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per reperire questo libro contattatemi marco capitelli immaginicinema@hotmail.com tel 338 5465301 Il teatro comunale di Firenze IL COMUNALE?...cosa significa per me? La mia non può essere che una risposta affettiva, sentimentale se si vuole: il Comunale segna ricordi molto intensi, umani e musicali, grandi soddisfazioni, sincerità artistica, un calore che si rinnova sempre; e provo un sentimento di profonda amicizia per tutti i collaboratori — tutti sempre di altissimo livello professionale, dai settori dirigenziali alle maestranze - - che ho avuto in ogni occasione. CARLO MARIA GIULINI ...sono legata a questo Teatro da una forma affettiva molto particolare: qui ho avuto esperienze bellissime. È un Teatro di grande prestigio e importanza; lo definirei soprattutto di ricerca, e tale deve restare, senza mai dimenticarsi, naturalmente, che il pubblico ha bisogno anche del grande repertorio. ELENA SOULIOTIS ...un grande Teatro. Posso dire di esserci nato; ci ho studiato, mi ci sono formato, qui dentro. Per me è stata la mamma e lo amo profondamente, anche se qualche volta mi ha trattato da matrigna. ROLANDO PANERAI ...una succursale della mia casa potrei dire, perché tra il '15 e il '20 la mia famiglia aveva un ruolo preminente nella società che gestiva il Teatro. Legata al Comunale è una gran parte dei 'paradisi artificiali ' che incantarono la mia giovinezza ed ebbero una influenza singolare sulla mia formazione artistica; e l'odore magico del palcoscenico — che soltanto gli iniziati riescono a percepire - - mi attira ancora oggi, come un 'richiamo della foresta . PRIMO CONTI
Presentazione
Il criterio di scelta adottato per la compilazione di queste 'note' non intende porsi come giustificazione di un documento celebrativo in occasione del 50° Maggio Musicale; è piuttosto un criterio mosso dal desiderio di evidenziare quei momenti di particolare rilievo (direi quasi dei prototipi) per originalità e peso culturale che, al tempo stesso, non rappresentano eventi isolati infatti appartengono alle costanti più peculiari dell'impegno programmalo dimostrato, nel tempo, dall'Ente lirico fiorentino. Questo porta, inevitabilmente, a far torto ad alcuni spettacoli che, pur non presentandosi in questa precisa dimensione di radicale particolarità, hanno egualmente segnato le stagioni del Comunale con accenti di altissima qualificazione. Saw il primo a dispiacermene, ma il motivo c'è ed è individuabile nella destinazione che intendo offrire all'aggettivo 'assoluto ' riferito allo spettacolo: /'(Meo, nella 'versione Berio ', è stato un momento musicale e registico assoluto, come Orfeo ed Euridice di Gluck o L'Anello del Nibelungo: mentre, per esempio, nel Guglielmo Teli integrale (35° Maggio, direttore Muti, regista Sadro Sequi, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi), riconosco un avvenimento pia clamoroso e unico che assoluto, e, in un certo modo, più appartenente alla routine dei teatri di alto livello; e ha aduso, invece, quella Cenerentola del '71 che, prodotta e data in prima a Firenze, è stata portata ovunque con un certificato di nascita firmato Teatro alla Scala. Spero di riuscire a spiegare, così, l'accezione e la valenza di cui ho voluto investire l'aggettivo (riflesso poi nell'espressione teatrale 'prima assoluta ', estesa, in questo caso, in un senso di unicità) e i criteri che mi hanno indotto a fermare sulla carta, attraverso le immagini e un commento intessuto sulle ragioni di un rapporto tra i linguaggi dell'opera e di una regia attuale, quelle 'evidenze' che, almeno a mio avviso, hanno contribuito a dare al Comunale quell'aura — cene ha detto Giorgio Vidusso — destinata a farlo divenire, se già non lo è, uno dei teatri più prestigiosi. R.T. Teatro: termine sempre nuovo Cos'è un teatro? Nel caso specifico potremmo invitare il lettore a sfogliare l'ultima parte di questo libro, ed osservare le fotografie che, mentre salivano limpidissime le prove di Elektra, sono state scattate sul e dal 'ciclo' che sovrasta la sala. Credo che solo l'immagine possa in parte restituire il fascino di quel luogo apparentemente abbandonato e polveroso, dove fra le statue allegoriche dell'antico palcoscenico nidificano rondini e piccioni, dove passerelle incerte di metallo flessibile conducono ai vertici di quel tetto che. dagli ultimi ponti sull'Arno, appare chiaro e spiovente, e da dove, le poltrone, la buca d'orchestra e il palcoscenico, osservati attraverso qualche apertura circolare delle lampade, sembrano appartenere solo all'indefinibile e lontana memoria delle serate pubbliche. Ma si potrebbe anche rispondere, meno liricamente, che 'teatro' è il termine indicativo di un luogo concreto e tuttavia esprime un qualcosa di profondamente legato ad una continua e inarrestabile mutazione connotativa . 'Teatro' è un'azione fisica e del pensiero, è il referente e insieme il segno di tutto ciò che intorno e nel teatro-luogo avviene, è una parola di variegate polivalenze, la concentrazione dell'effimero in un elemento catalizzatore di una serie di processi culturali, è un inganno, un rischio, quasi un vizio, certo una scelta. Nel contesto di questa concretissima astrazione, il teatro d'opera, con tutti coloro che partecipano ad azionarne i complessi congegni, si pone come un ulteriore referente di nuovi segni, individuabili questa volta in un'anomalia della realtà propriamente detta, o, meglio, in un 'sistema' d'irrealtà volontaria, di calcolata metafisica della comunicazione. Il teatro d'opera è dunque l'avallo e l'approdo di questa irrealtà; ma se ci spostiamo ancora in un'altra ottica terminologica e veniamo a parlare di Ente Urico, allora le cose cambiano. Ente lirico è un'indicazione che contiene in sé, imprescindibile, il concetto-funzione di teatro, ma, al tempo stesso, lo regola nelle cifre di una realtà politica legata all'ordinamento dello Stato e ai cambiamenti dovuti al succedersi delle Giunte e dei Governi. A questo punto non è più possibile fantasticare su una vita totalmente autonoma del teatro; bisogna piuttosto cercare di spiegarsi il difficile equilibrio che all'interno dell'Ente lirico deve necessariamente sussistere tra le esigenze di una libertà culturale, gli umori della città in cui l'Ente opera e, appunto, tutto il sistema politico dal Comune allo Stato, non solo lungo percorsi legislativi ma soprattutto attraverso uomini e partiti..........................................................................................................................................................
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