|
Totò a colori CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Steno PERSONAGGI E INTERPRETI
Antonio Scannagatti: Totò 1952 di Steno. Soggetto: Steno, da sketch di riviste di Michele Galdieri e Totò, sceneggiatura: Steno, Monicelli, Age, Scarpelli; interpreti: Totò (maestro Antonio Scannagatti), Isa Barzizza, Castellani, Virgilio Riento, Luigi Pavese, Franca Valeri, Galeazzo Benti, Guglielmo Inglese, Rocco D' Assunta, Vittorio Caprioli, Fulvia Franco , produzione. - Ponti-De Laurentiis-Lux , in ferraniacolor. Il musicista Antonio Scannagatti cerca invano da molti anni di fare accettare la sua musica da un editore. Coglie l'occasione dell'arrivo in paese di Joe Pellecchia, divenuto ricco in America, per dirigere la banda del paese. Ha successo ed il figlio del sindaco promette di aiutarlo. Ma una serie di contrattempi non gli permette di essere ricevuto dall'editore Tiscordi. Alla fine l'editore comprende la genialità di Antonio Scannagatti e gli aprirà le vie del trionfo. Per tentare le vie del colore il cinema italiano ha fatto ricorso a Totò e dal suo repertorio di rivista ha tratto alcune macchiette che, affidate ad un unico filo conduttore, potessero dar luogo a un film spensierato. L'interesse del film, perciò, è tutto nelle virtù comiche di Totò. Arturo Lanocita, "Il Nuovo Corriere della Sera" Milano, 9 aprile 1952. Il primo lungometraggio italiano a colori avrebbe meritato cure maggiori, sia nel soggetto che nella realizzazione. E invece la trama soffre di lungaggini e in alcune situazioni di scarsa originalità e la regia punta più spesso sullo sketch che sull'azione. Tuttavia lo spettacolo c'è e richiama il pubblico, specialmente per merito dell'inimitabile e sempre bravo Totò. Gian Luigi Rondi, "Il Tempo", Roma, 13 aprile 1952
Totò a colori
Il musicista Antonio Scannagatti, che
chiama se stesso "il cigno di Caianello", aspetta con ansia da oltre
quindici anni la risposta dell'editore Tiscordi di Milano al quale ha
inviato una sua composizione. Antonio vive appunto a Caianello, ospite
in casa di un suo cognato siciliano, che ne mal sopporta la presenza.
In città vive anche il suo nemico giurato, il maestro Tiburzi, uomo di
poche qualità che però dirige la banda del paese, pur con rare
occasioni di esibirsi. Con il ritorno in città di Joe Pellecchia, ex
compaesano emigrato e arricchitosi in America, Tiburzi spera di
riuscire ad esibirsi finalmente nella direzione della banda.
L'occasione, però, si volge in favore di Scannagatti, Tiburzi infatti
viene colto da paralisi e la direzione passa ad Antonio, che riscuote
grande successo. Il figlio del sindaco, notato il talento di Antonio,
gli promette di raccomandarlo all'editore milanese. Il giorno seguente
Antonio cerca in paese il ragazzo, ma scopre che è sparito, partendo
per Capri con la sua fidanzata. Risoluto ad ottenere l'audizione con
Tiscordi, corre a Capri con dei soldi sottratti al cognato siciliano.
Il figlio del sindaco e la sua ragazza sono ospiti di una facoltosa
signora, ormai decisa a sbarazzarsi del gruppo di esistenzialisti
sfaccendati che hanno invaso la sua villa. Scannagatti, con un nuovo
look da ricco gentiluomo, arriva al momento giusto e seduce la padrona
di casa, assicurando agli artisti un prolungato soggiorno nell'isola.
Scannagatti, ancora deciso ad incontrare Tiscordi, con un vagone letto
arriva a Milano. L'editore però si rifiuta di incontrarlo. Nella sala
d'aspetto di Tiscordi, il musicista fa amicizia con un tenore
balbuziente ed un regista russo, nella confusione generale, viene
scambiato per un infermiere e introdotto nell'ufficio per fare un
iniezione. Appena chiarito l'equivoco, il maestro si scaglia però
contro di lui e lo insegue. Antonio si nasconde in un teatro di
burattini dove, travestito da Pinocchio, si lancia in un balletto da
marionetta. Tiscordi nel frattempo si persuade della sua bravura e
decide di avviarlo al successo.
Totò a coloriTrama Il maestro Scannagatti, genio musicale incompreso, vive nel paese di Caianello. Per convincerlo a dirigere una banda musicale gli promettono un incontro con l'editore Tiscordi. Scannagatti si reca a Milano per portare all'editore le sue composizioni. Viene creduto pazzo e cacciato. Il primo lungometraggio italiano a colori è in pratica una raccolta di sketch del repertorio di Totò, dal vagone letto al numero del direttore d'orchestra a quello della marionetta. Momenti sublimi, da mandare a memoria.
|
|