientemente le proprie scelte. La sua eccentricit stava nel rifiutare il titolo di maestro, nel non pretendere di imporre a nessuno insegnamenti autoritari: ma nel credere invece alla dialettica del dialogo e alla forza della sapienza, cio della cultura. Nel suo mondo, Socrate era un rivoluzionario. Mi attraeva l'idea di poter descrivere la vita quotidiana ad Atene: le giornate si svolgevano nell'agor, nei ginnasi, nei mercati, in tutti i luoghi pi frequenta-ti della citt, ed erano fitte di incontri con ogni specie di persone. Mi attraeva l'idea di raccontare come in quella antica civilt venisse amministrata la giustizia: a giudicare furono ben cinquecentouno cittadini estratti a sorte tra la popolazione, e il processo fu soprattutto un processo politico, ricco di tensione e di colpi di scena. Gli elementi spettacolari, dunque, non mancavano. ... Si pensi alla sua maniera di esercitare l'eloquenza. Qual era allora (e, credo, anche oggi) l'essenza dell'eloquenza? Era la capacit di convincere una persona della verit di una cosa, e subito dopo della uguale verit dell'esatto contrario. Era l'arte del persuadere. L'arte di imporre le proprie opinioni. L'arte di far trionfare le proprie idee: non perch fossero giuste o sinceramente sostenute, ma solo perch erano esposte in maniera convincente e suggestiva. Socrate, al contrario, usava l'eloquenza soltanto per arrivare alla verit, per stimolare le facolt critiche, per aiutare ali altri ad usare ed esercitare la propria mente. Per lui, l'eloquenza era l'arte di risvegliare nell'uomo la coscienza. Pensi a quanto poco autoritaria era la sua maniera di insegnare. Gli altri filosofi e pensatori si dichiaravano maestri e sapienti. Lui si dichiarava ignorante, e non pretendeva di insegnare nulla a nessuno. Gli altri trasmettevano una sapienza perentoria, verit apodittiche gi stabilite, insegnamenti che gli allievi dovevano semplicemente accogliere, assorbire e fare propri. Socrate, nel corso di libere conversazioni, esortava i suoi discepoli a rimettere sempre in discussione le opinioni comunemente accolte, a sottoporre ogni idea ricevuta ad una indagine rigorosa. Durante dialoghi stringenti, li spingeva a cercare in se stessi la verit, ad elaborare da soli le risposte ai propri interrogativi. Insomma, ai suoi giovani allievi Socrate insegnava a pensare. E, per di pi, a pensare in maniera indipendente. E' un traguardo che la scuola contemporanea non ha ancora raggiunto: se lei calcola che solo adesso (e quanto stentatamente, quanto imperfettamente, con quali resistenze) si arrivati a suggerire che gli esami scolastici dovrebbero assumere " la forma di un colloquio "... Agostino d'Ippona 1972 Soggetto e sceneggiatura: Roberto Rossellini, Marcella Mariani, Luciano Scaffa, Jean-Dominique de la Rochefoucault. Fotografia: Mario Fioretti. Scenografia: Franco Velchi. Costumi: Marcella De Marchis. Musica: Mario Nascimbene. Produzione: Roberto Rossellini per Orizzonte 2000l, RAI (Roma) Origine: Italia. Durata: 117 minuti. INTERPRETI: Dary Berkany, Virgilio Gazzolo, Cesare Barbetti, Bruno Cattaneo, Leonardo Fioravanti, Bepy Mannajuolo, Dannunzi Papini, Livio Galassi, Fabio Garriba, Valentino Macchi, Giuseppe Alotta, Pietro Fumelli, Giovanni Sabbatini, Ciro Ippolito. Rossellini sul film: Ho la sensazione che noi attualmente ci troviamo alla fine di una civilt. Proprio come Sant'Agostino. Anche Agostino di Ippona si trovava alla fine di una civilt, alla morte della civilt romana, della quale tuttavia seppe conservare i valori pi autentici e genuini. Sant'Agostino non ha rifiutato i valori che gli offriva il passato, ma li ha recuperati in una rinnovata visione della storia e del pensiero. Ecco: l'idea di una civilt che muore come la nostra, ripeto e che pur tuttavia conserva e proietta nel futuro qualcosa di suo, mi affascina profondamente. Per questo ho realizzato " Agostino di Ippona ". ... Gli Atti degli Apostoli, Socrate, Blaise Pascal e ora Agostino di Ippona. La linea ideale la stessa che ha determinato in me le scelte precedenti: guardare al passato e cercare di sapere, cercare di capire. Dopo San Paolo, dopo Socrate, dopo Pascal, Sant'Agostino un altro punto fermo della storia. Egli visse e oper in un periodo di crisi, di civilt in disfacimento, un periodo che ricco di spunti riconducibili a situazioni attuali. Ecco dunque la linea ideale: aver fiducia nell'intelligenza dell'uomo, nella sua saggezza e coerenza, perch l'uomo abbia a sua volta fiducia in se stesso.... Questo il punto fondamentale, il punto di partenza per comprendere Sant'Agostino. Oggi noi viviamo in un mondo di specialisti, che, come diceva Cusano, il mondo della dottissima ignoranza. Ne deriva una societ convulsa, una societ corporativa, fatta di macchine, di gente che non riesce a comprendersi. Ora, se non si fa un vero grande sforzo per far s che gli uomini si capiscano e quindi si conoscano come si pu pensare a una vera fraternit? Oggi si parla tanto di ecumenismo. Ma qual' la base dell'ecumenismo? E' la totale comprensione e perci anche la sopportazione. Ebbene a questo punto non c' che una possibilit: bisogna partire dalla conoscenza. E Sant'Agostino ci ha insegnato proprio questo quando nelle " Confessioni " afferma: " Sono conoscente e valente, e so di essere e di valere, e voglio essere e sapere ". Ecco che la conoscenza della verit diventa quindi illuminazione. ... Il film si sviluppa in un arco di tempo di venticinque anni, in pratica il periodo pi intenso e pi alto di Sant'Agostino, quando gli effetti del suo pensareagire s'imprimevano con forza nel corso storico. Pensareagire in quanto Agostino part dalla pura speculazione per delineare un ordine di vita necessario in un periodo di caos. Egli si trov a dover testimoniare due epoche, l'una morente e l'altra nascente, il mondo romano con i suoi miti e il suo paganesimo da una parte e quello cristiano risorto dopo le catacombe dall'altra. Ho puntato proprio su questa transizione, su questa fase magmatica dove ho cercato d cogliere il clima, il terribile clima di disfacimento che dovette accompagnare la morte della civilt romana. Quindi due Rome, quella pagana e quella cristiana, e magari una terza, quella dedita ai culti mitriaci, di Iside e orientaleggianti in genere: e Sant'Agostino l, in mezzo, a dirigere il traffico. ... Agostino ag in maniera determinante sul costume dell'epoca, riuscendovi non soltanto per aver sviluppato un'intuizione dapprima filosofica e poi religiosa, partendo dai neoplatonici e Plotino per arrivare a Dio, ma soprattutto per aver rivalutato l'individuo. In un momento di totale incertezza, con l'impero scricchiolante, i barbari l per passare i confini e all'interno del paese discordie, intrighi di palazzo, congiure, l'essere umano non aveva molto, peso. Agostino riattinse alle fonti, al Mistero fattosi realt vivente, all'impulso di Cristo che fu principalmente affermazione di dignit: l'individuo si riscatta dalla sua condizione di massa. Agostino insegn allora agli uomini a comportarsi come tali, pensando e agendo senza paura, affinch ogni atto fosse preparazione per quelli che sarebbero venuti dopo. ... La sterminata opera di Sant'Agostino, da Le Confessioni a De Civitate Dei , al Libero arbitrio, ai Sermoni costituisce tutto un sistema di pensiero senza il quale la tomistica non sarebbe stata possibile. Ad Agostino il Medio Evo guarda come a un dato di fatto e l'influenza del vescovo di Ippona perdura nei secoli, tant' che lo ritroviamo ai giorni nostri in un Maritain e in un Merton. Gli sono debitori Pascal come Kierkegaard e tanti, tanti altri, non fosse altro che per aver attinto da lui un angoscioso ma stimolante " perch "?Il Messia 1975 Soggetto e sceneggiatura: Roberto Rossellini, Silvia DAmico Bendic. Fotografia: Mario Montuori. Scenografia: Giorgio Bertolini. Costumi: Marcella De Marchis. Musica: Mario Nascimbene. Montaggio: Jolanda Benvenuti Produzione: Roberto Rossellini per Orizzonte 2000l, Procinex Origine: Italia. Durata: 145 minuti. INTERPRETI: Pier Maria Rossi, Mita Ungaro, Carlos De Carvalho, Yatsugi Khelil, Jean Martin, Fausto Di Bella, Vernon Dobtcheff, Antonella Fasano, Toni Ucci, Vittorio Caprioli, Flora Clarabella, Renato Scarpa, Anita Bartolucci, Tina Aumont Rossellini sul film: Tutte le parabole, che pure hanno un senso totalmente astratto non sono per niente astratte, si riferiscono ai piccoli fatti della vita quotidiana, quelli che abbiamo perso, che non conosciamo pi. Solo cos le cose diventano evidenti... Il mio procedimento non di dire: vi racconto come vedo Ges, che interpretazione se ne pu dare... Se ne possono dare... tremila di interpretazioni! Invece per un procedimento didattico serve saper come sono state le cose alle origini. ... Ogni minuscola cosa che fa un'espressione di un coraggio inaudito nel contesto di quella societ, come lo sarebbe nel contesto di qualunque altra societ. Quando lui si mette a cena con i pubblicani ha avuto un grandissimo coraggio, e poi lo spiega: " Dai sani inutile andare; bisogna andare dai malati ". E' l la grandissima rivoluzione che Ges ha fatto. Egli ha preso a proprio carico il male degli altri. E' tutto quello che dobbiamo fare se vogliamo stabilire un vivere sociale, cio un vivere in fraternit, un vivere in amore in modo assoluto. Ma bisogna farlo coi fatti, bisogna che diventi la regola della nostra vita quotidiana, e ci comporta una strepitosa tolleranza, uno strepitoso amore, una disponibilit a tutto quello che ci pu essere di pericoloso... ... All'epoca dei re nascono le profezie e quindi l'attesa del Messia. Ora, questo Messia era atteso come un uomo potente, con corazze fiammeggianti, spade e dardi invincibili. Al contrario, viene fuori proprio dalla polvere della Palestina, ed l'uomo pi umile di tutti. La sua forza l'amore per gli umili; quello che conta per lui partire dall'uomo proprio nel suo seme pi semplice. ... Non con i miracoli, oggi, che fai sentire all'uomo l'essenza del Cristianesimo, che gli dici chi era il Cristo. I miracoli, in un film, non persuadono, in un film su Ges, invece, persuadono tutte le parole che Ges diceva. ... Nel mio film, cos, io ho tentato di fare soprattutto questo: di mettere le parole di Ges in primo piano. Facendo, attorno, il vuoto di tutto il resto. O, al massimo, lasciandolo di sfondo. Atti degli apostoli 1968 Collaborazione alla regia: Renzo Rosselini jr. Soggetto: dagli Atti degli apostoli. Sceneggiatura: Roberto Rossellini, Vittorio Bonicelli, Luciano Scaffa, Jean-Dominique de la Rochefoucault. Fotografia: Mario Fioretti. Scenografia: Gepy Mariani, Carmelo Patrono. Costumi: Marcella De Marchis. Musica: Mario Nascimbene. Produzione: Orizzonte 2000l, RAI (Roma), ORTF (Parigi), TVE Origine: Italia Francia Spagna . Durata: 341 minuti. INTERPRETI: Edoardo Torricella, Jacques Dumur, Mohamed Ktari, Renzo Rossi, Beppi Mannajuolo, Malo Brasso, Daniele Dublino, Olimpia Carlisi, Maria Quasimodo, Paul Muller, Sergio Serafini. Rossellini sul film: Mi prefiggo un'opera formativa, didascalica. Rimango perci fedelissimo ai testi. Se cerco di aggiungere qualcosa, ci accade nel contorno, nella descrizione cio delle tre civilt (giudaica, greca, romana) in seno alle quali si sono svolti questi capitoli di storia. E' talmente differente il mio metodo che per forza di cose il prodotto risulta differente. Se non si sa bene e non si spiega bene che cos'era a quel tempo Gerusalemme, che cos'erano Atene e Roma, si finisce per mettere in luce solo l'aspetto esaltante delle vicende. Quel che abbiamo visto al cinema quando si sono costruiti lungometraggi basati sugli stereotipi, non era certo la realt. Al contrario, il mio lavoro tutto proteso verso il concreto. Intendo descrivere la realt obiettivamente ... Quando Paolo succede a Pietro come leader, diremmo oggi, dei primi cristiani, lazione rivoluzionaria si allarga fra tutti i pagani e penetra nel cuore della massima potenza dellepoca, limpero romano, retto con folle protervia da Nerone. Lirresistibile ventata di contestazione e rinnovamento non soltanto di natura religiosa, ma sociale e filosofica, perci anche politica. Paolo e i suoi compagi vivono con il lavoro manuale, che i pagani del mondo greco-romano consideravano come degradante, degno degli schiavi, ed proprio Paolo che introduce ad Atene e Roma la concezione ebraica e cristiana, del lavoro come dovere verso Dio e gli uomini. In quel momento, mi sembra, furono gettate le basi del mondo moderno. Ecco perch, indipendentemente dai dogmi religiosi, considero lavvento del cristianesimo come un cardine della storia. Credo che gli Atti di Luca abbiano una profonda attualit perch stiamo vivendo una grave crisi morale e sociale, che investe tutti i settori, spingendo soprattutto i giovani alla protesta. ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
GLI INSEGNAMENTI DI UN UMANISTA ciclo di seminari di studio interdisciplinare sui temi della mostra ingresso gratuito dal primo marzo ogni gioved presso la sala multimediale orario: 16 - 19,30 Le lezioni metodologiche di Rossellini e degli umanisti suoi interlocutori presentate e discusse in incontri seminariali interdisciplinari tenuti dai curatori delliniziativa insieme a esperti e a eminenti personalit dell'ambiente della ricerca scientifica e artistica internazionale.
Nello spirito enciclopedico rosselliniano, attraverso gli incontri, si intende promuovere la lettura e lo studio di testi classici, artistici e scientifici, proponendo un dialogo intorno a temi interdisciplinari di interesse rosselliniano e presentando alcuni esempi tratti dall'opera di Roberto Rossellini e da quelle dei suoi maestri e interlocutori a distanza. Le lezioni-spettacolo sono supportate sia da estratti audiovisivi dallopera di Rossellini sia da programmi e documenti su lopera di Rossellini. Il ciclo di incontri organizzato in collaborazione con le Biblioteche di Roma proprio per far conoscere i numerosi testi, letterari e audiovisivi, che hanno composto la biblioteca ideale su cui si formato e intorno a cui ha lavorato un umanista contemporaneo come Roberto Rossellini. In ognuno degli incontri, in relazione al tema trattato, vengono presentati ai partecipanti, in anteprima, estratti dallinnovativo sistema polienciclopedico per lo studio della tradizione umanistica immaginato da Roberto Rossellini e sviluppato dallIstituto Metacultura in forma ipermediale.
PROGRAMMA 1 Marzo 16 - 19,30 - Rileggere e riscrivere i Classici: come rappresentare e insieme continuare la tradizione di ricerca umanistica.Partecipano Maurizio Caminito, direttore del sistema Biblioteche del Comune di Roma, e Roberto Cardini, presidente del Centro di Studi sul Classicismo di Prato. 8 Marzo 16 - 19,30 - Lingegno polivalente: la multicompetenza dellartista-scienziato umanista.Partecipano larchitetto Roberto Pirzio Biroli e Claudio Bond, aiuto regista di Roberto Rossellini curatore di un programma televisivo dedicato al progetto inedito rosselliniano su La scienza15 Marzo 16 - 19,30 - Scrittura narrativa e scrittura scientifica. Forme e modelli dellorganizzazione enciclopedica del sapere nella tradizione umanistica.Partecipa lantropologo Alberto Mario Cirese. 22 Marzo 16 - 19,30 - La firma dell'autore: il concorso dei collaboratori alla definizione dell'identita autoriale.Partecipano Gianni Borgna, Adriano Apr, Renzo Rossellini, Gil Rossellini, Alessandro Rossellini,e i collaboratori storici di Roberto Rossellini: Carlo Fioretti, Pino Bertucci, Giulio Macchi, Virginio Gazzolo, Silvia D'Amico, Giulio Mauro, Carlo Lizzani, Claudio Bond, Giovanni Bonicelli. IL PRIMO INCONTRO SEMINARIALE Il primo incontro, " Rileggere e riscrivere i classici", dedicato ai testi degli umanisti - o neoumanisti - che, attraverso riletture e riscritture, promuovono la fruizione di testi classici in quanto propongono sviluppi e varianti o nuove stimolanti interpretazioni.Particolare attenzione rivolta alle biblioteche ideali di quegli umanisti o neoumanisti le cui opere costituiscono insieme una rappresentazione e uno sviluppo degli insegnamenti dei loro maestri classici. In questo viaggio tra testi del passato e del presente Roberto Rossellini chiamato a svolgere un ruolo di guida, in quanto, con la sua opera: - riscrive le antiche raccolte di fiabe, - crea un dialogo a distanza tra le opere dei grandi autori, - drammatizza in forma narrativa e dialogata teorie scientifiche e filosofiche, - anima audiovisivamente e tridimensionalmente l'iconografia classica. Nondimeno in questi percorsi trovano posto alcuni autori e studiosi maestri, interlocutori o allievi diretti e indiretti di Rossellini che, idealmente, hanno anticipato o ripreso o condiviso le idee che Rossellini esprime sulla tradizione classica e umanistica. Tra di essi: - le commedie e le tragedie di William Shakespeare in rapporto alla mitologia classica, - gli studi architettonici di Leon Battista Alberti in rapporto alle opere greche e romane, - la tetralogia dell'anello di Richard Wagner in rapporto ai miti nordici e alle saghe cavalleresche, - le interpretazioni grafiche di Paul Cezanne intorno alla scultura greca e romana, - i cartoni animati di Walt Disney in rapporto alle raccolte di fiabe tradizionali, - l'opera letteraria di James M. Barrie come punto di incontro fra diverse tradizioni narrative apparentemente inconciliabili: le storie di fate, le storie di fantasmi, le storie di pirati, - la riscrittura esplicita de L'Orlando furioso e la creazione di un ipertesto enciclopedico di correlazioni tra testi classici con le Lezioni americane da parte di Italo Calvino - il romanzo vittoriano riletto da John Fowles attraverso un romanzo vittoriano, - il cinema di Franois Truffaut come dialogo, audiovisivo, tra autori letterari: l'incontro ideale tra le sorelle Brnte e il giovane Proust, - la ricerca artistica di Orson Welles come interpretazione e messa in scena intermediale - per la radio, per il teatro e per il cinema - dei testi dei suoi maestri classici da William Shakespeare a Karen Blixen. ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
LE INVENZIONI DI UN UMANISTA I progetti, i modelli e la documentazione visiva delle soluzioni tecnologiche ideate e sperimentate da Roberto Rossellini, neoumanista capace di costruire e reinventare gli strumenti del proprio lavoro. La simulazione, in scala ridotta, del trucco ottico degli specchi messo a punto da Rossellini per creare sui set gli sfondi storici e artistici delle sue storie umanistiche. I materiali esplicativi e la ricostruzione in scala sono fruibili in una sala dedicata al piano terra del museo.
LA RICOSTRUZIONE DI UN ESEMPIO DI TRUCCO CON GLI SPECCHI Su un monitor viene riprodotto l'effetto del trucco degli specchi utilizzato da Roberto Rossellini per simulare, in "L'et di Cosimo de' Medici", la presenza della Firenze rinascimentale come sfondo alle azioni degli attori sulla scena. Per ripetere il risultato rosselliniano stata adoperata la stessa fonte iconografica: il dipinto "L'assedio di Firenze" realizzato nel 1558/1562 da Giorgio Vasari, da cui stata scontornata la sagoma della citt. L'immagine ottenuta, riprodotta su una grande pellicola retroilluminata, si riflette su uno specchio ritagliato seguendo il profilo della citt dipinta da Vasari. Grazie all'azione riflettente dello specchio sagomato (incollato su un grande vetro) la telecamera, cos come la cinepresa di Rossellini, in grado di riprendere nella medesima inquadratura: - l'immagine riflessa nella porzione di specchio, - il paesaggio reale neutro su cui Rossellini pu far muovere gli attori, qui rappresentato da una gigantografia sul fondo della sala. In questo modo l'effetto di realt del paesaggio fotografico si amalgama con l'illusione narrativa del paesaggio pittorico. La sovrapposizione delle due immagini fa in modo che, tra le montagne riprese, sia visibile la Firenze dellet medicea. Cos Roberto Rossellini pu creare per i suoi personaggi dell'epoca di Cosimo de'Medici uno sfondo che sia, al contempo, storico e artistico. ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
LO STUDIO DI UN UMANISTA anatomia dello spazio polifunzionale di un umanista La ricostruzione dell ambiente ideale di ricerca e progettazione di un umanista classico e di un neoumanista che vuol esserne lerede: gli strumenti e i materiali di studio. I documenti di lavoro di Roberto Rossellini, dalle fonti ai progetti, dai libri annotati alle rubriche enciclopediche. Gli studi di Rossellini accostati a quelli dei grandi umanisti sui medesimi temi. Una videogalleria dei profili dei protagonisti dellumanesimo elaborati e messi in scena da Roberto Rossellini. Lo studio, la biblioteca e la videogalleria sono allestiti in una sala dedicata al piano terra del museo.
Questo ambiente vuole rappresentare il luogo di lavoro ideale degli umanisti del passato e del presente. Qui possibile immaginare che personaggi come Leon Battista Alberti, Cusano, Cartesio, Pascal, Galileo, Rabelais e lo stesso Rossellini possano ritrovarsi per discorrere di arte e di scienza. Un luogo di incontro virtuale, fuori del tempo e dello spazio, che possa accogliere tanto gli umanisti del XV secolo - quelli del tempo di Cosimo de Medici - quanto i neoumanisti dei secoli successivi che, sotto altri denominazioni, hanno continuato a sviluppare le medesime idee, di un sapere armonico e globale, di una interazione tra le arti e le scienze, di un metodo di ricerca interdisciplinare, della diffusione della conoscenza come mezzo per raggiungere la felicit del singolo e il miglioramento della societ. Qui i protagonisti dellUmanesimo sembrano ritornare per incontrarsi e confrontarsi. Essi si trasformano da oggetti di discorso dei film di Rossellini a suoi interlocutori, giunti in questa stanza per riunirsi in un simposio ideale. Nelle teche sono esposti i libri della biblioteca di Rossellini che, come tutti gli umanisti che ha amato e di cui ha raccontato le storie, si appassionava di tutti gli argomenti e di tutti voleva inseguire le relazioni. Pur essendo un regista, la sua libreria non non composta di libri di cinema ma, soprattutto, di libri di storiografia, filosofia, sociologia, arte ma anche biologia, matematica, astronomia, epistemologia e didattica. Allo stesso modo nella stanza sono idealmente presenti sia strumenti per la ricerca scientifica (alambicchi, strumenti di misurazione astronomica) che strumenti per la realizzazione di opere artistiche; strumenti utilizzati dagli umanisti con la medesima competenza, dal momento che, per essi, la scienza considerata necessaria per la realizzazione dellarte, e larte ritenuta necessaria per la sintesi e la diffusione della conoscenza. LA BIBLIOTECA DI UN UMANISTA Un estratto di una delle tante biblioteche umanistiche che Rossellini ricreava in ogni luogo dove si spostava per intraprendere nuove ricerche e nuovi progetti. Come si pu notare non ne fanno parte libri di cinema, mentre sono chiari quali siano i suoi interessi, da autore-studioso. Intorno ad essi egli raccoglie volumi del presente e del passato, testi di autori e testi su autori: - i classici della letteratura di ogni luogo e tempo - gli studi storiografici - gli studi etno-antropologici con particolare attenzione alle vite quotidiane - gli studi sulla metodologia della ricerca scientifica - gli studi sulla didattica - gli studi di fisica e biologia sul rapporto tra la natura fisico-biologica e quella psico-sociologica, tra il funzionamento di micro- e di macro- sistemi - gli studi sullorganizzazione enciclopedica del sapere; tra i testi enciclopedici si pu notare lEncyclopdie La Plyade, annotata da Rossellini come un testo di frequente consultazione. IL BLOCCO DI APPUNTI, DIGITALE, DI ROBERTO ROSSELLINI Una raccolta elettronica delle Rubriche enciclopediche che Roberto Rossellini aveva l'abitudine di costruire adattando delle semplici rubriche telefoniche. In queste pagine Rossellini appunta sia i pensieri direttamente espressi dai suoi maestri che quelli nati dalla lettura delle loro opere. La variet delle voci catalogate da Rossellini testimonia la natura interdisciplinare dei suoi interessi e mostra i numerosi legami che intercorrono tra le sue riflessioni e quelle dei grandi umanisti. Cos sotto ogni lettera delle sue rubriche Rossellini appunta idee e riferimenti a proposito di argomenti o personaggi chiave delle sue ricerche, dalla voce amore a quella Agostino di Ippona. Tra le numerose voci delle rubriche compilate da Rossellini nel corso degli anni sono frequenti i collegamenti e i richiami - sia interni che esterni - e successivi approfondimenti. L'impostazione implicitamente reticolare stata rispettata in questa versione elettronica, riunendo i diversi appunti riguardanti la medesima voce enciclopedica ed evidenziando i rimandi ad altre voci. Le rubriche enciclopediche costituiscono in questo senso, una sintesi ordinata degli studi rosselliniani che precedono e preparano ogni lavoro dell'autore: un passaggio intermedio tra le note ai testi di altri autori (la sua biblioteca annotata) e l'elaborazione di nuovi progetti artistici e scientifici che si ispirano ad essi pur essendo riconoscibili come rosselliniani. LA VIDEOGALLERIA DI PROTAGONISTI DELLA TRADIZIONE UMANISTICA FREQUENTATORI IDEALI DELLO STUDIO E DELLA BIBLIOTECA Il video, della durata di circa 3 ore, stato preparato apposta per liniziativa e raccoglie i ritratti dei grandi umanisti che Roberto Rossellini ha realizzato allinterno dei suoi film. Una galleria di artisti e scienziati, studiosi e narratori, che si presentano al pubblico attraverso gesti significativi e dialoghi esemplari: Socrate, Agostino, San Benedetto, Brunelleschi, Alberti, Rossellino, Gutenberg, Tartaglia, Paracelso, Rabelais, Harvey, Cartesio, Pascal, Lavoisier, Jean Nollet, Franklin, Stevenson, Watt, Galvani, Volta, Cook, Pasteur, Marconi. Ognuno di questi personaggi pu essere considerato sotto un diverso aspetto l'alterego di Rossellini nel manifestare idee condivise e sviluppate dallo stesso Rossellini. Una serie di ritratti ma anche un filo rosso che attraversa il tempo e lo spazio e crea le premesse per le ricerche e i progetti dellautore che ha voluto dedicare il suo lavoro a tenere viva la tradizione umanistica. ROBERTO ROSSELLINI ARTE E SCIENZA DEL'UMANESIMO L'eredit della tradizione umanistica nelle ricerche e nell'opera di Roberto Rossellini al Museo di Roma in Trastevere 10 febbraio - 1 Aprile
LA FONDAZIONE ROBERTO ROSSELLINI PER LO SVILUPPO DEL PENSIERO ENCICLOPEDICO
La Fondazione Roberto Rossellini per lo sviluppo del pensiero enciclopedico nasce a Roma nel giugno del 2005 dalla collaborazione tra lIstituto MetaCultura (associazione di ricercatori che opera da trenta anni nella valorizzazione di archivi di autori cinematografici e non), i familiari e i collaboratori di Roberto Rossellini e alcuni tra i pi stimati studiosi dellautore. La sua costituzione ufficializza il lavoro ventennale svolto dai diversi soggetti allo scopo di implementare e valorizzare il pi vasto archivio di documenti digitali sull'opera di Roberto Rossellini. Tra gli scopi della Fondazione vi quello di promuovere una rilettura della ricerca e dellopera di Rossellini slegata da stereotipi e da interpretazioni riduttive specialistiche o ideologiche. Da questa rilettura emerge una figura complessa di autore multi-mediale e di studioso inter-disciplinare, capace, nel secolo del cinema e dei nuovi media, di rappresentare e al contempo di continuare la tradizione umanistica-enciclopedica delle integrazioni tra i diversi campi artistici e tra le arti e scienze; un autore-studioso enciclopedista in grado di ereditare gli insegnamenti metodologici dei grandi umanisti e di promuoverne la conoscenza con la sua stessa opera. In continuit con gli obiettivi di Roberto Rossellini la Fondazione si a sua volta posta lobiettivo di rappresentare e di continuare il progetto polienciclopedico rosselliniano, un progetto avviato e solo in parte realizzato dallo stesso Rossellini attraverso la sua opera non solo audiovisiva ma anche letteraria, non solo narrativa ma anche saggistica, non solo artistica ma anche scientifica e didattica. Si tratta infatti di una polienciclopedia inter- e multi- mediale che raccoglie e correla tra loro: i grandi progetti dei maestri della tradizione umanistica-enciclopedica, i progetti realizzati o solo ipotizzati dallo stesso Rossellini per implementare il suo sistema enciclopedico, le nuove implementazioni - da parte di altri autori - che la poli-enciclopedia, per la sua struttura aperta, stimola a realizzare, anche adottando mezzi tecnologicamente pi adeguati (gli ipertesti), e facendo tesoro delle sperimentazioni rosselliniane. Cos il progetto di un͂enciclopedia multipla (della storia della civilt occidentale, degli incontri-scontri tra universi culturali, dei sentimenti universali che governano le storie di ogni luogo e tempo, dei principi di narrazione e messa in scena), ideato e avviato da Roberto Rossellini sia con il proprio diretto contributo sia con quello indiretto dei suoi numerosi collaboratori e interlocutori, pu essere finalmente ricostruito nella sua complessit, studiato e rappresentato nella sua struttura reticolare, per definizione non finita, e quindi pu avere, da parte di altri autori-studiosi in grado di raccogliere a loro volta leredit di Roberto Rossellini, quella continuit, quelle implementazioni da lui stesso auspicate. In questo senso lidea di una Fondazione per lo sviluppo del pensiero enciclopedico intitolata a Roberto Rossellini non frutto soltanto della volont di raccogliere e tutelare un patrimonio di ricerche che rappresenta una radice profonda del cinema italiano e internazionale; soprattutto frutto della volont di far scoprire lo spirito innovativo di Rossellini, ridandogli la parola, alla giovane et di 100 anni, non solo come grande cineasta da studiare nei testi di storia del cinema, ma anche come grande intellettuale neoumanista, artista, scienziato e insegnante, tessitore di correlazioni tra campi del sapere, capace di mostrare lui stesso, con il suo esempio, come continuare la sua opera a distanza di tempo e come continuare, attraverso di essa, lopera degli umanisti classici che ne hanno ispirato il disegno e hanno trasmesso gli strumenti adatti a realizzarlo. La Fondazione presieduta da Renzo Rossellini e Adriano Apr, e diretta da Alessandro Pamini. Il team di ricercatori della Fondazione coincide con il gruppo di studiosi e autori ipermediali dellIstituto MetaCultura che negli anni hanno curato la realizzazione sia dell Archivio digitale multimediale di risorse rosselliniane sia del sistema ipermediale Laboratorio Rossellini . Il patrimonio archivistico della Fondazione integra lArchivio digitale multimediale di risorse rosselliniane, creato dallIstituto Metacultura, con larchivio di risorse documentali analogiche, raccolto da Adriano Apr durante i suoi studi sullautore.L'ISTITUTO METACULTURA Associazione di ricercatori che opera da trenta anni nella valorizzazione di archivi di autori classici; dopo oltre venti anni di attivit insieme ai collaboratori e familiari di Roberto Rossellini ha promosso la costituzione della Fondazione Roberto Rossellini per lo sviluppo del pensiero enciclopedico. LIstituto MetaCultura, mentre si dedica alla costituzione e implementazione di archivi digitali di numerosi autori e studiosi, progetta e sviluppa servizi elearning che da tali archivi estraggono le competenze autoriali e ne fanno oggetto di innovativi sistemi cognitivi per lo studio delle correlazioni interne ed esterne allopera di tali autori in base ai principi di indagine, narrazione e messa in scena identificati nelle opere degli autori stessi. Per quanto riguarda linteresse specifico per Rossellini, lIstituto, oltre a raccogliere un vasto archivio dedicato a questo autore, composto da documenti che ne illustrano il lavoro dallideazione alla promozione della sua stessa opera, si dedica da oltre dieci anni alla creazione di un archivio digitale ancora pi vasto in quanto raccoglie, classifica e collega ogni risorsa documentale rosselliniana apportata dai numerosi archivi personali e istituzionali in tutto il mondo che hanno voluto sostenerlo. LIstituto ha elaborato per la Fondazione il progetto Laboratorio Rossellini che integra diversi tipi di servizi ipermediali di fruizione e di studio tra cui la Tela Ipermediale LEncyclopdie nellera di Mlis e dei Lumire: Roberto Rossellini enciclopedista multimediale; tali servizi permettono di esplorare le correlazioni tra i progetti di Rossellini e quelli dei grandi artisti e scienziati della tradizione umanistica con i quali lautore ha istituito un dialogo indiretto a distanza che continua ad arricchirsi di nuove voci di autori e studiosi contemporanei.Nella stessa Fondazione lIstituto ha portato lesperienza e i modelli di sistemi cognitivi ipermediali per e-learning sviluppati in collaborazione con la Fondazione Teatro La Fenice per creare sussidi didattici di supporto ad attivit educational di studio e formazione. CONTATTI: comunicazione e ufficio stampa: info@robertorossellini.it Claudia Russo tel. +39-335.6790735 laboratorio di ricerca, formazione e sviluppo: Istituto MetaCultura via Lucrino 41 - 00199 Roma tel. +39-06-86214594 email: metacultura@gmail.com risorse di archivio: Fondazione Roberto Rossellini per lo sviluppo del pensiero enciclopedico sede legale: PMC via dei Prati Fiscali 215 - 00141 Roma email: rrfoundation@robertorossellini.it siti: www.centenariorossellini.org www.robertorossellinifoundation.org www.robertorossellini.it www.laboratoriorossellini.org
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