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Sofia Loren  pastasciutta t2001 miniposter 35x50 su cartoncino

       

LOREN, FERILLI, CUCINOTTA..
QUANDO LA BELLEZZA E' (ANCHE) MERITO DELLA PASTA


Col beneplacito di nutrizionisti e dietologi anche nei regimi alimentari di atleti, modelle e appassionati di fitness non manca mai un bel piatto di spaghetti.

 

Fotogenica, miliardaria, subliminale, la pasta è, e al tempo stesso fa, la diva del Duemila. Una diva sensuale… come testimonia la celebre immagine, scattata per il calendario Pirelli 1998, di Eva Herzigova in topless alle prese con una manciata di spaghetti, sogno erotico-gastronomico che ha "condito" le fantasie di milioni di uomini.

Delle qualità afrodisiache della pastasciutta, ormai, sono convinti tutti, non solo gli uomini, come dimostra un campione di italiane e italiani sondato di recente dalla rivista Salute Naturale, il 39% dei quali ha ammesso che prendere per la gola il partner è la prima e più elementare mossa di una strategia della seduzione.

Per questo esercito di gaudenti è la pasta (nella fattispecie cucinata all'amatriciana e consumata tète-à-tète) il piatto che più intriga, e meglio dispone alla successiva schermaglia amorosa, altro che ostriche e champagne. Fatto salvo il condimento, ecco les italiens concordare perfettamente, insomma, con uno dei loro miti attuali: Valeria Marini, che ammette di saper resistere a tutto, ma di non saper dire di no a "un piatto di spaghetti alla carbonara", il suo "segreto di bellezza" quando "sento che ho bisogno di carica e di energie".

Dopo il fascino del partner, insomma, viene la pastasciutta. Anzi a volte le due cose arrivano contemporaneamente: per circa il 90% delle donne, infatti, la scintilla scocca a tavola (secondo una ricerca della rivista Riza psicosomatica), davanti ad un fumante primo piatto, magari piccante. Che è ancora più gustoso ed evocativo se è consumato a lume di candela e, magari, se la pasta è quella del formato pubblicizzato da Sabrina Ferilli – vera icona dei pastasciuttari di casa nostra, che confessa di riuscire a rilassarsi solo quando degusta un bel piatto di pasta - o da Maria Grazia Cucinotta – che dice di sentirsi a casa, anche durante lunghi soggiorni all’estero, quando riesce a mangiare un piatto di spaghetti, magari conditi con un sugo di pomodoro fresco - nuove vestali della bellezza italica. Le due attrici sono però solo le epigone dell’avvenenza di Sophia Loren, che al suo "debutto" internazionale a Los Angeles, con modestia condita da orgoglio partenopeo, disse scendendo dall'aereo: "Tutto quello che vedete, boys, lo devo alla pasta italiana".

Che la bellezza vien mangiando - purché l'appetito venga saziato a linguine, spaghetti, strozzapreti, farfalle e via elencando, è ormai un dato di fatto: mentre sulle passerelle si impongono indossatrici più in carne come Letitia Casta, e persino le ex-filiformi come Kate Moss si convertono alla dieta mediterranea, proliferano ovunque le catene di ristoranti gestiti da attori e modelle che non hanno nessuna remora a mostrarsi impegnati/e ai fornelli o, peggio, alle prese con la difficile "cerimonia" dell’arrotolamento degli spaghetti.

E che la pasta faccia davvero bene al fisico lo testimoniano, ormai da diversi anni, anche i tanti "maniaci" del fitness che dopo aver sfatato l’equazione pasta = grasso hanno eletto fusilli & c. alimento principe del loro regime alimentare.

PASTA DIVA
AL CINEMA DA PROTAGONISTA


La pasta, specchio del costume, corteggiata da scrittori, pittori e artisti di tutti i tempi. Ma è il cinema che le dedica il tributo forse più bello e assiduo.

 

Più che un alimento, un fenomeno. Universale: più che trasversale. Che in Italia si identifica e si intreccia strettamente, poi, con la storia ed il costume del paese. Poteva, allora, la pasta non rivestire un ruolo da protagonista nel più fedele, forse, fra gli specchi del costume di questi tempi: il cinema?

Si badi bene, non ha dovuto attendere il cinema, la pasta, per attirare l'interesse del mondo dell'arte. Le citazioni in letteratura sono sterminate. Le testimonianze di passione un'infinità. Basterebbero, per tutte, quella di Goethe in Viaggio in Italia o quella di uno "sponsor" d'eccezione della pasta, il compositore-gourmet Gioacchino Rossini che scrive, disperato, al suo (pigro) fornitore napoletano firmandosi, a causa di un protratto ritardo della spedizione, con un desolato "Rossini senza maccheroni".

Per quanto riguarda la pittura più recente, ci limitiamo a ricordare che la pasta ha ispirato artisti moderni come Crista, Latella, Scaglione, Penel, Di Raco. Ma è il cinema che le dedica il tributo forse più bello ed assiduo.

"Borsetta nera / colla farina / colli facioli / e la caciotta pecorina", intona sull'ormai invisa aria di Faccetta Nera il ragazzo che torna dalla campagna dove ha fatto "spesa", passeggero avventuroso sul tetto di un treno diretto verso Roma, uno dei ragazzi-verità di Sotto il sole di Roma, anno 1944, regia di Castellani. E come pensate che saranno finiti quella farina, quei "facioli" e la caciotta? Pasta. E una minestra. Nel cui popolano profumo annega un ventennio partito con ambizioni imperiali e concluso tra fame, rabbia e catastrofi.

Sono gli anni della guerra, piaga ancora aperta, e quelli successivi, del difficile dopoguerra. Gli anni del neorealismo. Gli anni in cui la poetica della fame (quella che sulla scena dei teatrini era stata di Pulcinella) tiene banco. E la pasta è l'oggetto del desiderio, il simbolo di un'abbondanza (e spesso di una "centricità" del desco come sede di affetti e calore familiare ritrovato). Ecco allora l'indimenticabile Totò di Miseria e Nobiltà danzare come un baccante sul tavolo, con gli spaghetti in bocca e in tasca, colto dal "donatore" in flagranza di incoercibile appetito. Ecco la pasta e fagioli di Capannelle nei Soliti ignoti dove, per mangiare, ci si ferma anche mentre si sta facendo la rapina del secolo. O ancora con Totò, in Fifa e arena, quando emigrato in Spagna e improvvisato torero ordina "da magner, da comer. Ma roba non pesante, leggera: qualche panino, qualche acciuga, burro, pesce, spaghetti...E ossobuco: oh, ma solo il buco, senza l'osso. Eh no, perché l'osso non lo digerisco".

E' la filosofia della mangiata. Quella per la quale, in Domenica d'agosto le teglie piene di pasta invadono strabordanti la spiaggia di Ostia. O quella per cui in Roma città aperta, cult di Rossellini, il nonno raccomanda al nipote promesso sposo, e alla fidanzata: "Non litigherete mica all'ultimo momento, eh? Perché se dovemo fa 'na magnata...". E' una logica che avrà, anche a fame disperata finita, echi e trascinamenti. Fino all'ultima commedia italiana (non più esattamente all'italiana) e alle Ferie d'agosto di Virzì, con la Ferilli: a proposito, sia la Ferilli che la Cucinotta sono state in tivù testimonial per spot di pasta. Quel che si dice una sana rivalità.

E la saga passa per una lunga teoria di titoli eterogenei: Pastasciutta nel deserto, di Bragaglia, con lo spaghetto consolazione e ultimo cemento nazionale per i soldati italiani prigionieri in Africa. L'onorevole Angelina, con calorose abbuffate proletarie. Poveri ma belli, idem. O il clamoroso (ed è da credere sentito) elenco-menu recitato da Aldo Fabrizi, che di pasta si intendeva davvero (come del resto la sorella, la Sora Lella, a lungo ostessa a Roma) nella Famiglia Passaguai: "Magari ci facciamo un brodo, due fettuccine, un pollo arrosto, un pezzo d'abbacchio, alla cacciatora, un fritto di pesce, frutta dolce e caffè, e poi magari ce famo due spaghetti ajo e ojo".

E si potrebbe andare avanti un pezzo saltabeccano qua e là anche (un decennio o due dopo) oltre i confini della commedia sapida, erotica e gourmand (magari Venga a prendere in caffè da noi, con il gastronomo Tognazzi perfettamente nel ruolo) e perfino a luci rosé, sul tipo di Spaghetti a mezzanotte con il disarmante Lino Banfi.

È ora di voltare pagina. E di approdare a quel "visti da loro" che è il primo segno (di una lunga serie) della scoperta della pasta nel resto del mondo. All'inizio, anche qui prevale il luogo comune: pasta per rimarcare che chi è in campo in quel momento è italiano. Tant'è vero che si chiamano spaghetti western quei film (resi immortali dalla premiata ditta Leone-Morricone) in cui gli spaghetti, una volta tanto, non si vedono proprio mai. E si va avanti così un pezzo. Perfino nella inevitabile ambientazione del pranzo del Padrino. Dall'Italia a Little Italy. O a Londra centro, come in Spaghetti House (con Manfredi), ma sempre da immigrati.

Ma, come canterà Bob Dylan, i tempi stanno cambiando. O forse, sono già cambiati. Di certo lo sono per il Jack Lemmon di La strana coppia, un americano verace ma che sa già distinguere tra "spaghetto" e "linguina": che classe! E Lemmon merita poi un titolo particolare, come pasta-actor. Ricordate Maccheroni di Scola, e la sua saudade per Napoli e i suoi sapori bandiera? E' un testimone questo che, in tempi più recenti, va di sicuro passato a un grande come Woody Allen: a lui la cucina italiana piace, e nei suoi film la cita spesso. L'ultima apparizione della pasta è in Misterioso omicidio a Manhattan.

L'omaggio forse più risolutivo e delicato, il sigillo della trasformazione dell'italian style of cooking, e dunque della pasta, in elemento di distinzione, cultura, e dunque seduzione, arriva da una sponda insospettata: la Disney. L'indimenticabile spaghetto d'amore tra Lilli e il Vagabondo merita certo l'ironico remake che ne proporrà Hot shot.

La pasta fa' da tenero antidoto all'autoironia di Sordi in Un americano a Roma, o alla Anne Bancroft ignara di dieta mediterranea che in Pastasciutta amore mio, con Dom De Luise, contrappone ciccia e seduzione passando però per il medium sbagliato.

Ma qui il tempo è di nuovo scattato in avanti. Questo è già il tempo della pasta da single: pasta che sempre più spesso l'uomo prepara, magari per attirare una concupita señorita ad una cena a due in casa. E' già, anche in Italia, ormai il tempo di Sud e di un Abatantuono che, sempre per i curiosi rimandi del mestiere, scarica gli spaghetti di Salvatores per finirei in tivù a pubblicizzare condimenti per pasta.

Ma i rimandi tra scena e vita, e tra... pasta e pasta sono clamorosamente testimoniati da quelle foto in bianco e nero che risalgono a quando i film si giravano ancora in serie a Cinecittà. Loren, Ingrid Bergman, Paul Newman, ancora Totò, Fellini, Masina, Sordi, Lattuada. A mezzo busto. Piani americani. Facce celebri. E sorrisi a trentadue denti. Tutti immortalati in questo o quel ristorante o trattoria di Roma. Davanti... indovinate un po'? Esatto: un piatto di pasta...

 

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miniposter 35X50 SU CARTONCINO

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fellini bergman
a tavola 35x50
albaroma
28 agosto 1926  
67X26
armstrong
67X26
 marylin 67X26  the gang 67X26 il selvaggio
Maley Peggy, Marlon

Brando, Doughty Yvonne 35x50

001 SOFIA LOREN SPAGHETTI  e foto 18x24

002 loren mastroianni

BRINDISI

 e foto 18x24

    004 emiliano
dice tutto e foto 18x24 e
calamita
005 mastroianni spaghetti
miniposter 

006 io sto con gli ippopotami

 foto 18x24

calamita

007 LO CHIAMAVANO TRINITA CAVALLI foto  18X24  CALAMITA


008 LOREN SCOLAPASTa   009 MAGNANI
CON
GATTO  FOTO 18X24
  010
ANITONA
+FONTANA TREVI FOTO 18X24 
 

0011

ESTER WILIAM VESPA  FOTO 18X24 

 

0012 toto spaghetti in tavola

foto 18x24

0013ekberg caffè
foto 18x24 foto 18x24 e calamita
0014 volonte per un pugno
di dollari
0015
i complessi dentone

0016 sordi sul fiume 

0017 amici

miei

foto 18x24

    0019 troisi in cucina  
foto 18x24
0020 ben hur vespa  foto 18x24
calamita

0021 ben hur sorriso 

FOTO 18X24

0022 non ci resta che piangere

023 c'era una volta il west foto 18x24 024 c'eravam tanto amati foto 18x24
calamita
925 cabiria

026

charlot in piedi

foto 18X24

027

continiavano a chiamarlo trinità
028 DELITTO RISTORANTE CINESE 029 LEONE DE NIRO FELLINI CINECITTA 030 DON CAMILLO E PEPPONE
031 GILDA

 


032 TOTO ONOREVOLI IMBUTO
033 GUARDI E LADRI foto 35x50 calamita 034 IL MONELLO
miniposter
foto 18x24
35 il marchese del grillo

036 il padrino 

foto 18x24

calamita

037 il selvaggio

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038 dean 039 IL MINESTRONE

foto 18x24

calamita

040 la banda degli onesti


041 TOTO PEPPINO CAFFE

foto 18x24

042 DOLCE VITA FONTANA TREVI

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043 DOLCE VITA COLORI 044 TOTO LE MOTORIZZATE
foto 18x24
045 vacanze intelligenti
panino
calamita

046

VACANZE INTELLIGENTI SPAGHETTI

foto 18x24calamita

047 LOREN E SACERDOTE PIAZZA NAVONA
048 LOREN SPOGLIARELLO
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calamita
049 FABRIZZI POLLO foto 18x24
calamita
050 ANNA MAGNANI
051 MARILIN foto 18x24
calamita
052 MASTROIANNI VITTI A TAVOLA 053 LE RAGAZZE DI PIAZZA DI SPAGNA 054 MONICA VITTI CON IL CANE foto 18x24
calamita
055 CLINT EASTWOOD PER UN PUGNO DI DOLLARI
056 ELVIS
IN MOTO
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calamita
057 AMORE MIO AIUTAMI 058 THE BEATLES 060 CAMPO DE FIORI MAGNANI FRUTTI
VENDoLA
059 CAMPO DE FIORI FONTANELLA
061 CHALPIN
E PAULETTE
062 CHAPLIN NEVE 063 CARDINALE COLLANA 064 EDUARDO NAPOLI MILIONaRIA dr jekyll and Mr.hyde
066 JOHN BARRYMORE DR.JEKYLL AND
 MR.HYDE
o67 FEBBRE DA CAVALLO 068 NO SMOKING miniposter
foto 18x24
calamita
069 EASY RIDERfoto 18x24 070 FANTASMA DELL'OPERA
071 SORDI IL VIGILE 073 SOLITI IGNOTI CASSAFORTE foto 18x24 074 SOLITI IGNOTI SI LAVICCHIA 130 chaplin e la fioraia 084 I SOLITI IGNOTI QUATTRO FACCE
076 MALA
FEMMINA VIGILE
078 MALAFEMMINA LETTERA foto 18x24 080 PROCESSIONE DI NUDI foto
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081
PECCATO SIA UNA CANAGLIA COLOSSEO
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calamita
095 sorpasso
085 soliti ignoti fiasco 086 milian e bombolo spaghetti 087 stanlio e onlio autografi foto 18x24 088 stanlio e onlio valigia foto 18x24 106 una vita difficile foto 18x24
090 stanlio
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090 stanlio e onlio panchina 092 troisi benigni non ci resta 094 spaghetti napoli  200
albertone
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107 toto pinocchio a colori TOTO' Pinocchio2 108 giulietta masina gelsomina foto 18x24 109 toto mangia pollo 201101 anna magnani con il gatto      

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116 dean e andress

110 STANLIO ONLIO IN CUCINA 118 pasolini sul set 127 marylin gelato    
                   

 

119 marina berti

111 TOTO CAFFE     



120 claudia cardinale 128 gina lollobrigida spaghetti 130 brando magnani

 

121 sergio leone a cavallo
 


122 aldo fabrizi a tavola


123 gasman e gina lollobrigida  spaghetti 129 anitona sedia fontana trevi 132 brando un tram chiamato desiderio

 

126  sordi cardinale emigrato


125 toto  scolaverdure
124 toto mangia spaghetti 131 a quacuno piace caldo    
133 toto magnani risate di gioia


134  toto petrolini
135  sean connery 136 marylin 137  dusti hofman
141 greta garbo

 


142 mamma roma

143 godard bardot 144 hitchcock gli uccelli  

138 riso amaro


139 conte tacchia

 

140 donna sul ponte nave 145 pasolini vangelo 146 jayne mansfield

147 tognazzi spaghetti

148 toto il coraggio

149  stanlio e onlio briganti 150 loren scolapasta secchio 166 bogard e marylin

155 monica vitti

monica vitti


156 brando il selvaggio

 

157  brando selvaggio appoggiato 158 gasman    

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167 hitchicook gli uccelli        

uccellacci uccellini

guardie e ladri

259
guardie e ladri


c'era una volta west

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la dolce vita fontana

toto caffettiera

263

pausa pranzo

164

magnani con gatto

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capannelle

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